
Walter Veltroni ribadisce l’utilità di fare le riforme bipartisan sulla giustizia e rilancia la commissione dei sessanta giorni, lanciata nel finesettimana da Milano. L’occasione è stata la sua partecipazione, questa mattina, alla cerimonia che ha premiato Ingrid Betancourt con il ‘pellegrino di pace’ a Montecitorio. Al termine della cerimonia, lontani da sguardi e orecchie indiscrete, il leader Pd si è appartato con il presidente della Camera, Gianfranco Fini e insieme hanno discusso per oltre mezzora. Veltroni uscendo dall’incontro ha spiegato di aver parlato con Fini “di tante cose”. Poi incalzato dai cronisti il segretario democrats è tornato sulla questione giustizia. Soprattutto per rispondere al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che dalle colonne del Corriere della Sera, aveva chiuso la porta alla sua idea di una commissione che comprendesse tutti gli attori del pianeta giustizia della durata di sessanta giorni.
“La commissione sulla giustizia serve al Paese”, ha chiosato Veltroni. Poi entrando nel merito delle parole del Guardasigilli ha aggiunto: “Ribadisco la mia proposta e credo sia molto più saggio accettarla anziché dare vita ad un nuovo scontro”. Per il leader Pd “il Paese sta talmente male che avrebbe bisogno di saggezza e di responsabilità e non di scontro”. Sempre rispondendo alle obiezioni di Alfano, Veltroni ha argomentato: “Non mi convince l’obiezione secondo cui io avrei proposto la commissione così per non far nulla. Invece è vero il contrario. Per questo sarebbe saggio accettarla”. Infatti per Veltroni la commissione dei sessanta giorni è “un’iniziativa nuova. Si tratterebbe di una commissione che in sessanta giorni potrebbe ridare efficienza alla giustizia nell’interesse dei cittadini e delle imprese che devono ritrovare serenità”. Quindi il leader dell’opposizione per spiegare che la sua non è una proposta dilatoria aggiunge: “Superiamo il freddo sistema delle audizioni, penso invece ad un modo nuovo, ad un tavolo con tutte le parti sociali che duri 60 giorni e al termine del quale governo e Parlamento possano decidere”.
Ma tra Veltroni e Fini non solo giustizia: come aveva detto lo stesso leader Pd uscendo dall’incontro a Montecitorio “abbiamo parlato di tante cose”. E infatti fonti parlamentari accreditano di un ‘messaggio lasciato in bottiglia al presidente della Camera’, da parte del leader dell’opposizione sull’annosa, e mai risolta per il Pd, questione Villari. Veltroni, che per molti non ha mai digerito il caso Villari, avrebbe detto a Fini che il Pd è pronto a fare le barricate se il reprobo del Pd non lascerà la commissione di Vigilanza Rai.
- Lunedì 15 Dicembre 2008
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Commenti
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Il 16 Dicembre 2008 alle 7:38 bruno1946 ha scritto:
Ma se gli elettori votano un parlamento per leggiferare, perche’ il parlamento dovrebbe a sua volta dare il lavoro a commissioni ed esperti vari. Non mi risulta che in parlamento non ci siano laureati in legge, anzi forse ce ne sono anche troppi.
Il succo del discorso e’ che una commissione sarebbe un escamotage per fare un’ammucchiata dove alla fine nessuno e’ responsabile.
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