La piena del Tevere dello scorso 12 dicembre
Ci sono voluti 5 anni e un lungo cammino fatto di lettere, carteggi, sollecitazioni e rinvii. Alla fine il “piano Tevere” è stato approvato dal ministero dell’Ambiente. Un piano che, secondo quanto apprende Panorama.it, sarebbe stato già pronto qualche mese fa nelle stanze dei ministeri competenti, ma che l’emergenza dei giorni scorsi e le parole del sindaco Alemanno (”Subito si deve sbloccare il piano stralcio sul Tevere che giace da tempo in attesa di delibera. Ci aspetta un lavoro di mesi, forse di anni, per mettere in sicurezza il fiume”) avrebbero fortemente accelerato. Si chiamerà “Psc5″ (piano stralcio 5). Una sigla per dire che il piano di assetto idrogeologico si coniugherà ad una migliore vivibilità di Tevere e Aniene sia per le golene (ossia gli spazi tra corso del fiume e argine) che per gli specchi d’acqua. Sono previsti interventi strutturali prioritari per 200 milioni di euro per la messa in sicurezza del tratto urbano del Tevere e dell’Aniene, ma anche norme per la gestione della sicurezza delle installazioni galleggianti del tratto urbano, regole per la gestione delle zone di rischio idraulico e limiti per le eccessive impermeabilizzazioni. Il piano fissa inoltre la salvaguardia dei corridoi fluviali e di quelli dei fossi minori, la zonizzazione delle aree fluviali e la costituzione dei parchi fluviali del Tevere e dell’Aniene. Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha annunciato le nuove nomine per le Autorità di bacino di Tevere e Arno. Per il Tevere, il nuovo segretario generale è l’ingegner Giorgio Cesari, mentre per l’Arno è stato nominato all’unanimità il segretario generale Gaia Checcucci. “Oltre ai barconi, ci preoccupava la rete dei canali e degli affluenti come l’Aniene” spiega a Panorama.it l’ex segretario generale dell’Autorità di bacino del fiume Tevere, Roberto Grappelli, oggi presidente di Met.Ro “Le nuove norme stabiliscono che i barconi dovranno sottoporsi d’ora in poi a controlli periodici. Quelli che hanno rotto gli ormeggi abbattendosi contro ponte Sant’Angelo erano vere e proprie isole galleggianti. Piccoli Titanic completamente fuori scala, frutto di anni di deregulation”.
Come detto, Gaia Checchucci è il nuovo segretario generale dell’Autorità bacino del fiume Arno “che presenta criticità minori rispetto ad altri fiumi perché non vi sono barconi e perché le costruzioni lungo gli argini sono pochissime”, sottolinea a Panorama.it la stessa Checchucci. Che aggiunge: “Farò il segretario federalista perché le autorità di bacino sono a metà tra la Regione e lo Stato. E’ necessaria dunque massima cooperazione e il contributo di tutte le parti: io ne sarò la sintesi”. Secondo la Checchucci, che è anche consigliere comunale del Pdl al comune di Firenze (”da fiorentina doc l’Arno lo sento come una questione di famiglia”, dice con un pizzico di orgoglio), serve ripartire dall’accordo siglato nel 2005, il “Piano di bacino” da 200 milioni di euro, per realizzare gli interventi prioritari lungo il fiume, concentrando le risorse per Firenze, Pisa e le aree industriali e urbanizzate nelle zone alluvionali”. Con esso si è scelto di realizzare alcuni interventi prioritari lungo l’asta principale del fiume, concentrando le risorse sulle opere in grado di mettere in sicurezza le aree di maggiore criticità : Firenze, Pisa e le aree industriali e urbanizzate nelle zone alluvionali. Un investimento necessario per la realizzazione di 23 opere, tra cui le casse di Figline per la messa in sicurezza di Firenze, e di Soffia per la riduzione nel rischio nel distretto conciario. Piano che fino ad oggi si è un po’ arenato tanto che “dei 200 milioni garantiti, siamo intorno a un quarto di soldi realmente arrivati”, aggiunge la neo segretaria.
Viene da chiedersi quante figure si occupano dei fiumi. “Troppe” risponde candidamente la Checchucci “ecco perché è allo studio una riforma per trasformare le autorità di bacino in autorità di distretto. Questo non vuol dire togliere competenze alle varie componenti, ma snellire le procedure di governance e ricondurre sotto un’unica cabina di regia le tante voci sul campo”. Chiusura tutta dedicata alla struttura che andrà a gestire. “L’autorità di bacino dell’Arno è tra le amministrazioni più virtuose d’Italia e ha eliminato da tempo la carta per la gestione delle risorse umane e delle comunicazioni tra dipendenti” afferma la Checchucci “L’Arno è un fiume diverso rispetto al Tevere perché la sua messa in sicurezza nel corso degli anni è stata molto più rapida; ciò nonostante ci aspetta un lavoro urgente e di grande responsabilità . Il ministero dell’Ambiente si è impegnato a recuperare molti passaggi, anche economici, e la Regione Toscana garantirà la massima collaborazione: se tutte le parti lavoreranno all’unisono, potremo completare le opere previste entro i prossimi 10 anni”.
- Venerdì 19 Dicembre 2008
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Commenti
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Il 19 Dicembre 2008 alle 14:21 Bertolaso: “Troppi tagli, a gennaio mi dimetto” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] ‘’I primi di gennaio me ne vado perché i tagli nella finanziaria sono davvero inaccettabili’’. Non usa giri di parole Guido Bertolaso per esprimere il proprio malcontento. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, capo della Protezione Civile e commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania ha fatto l’annuncio choc durante la sua audizione in commissione ambiente alla Camera. Lo hanno riferito i parlamentari presenti. Per dare la notizia ai deputati Bertolaso ha infatti chiesto che venissero spenti i microfoni che trasmettevano in diretta il suo intervento. “Alla luce di queste gravi affermazioni presenteremo” hanno annunciato i deputati leghisti Guido Dussin e Walter Togni “oggi stesso un’interrogazione urgente al ministro dell’Economia e lo inviteremo a presenziare ad una seduta della stessa Commissione per capire se realmente manca la copertura finanziaria alla Protezione Civile, un settore strategico per il paese”. “Una notizia gravissima” ha commentato l’ex presidente della commissione Ambiente Ermete Realacci, Pd.. Bertolaso si sarebbe lamentato anche delle risorse non impegnabili dalle autonomie localia, a causa del patto di stabilità . LEGGI ANCHE: Tevere e Arno, dopo l’allarme scattano i piani di sicurezza [...]
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