
Giustizia e intercettazioni. Ma anche pensioni e futuro energetico del Paese.
Sono alcuni dei temi toccati dal premier Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa di fine anno. Dice il capo del governo: ”La riforma della giustizia è indispensabile. La presenteremo al primo Consiglio dei ministri di gennaio”, sottolineando che in Italia la giustizia civile e quella penale hanno tempi troppo lunghi, dai 5 agli 8 anni per la durata media dei processi. E sulle intercettazioni annuncia un giro di vite: ”Da subito mi sono detto insoddisfatto per il testo sulle intercettazioni prodotto dal governo che non cambierebbe per nulla una situazione inaccettabile” dice il premier “bisogna restringere le intercettazioni anche sulle indagini sui reati contro la pubblica amministrazione e sono certo che questo convincimento sia quello di tutta la maggioranza e auspico un emendamento al testo da parte del consiglio dei ministri”. Il primo ministro sottolinea di essere “orgoglioso di questa squadra di governo composta da molti giovani e donne capacissime. Si lavora benissimo assieme e non ho mai avuto in sette mesi una delusione, neppure la più piccola”.
Il capo del governo tocca la questione delle pensioni: “Non abbiamo preso in esame la revisione del sistema pensionistico e credo che non lo faremo neppure nei prossimi mesi” La decisione di mandare le donne in pensione a 65 anni ”ci è stata richiesta dall’Europa” alla quale l’Italia intende rispondere consentendo alle donne di scegliere se allungare l’età lavorativa su base volontaria. ”Abbiamo provveduto a raddoppiare le somme messe a disposizione per gli ammortizzatori sociali” dichiara il premier “e ci riproponiamo di aumentare queste somme al fine di garantire anche anche quelle categorie alle quali oggi non viene data la cassa integrazione”. In particolare, il governo sta valutando se possibilità di un giudizio di qualche autorità che possa presiedere alla concessione degli ammortizzatori sociali alle aziende.
Sul futuro energetico del Paese il premier annuncia: “Bisogna ricominciare con il nucleare”, spiegando che per scelte fatte dalla sinistra “noi oggi paghiamo quelle decisioni e siamo un paese tributario, e questo fa si’ che paghiamo il costo dell’energia il 35% in piu’ degli altri Paesi europei”. Quanto ai tempi, Berlusconi ha precisato che “per arrivare occorrono 7 anni ma se non si comincia non si arriva mai”.
Nessuna retromarcia sulla legge elettorale. Il famoso “Porcellum” ha “dato buoni frutti”, quindi non si sente “alcuna necessità di cambiarla, le urgenze sono altre” osserva il premier. “Questa legge elettorale” chiarisce Berlusconi “con cui è stato eletto questo parlamento è stata tanto criticata, s’è definita in tutti i modi peggiori, ma io credo che abbia dato buoni risultati: ha escluso le estreme, ha prodotto una forte riduzione dei gruppi parlamentari. Non vedo la necessità di cambiarla”. E precisa: “Noi, quando abbiamo deciso di inserire nelle liste elettorali delle persone su cui c’erano delle indagini, lo abbiamo fatto sempre a ragion dovuta, cioè ascoltandole, conoscendole e mettendo in atto questa nostra esperienza per cui troppo spesso in Italia i processi e le accuse da parte dei Pm sono stati usati contro gli avversari politici come strumenti di lotta politica, e io ne sono l’esempio primo con tutta l’attenzione che mi è stata rivolta da questa magistratura”. Nonostante tale attenzione, ha concluso Berlusconi, “riscontro il 72% della fiducia dei cittadini e ho avuto il 10% in più di voti nelle scorse elezioni il che la dice lunga sull’opinione che i cittadini hanno di questi magistrati politicizzati”. Secondo il premier l’Italia è “matura” per l’elezione diretta del Capo dello Stato e indica la necessità che entro la legislatura una riforma garantisca più poteri all’esecutivo. “Sono convinto” osserva Berlusconi “che il presidenzialismo sia la formula costituzionale che può portare il migliore risultato per il governo del Paese”.
- Sabato 20 Dicembre 2008
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Commenti
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Il 21 Dicembre 2008 alle 0:41 lucia rosi ha scritto:
Bravo Presidente, smantelli quanto prima la “casta” dei magistrati,il cui degno prototipo è di pietro e che incarna la peggior feccia di politicanti corrotti, che si sono attribuiti un potere illimitato di vita o di morte sui cittadini!!!
Il 21 Dicembre 2008 alle 11:54 artisticamente ha scritto:
Discorso di fine anno di Berlusconi: un ciclo continuo, perpetuo, al di la’ dei pieni…..
