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	<title>Italia &#187; Il caso Nugnes: ecco perché tutti lo volevano intercettare </title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:03:23 +0000</pubDate>
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		<title>Il caso Nugnes: ecco perché tutti lo volevano intercettare</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 09:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomo.amadori</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sull'ex assessore napoletano indagavano l'Antimafia, la Digos, i carabinieri, la Dia, 
i servizi segreti. E, dopo che <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/12/17/napoli-bufera-sulla-giunta-iervolino/"><strong>la bufera Global Service</strong></a> si è abbattuta sulla giunta Iervolino, non soltanto per la discarica e gli scontri di Pianura. <strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/12/17/napoli-la-iervolino-prende-tempo-dimissioni-prima-serve-un-confronto/">Il sindaco: "Dimissioni? Prima un confronto"</a> - <a href="http://www.panorama.it/panorama/statici/documenti/ProcuraNapoli.pdf" target="_blank">Il comunicato della Procura di Napoli</a> - <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/12/18/lusetti-bocchino-nugnes-le-chiamate-daffari-di-alfredo-romeo/" target="_blank">Bocchino, Lusetti, Nugnes: le chiamate "d'affari" di  Alfredo Romeo </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/12/18/494a13c3349b9_zoom.jpg" alt="Giorgio Nugnes " border="0" width="500" /></p>
<p>Il pm napoletano Antonello Ardituro, nell&#8217;udienza preliminare per gli scontri scaturiti dalla protesta contro la discarica di Pianura, non ha risparmiato la sua memoria. Ma si sa, Giorgio Nugnes, ex assessore alla protezione civile di Napoli, <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/11/29/napoli-si-suicida-un-ex-assessore-del-comune/">morto suicida il 29 novembre</a> a 48 anni, era considerato in procura il simbolo di quella &#8220;città senza capo né coda&#8221; che aveva rappresentato, con la fascia tricolore, il crocevia di molti affari illeciti, il bersaglio di inchieste più o meno coerenti.<br />
Nell&#8217;ultimo anno di vita era un uomo braccato, non dai clan camorristici, ma dalla giustizia. Tutti indagavano su di lui: sei magistrati della Direzione distrettuale antimafia, Digos, Nucleo provinciale dei carabinieri, Dia, persino gli 007 dell&#8217;Aisi (l&#8217;ex Sisde). Il suo nome era in quattro inchieste: due riguardavano Pianura, altre due la presunta e, in questi giorni, annunciatissima Tangentopoli napoletana. In un paio di queste era intercettato. Alla fine, sentitosi sotto assedio, non ha retto. Ma aveva provato a difendersi.<br />
Per esempio aveva studiato con attenzione l&#8217;elenco delle chiamate che lo accusavano di aver organizzato la resistenza di Pianura nella notte tra il 2 e il 3 gennaio scorsi. Per i pm telefonate inequivocabili. Ma lui era convinto che ne mancasse una, la 1378, diretta a una giornalista del Mattino. &#8220;Noto con tristezza che i magistrati attaccano Nugnes anche adesso che non può più ribattere&#8221; sottolinea il suo avvocato Nello Palumbo. &#8220;Ma quella chiamata a una cronista dimostra che il suo non era un ruolo occulto e che quella notte era uscito a comprare il giornale, non a organizzare barricate&#8221;. Il compito di selezionare le conversazioni da inviare in procura era stato affidato al capocentro della Direzione investigativa antimafia Adolfo Grauso. Che, però, oggi non può rispondere ai giornalisti: è stato trasferito all&#8217;ufficio napoletano dell&#8217;Aisi.<br />
Nelle ultime ore di vita Nugnes aveva detto di sentirsi perseguitato pure dai nostri 007. Grauso aveva portato con sé il fascicolo che riguardava Nugnes o l&#8217;ex assessore, sotto pressione, immaginava complotti dove non c&#8217;erano? Su questo sta indagando la procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo per induzione al suicidio.<br />
Ma le accuse di associazione per delinquere, devastazione e interruzione di pubblico servizio per i fatti di Pianura sono solo la punta dell&#8217;iceberg. Infatti Nugnes era intercettato in altri due procedimenti.<br />
I primi che chiedono di mettere sotto controllo le sue utenze sono i pubblici ministeri Raffaello Falcone, Pierpaolo Filippelli e Vincenzo D&#8217;Onofrio che indagano, con l&#8217;inchiesta &#8220;Magnanapoli&#8221;, su appalti e politica. Siamo alla fine del 2007 e i reati ipotizzati in quel momento sono la turbativa d&#8217;asta e l&#8217;associazione per delinquere (aggravati dall&#8217;agevolazione della camorra). Il procedimento è iscritto a carico di Mario Mautone, provveditore ai lavori pubblici di Campania e Molise (all&#8217;epoca il suo &#8220;superiore&#8221; è Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture), ma visto che nel mirino c&#8217;è &#8220;la prossima definizione dell&#8217;appalto di manutenzione ordinaria del Comune di Napoli&#8221;, sotto inchiesta finisce pure Nugnes, assessore con deleghe alla difesa del suolo, alla protezione civile, alle fogne e alle strade.<br />
