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Urne chiuse in Abruzzo. E secondo la prima proiezione diffusa dalla tv locale Rete8 sarebbe in vantaggio il candidato del Pdl Giovanni Chiodi con oltre 6 punti di vantaggio sullo sfidante dipietrista Carlo Costantini (Pd più Idv più altri), che rappresenta il centrosinistra. Il candidato presidente del Pdl secondo la proiezione realizzata dall’emittente televisiva su un campione di 100 sezioni su 1625. Secondo tale proiezione il candidato del Pdl sarebbeoltre il 50%, mentre Costantini sarebbe sotto il 40%. Il margine di errore previsto per tale proiezione è del 4%. Per quanto riguarda gli altri candidati questi i dati: Rodolfo De Laurentiis (Udc-Udeur) 5,25%, Teodoro Buontempo (La Destra) 2,50%, Ilaria del Biondo (partito dei Comunisti lavoratori) 1%, Angelo Di Prospero (Per il bene comune) 0,50%.
In Abruzzo si vota dopo che l’ex governatore, Ottaviano del Turco, ha rassegnato le dimissioni dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta per le presunte tangenti nella gestione della sanità. Del Turco, all’uscita dal seggio, ha confermato di non aver votato Costantini, candidato presidente per il centrosinistra.
Ma se per conoscere il nome del nuovo governatore abruzzese bisognerà aspettare la sera, già poco dopo la chiusura delle urne si può invece dire che a vincere sia stato il partito dell’astensione.
L’affluenza alle urne per il rinnovo della giunta regionale abruzzese, secondo i dati resi noti dal Viminale, è in netto e drammatico calo: tra domenica e lunedì ha votato il 52,98% degli aventi diritto rispetto al 68,58% delle elezioni del 2005, con un risultato inferiore di oltre 16 punti percentuali. “Posso solo commentare, a questo punto, il dato dell’astensione: si tratta di un fenomeno gigantesco” ha affermato il candidato presidente del centro sinistra. “La causa di tale fenomeno” ha spiegato Costantini “è di entrambe le parti, centrodestra e centrosinistra. Vince chi è riuscito a portare più gente a votare. Su questo fenomeno è necessario riflettere con attenzione nei prossimi giorni”.
- Lunedì 15 Dicembre 2008
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Il 15 Dicembre 2008 alle 19:48 Regioni: in Abruzzo si vota, in altre restano problemi. Per il Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Con il voto in Abruzzo verrà sciolto uno dei nodi delle amministrazioni locali, da tempo al centro di forti fibrillazioni, soprattutto nel centrosinistra. Ma il dibattito politico resta ancora incentrato sulla politica locale, dalle primarie nel Pd per le elezioni comunali di Firenze e Bologna, alle tensioni che stanno attraversando in Campania sia la Regione che il comune di Napoli, mentre sullo sfondo restano ancora in piedi la successione di Soru alla regione Sardegna, come anche gli sviluppi della situazione alla Regione Basilicata, con l’intera giunta dimissionaria. [...]
Il 15 Dicembre 2008 alle 21:48 L’Abruzzo sceglie Chiodi, Pdl, per il dopo Del Turco » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il candidato del Pdl Giovanni Chiodi avrebbe vinto le elezioni regionali in Abruzzo con circa il 50% dei voti, si attesta al 50,3. Mentre il suo rivale del centrosinistra, Carlo Costantini si ferma poco sopra il 40%, precisamente al 42,22% Giova ricordare che non ci sarà un secondo turno come nelle elezioni comunali, quindi diventerà governatore della piccola regione del centro Italia chi avrà un voto più dell’altro. E’ comunque possibile seguire sul sito del ministero dell’Interno in tempo reale lo scrutinio dei voti. Ma il vero partito di maggioranza abruzzese è il partito dell’astensione. Che si è attestata intorno al 52%. Il calo, rispetto alla precedente consultazione del 2005, è stato di oltre 13 punti percentuali quando aveva votato il 68,58% degli aventi diritto. Nel 2005 alle regionali la vittoria era stata del centrosinistra e alla coalizione era guidata da Ottaviano Del Turco che ottenne circa il 58,22% dei consensi contro il 40,95% del centrodestra guidata da Giovanni Pace. Stavolta il dato si è ribaltato. Tra i partiti il Pdl si avvicina al 37 per cento, mentre sul fronte opposto il Pd si attesta poco sotto il 21, l’Idv sopra il 14 e Rifondazione comunista al 3,3 per cento circa. I dati parziali sui partiti sembrano quindi punire il Pd di Walter Veltroni e premiare l’Idv di Antonio Di Pietro. Proprio l’ex pm ha esclamato trionfante: “L’Italia dei Valori ha quintuplicato i suoi voti in Abruzzo. Ha vinto l’astensionismo ma chi resta veramente sconfitto è la politica che in tutta Italia e specialmente in quella regione sta dimostrando la propria incapacità nella lotta alla casta e ai suoi privilegi”. Quindi una puntura di spillo all’amico Veltroni: “I partiti che non sono né carne né pesce e fanno riunioni e dicono ‘ma anche’ vengono puniti”. Quella di Veltroni viene definita una politica ‘suicida anche dal Pdl. Per Italo Bocchino, vice presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, “i dati elettorali che cominciano a giungere dall’Abruzzo provano da un lato la bontà dell’azione governativa di questi primi mesi di legislatura e dall’altro la tendenza suicida del partito democratico, che avendo consegnato la guida e la linea dell’opposizione a Di Pietro rischia di crollare irrimediabilmente nei consensi. C’è da augurarsi che Veltroni comprenda adesso che l’Italia ha bisogno di un’opposizione costruttiva e dialogante”. Dal Pd ancora pochi i commenti. Quelli che giungono sono solo sul dato dell’astensione. L’ex ministro degli Esteri, Massimo D’Alema considera la sconfitta, e ancor più l’astensione, un “riflesso della vicenda giudiziaria”. Una vicenda che per D’Alema ha provocato “un distacco tra cittadini e istituzioni”. Per Peppe Fioroni, coordinatore Area dell’organizzazione del Pd: “Il dato impone una profonda riflessione su come favorire la condivisione e la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica e sulla necessità che la politica torni ad essere autorevole”. Per il ministro della Difesa e reggente di An, Ignazio La Russa, il dato dell’astensione è dovuto soprattutto al maltempo: “Di fronte a motivazioni più deboli di altre volte quello che fa pendere la bilancia è una giornata di sole”. Da rimarcare, infine, un giudizio sul forte astensionismo dell’ex presidente del Senato, Franco Marini, abruzzese doc: “C’era il rischio, ma una astensione così larga è un problema politico per tutti. Questo deve essere un elemento di riflessione per tutti, sia per chi vince sia per chi perde. Io potrei dire che il tempo cattivo non aiuta, ma non c’è dubbio che c’è da recuperare fiducia alla politica”. [...]
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