Il 30 marzo 2006 il sindaco Rosa Russo Iervolino aveva provato ad accelerare la pratica (con l&#8217;aperto sostegno di Nugnes, all&#8217;epoca capogruppo della Margherita), ma non era riuscita a indire la gara prima delle elezioni, anche a causa dell&#8217;opposizione del capogruppo di An Pietro Diodato che aveva paventato, in una riunione parzialmente segretata del consiglio, un concorso pilotato a favore dell&#8217;imprenditore Alfredo Romeo, il nuovo &#8220;re di Napoli&#8221;. Il 7 luglio 2006 Diodato viene ascoltato dal pm Giancarlo Novelli: è la prima inchiesta che, indirettamente, riguarda Nugnes. Il quale nel frattempo diventa assessore e firma la delibera sulla gara che il consiglio comunale approva il 3 aprile 2007. I magistrati chiedono di intercettarlo il 17 dicembre 2007 &#8220;con il sistema Mito&#8221;. Il 2 e il 3 gennaio 2008 la sua voce finisce nelle cuffie degli uomini della Dia mentre dà indicazione degli spostamenti dei blindati delle forze dell&#8217;ordine al consigliere comunale di An Marco Nonno, impegnato nella resistenza di Pianura; nei giorni successivi la trascrizione delle sue chiamate viene inviata al pm Milita che sta indagando sugli incidenti, ma non solo.<br />
Inizia a questo punto forse la parte più sorprendente e meno esplorata della vicenda. Infatti la sera del 5 gennaio proprio Milita (prima di ricevere le carte dai colleghi) richiede di intercettare i telefoni di sette persone, sotto indagine per un presunto &#8220;traffico illecito di rifiuti aggravato dalla metodologia mafiosa e associazione per delinquere di stampo mafioso&#8221;.<br />
Al centro dell&#8217;inchiesta c&#8217;è ancora una volta la discarica di Pianura e in particolare l&#8217;area, di proprietà della Elektrika srl, individuata dal commissario di governo per una discarica provvisoria. Secondo il magistrato, coadiuvato nelle indagini dai carabinieri, dietro agli incidenti c&#8217;è un affare saltato. Scrive Milita: L&#8217;ideatore di tali disordini sarebbe un &#8220;socio occulto&#8221; di Elektrica. Già sottoposto a sorveglianza speciale e libertà vigilata, avrebbe precedenti per &#8220;associazione per delinquere, estorsione, tentato omicidio, porto abusivo d&#8217;arma e danneggiamento&#8221;; secondo gli inquirenti sarebbe stato anche &#8220;affiliato alla Nuova camorra organizzata del noto Raffaele Cutolo&#8221;. L&#8217;uomo &#8220;agirebbe con il sostegno (&#8230;) del consigliere regionale di An Pietro Diodato&#8221;. Sorpresa: mentre la Dia intercetta Nugnes, Milita mette sul banco degli imputati proprio il suo accusatore. Ecco la motivazione: &#8220;Dapprima si esprimeva favorevolmente per la riapertura del sito, mutando successivamente opinione allorquando si conclamava che il provvedimento antimafia interdittivo, emesso nei confronti della società Elektrica avrebbe probabilmente potuto determinare la mancata erogazione di alcun indennizzo o compenso per l&#8217;uso dell&#8217;invaso&#8221;. Nelle ore successive, a Milita arrivano le trascrizioni delle intercettazioni della Dia e il magistrato si concentra su Nugnes, definendolo &#8220;uno degli organizzatori degli atti violenti&#8221;; il 7 gennaio chiede al gip l&#8217;autorizzazione a intercettarlo.<br />
E Diodato? &#8220;Io dell&#8217;inchiesta su di me non so nulla&#8221; dice l&#8217;interessato a Panorama, &#8220;ma, come si evince da quelle telefonate, io sono la vittima, Nugnes e il mio collega di partito Nonno mi volevano vedere &#8216;politicamente&#8217; morto&#8221;. Diodato non si ferma (sta indagando sull&#8217;acquisto dei palazzi che ospitano il consiglio comunale e la giunta regionale, di proprietà della Pirelli, costati circa 80 milioni di euro) e in una recente nota ha scritto: &#8220;Nugnes era convinto di meritare un assessorato (e lo meritava) per l&#8217;esperienza acquisita e il consenso elettorale espresso, ma gli sono state date deleghe pesanti, alcune delle quali (strade, fogne), nonostante il predecessore fosse stato confermato in giunta. Non è da escludere che sia stato usato. Lui si fidava del sindaco, con cui aveva un rapporto filiale&#8221;. Quella &#8220;cara Rosetta&#8221; (Russo Iervolino) a cui un Nugnes distrutto invia la lettera di dimissioni da assessore il 17 ottobre 2008. L&#8217;ultimo atto politico prima di morire. Travolto dall&#8217;assalto di magistrati che si sentono in missione in una città dove regna &#8220;lo spregio del principio del bene comune&#8221;.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/12/18/lusetti-bocchino-nugnes-le-chiamate-daffari-di-alfredo-romeo/" target="_blank">Bocchino, Lusetti, Nugnes: le chiamate &#8220;d&#8217;affari&#8221; di  Alfredo Romeo </a></p>
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