Secondo fonti attendibili, dopo aver trascorso circa un’ora e trenta nella stanza di servizio di palazzo Madama per maquillage al fine di apparire con un look nei migliori dei modi, il Cavaliere parla di un’azione di governo che vede solo lui attribuirsi meriti su meriti: annuncia cantieri, centrali nucleari, un ipotetico raddoppio degli ammortizzatori sociali, dà conto addirittura di un ruolo da apripista dell’Italia nella politica economica europea.
Tutte cose di cui non si vede alcuna traccia nella realtà.
Più che una conferenza stampa di fine anno, mi è parso di vedere lo spot della storica fabbrica di elettrodomestici PILCO degli anni ’60, “Il pianeta papalla.”
Le storie erano perlpiù storie fantastiche improntate sul concetto del benessere, viste con occhi “alieni”: sondaggi straordinari, un governo che non sbaglia un colpo, la crisi non esiste e gli italiani la smettano di lamentarsi…..
Buon Natale!
Il 21 Dicembre 2008 alle 16:32 fercas ha scritto:
Povero Berlusca li ha tutti contro! Non uno, dico uno, che parli bene di lui eppure i sondaggi (ma quali?) lo danno al 72%! Un mistero. Per ARTISTICAMENTE addirittura passa troppo tempo a farsi il trucco! Certo sarebbe stato meglio si presentasse alla conferenza all’acqua e sapome, magari con la bava alla bocca per essere appena arrivato, trafelato, dal’ultimo viaggio teso a convincere uno dei tanti regnanti che il suo piano è il migliore!!! Ma vogliamo per una volta essere un pochino onesti? Sì mi direte voi: La monnezza di Napoli! Appunto quella!!! Visto che un governo di sinistra non è stato capaca a fare nulla se non farla salire al terzo piano delle case o spedirla in Germaia a spese nostre! Qualcuno dirà che è stata un’operazione di facciata, che la monnezza è stata spazzata sutto il tappeto e non eliminata; non lo sò se è vero fatto stà che il mago Berlusca è riuscita nell’impresa: La monnezza l’ha fatta sparire! E poi e poi caro/a ARTISTICAMENTE, te lo vedevi Prodi al posto di Berlusca ad illustrare il programma di governo? Lo avresti visto così sciolto, disinibito, preciso ed esperto di G8, G14, G26 ecc. ecc.; Prodi poverino a malapena muoveva quelle manine a mo’ di Maria Assunta e con quella faccia e quel sorriso da e…e ti propinava la sua storiella: Vedrete che forse tutto si aggiusterà se la situazione evolverà e con essa la qualità di tutti gli italiani che, nel mondo, ci fanno onore e sono laboriosi come le formiche, anzi di più!!! Ma se col governo Prodi, in politica estera, ci prendevano tutti per il sedere! Compreso San Marino! ARTISTICAMENTE: Ma fammi il piacere!!!!! Cordialità.
Il 21 Dicembre 2008 alle 19:00 Zione ha scritto:
PRESIDENTE, SI ATTENDE FIDUCIOSI, LA DOVEROSA E INDEROGABILE RIFORMA DELLA MAFIOSA CIALTRONERIA GIUDIZIARIA; CHE IN QUANTO A SADICI ASSASSINAMENTI
DEL POPOLO HA SUPERATO OGNI IMMAGINAZIONE; E QUINDI, SE NECESSARIO, FACCIA INTERVENIRE IMMANTINENTE LA MAGISTRATURA MILITARE.
QUESTO DISSE, NEL COMPIANGERE I TANTI STOLTI, IL GRANDEMENTE DISGUSTATO ZIONE !
Il 22 Dicembre 2008 alle 13:49 Settimana corta anti-recessione: l’idea piace a destra, a sinistra e ai sindacati » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Piace, sia di qua che di là. Ecco una delle poche proposte in grado di ricevere un paluso, e un sostegno, bipartisan: “La settimana di quattro giorni lavorativi, proposta da Angela Merkel, è sul tavolo”. A fare da apripista in Italia è proprio il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che nel corso della conferenza stampa di fine anno sembra quantomeno considerare l’ipostesi al vaglio in Germania. E così Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, fa subito sapere che la proposta “lavorare anche meno, pur di lavorare tutti” è anche la sintesi del piano del governo per salvare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi. E anche dall’opposizione arriva il plauso per questa proposta. Sacconi sintetizza così, in un’intervista a La Repubblica, il piano del governo per salvare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi. E sull’ipotesi che il Governo intenda quindi seguire la strada della settimana corta indicata dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, Sacconi afferma ancora: “A differenza della Germania noi abbiamo già un robusto sistema di ammortizzatori sociali che ci consente di spalmare un minor carico di lavoro su più persone. Questa è la funzione della cassa integrazione a rotazione e non a zero ore, e della stessa cassa integrazione ordinaria”. Sacconi inoltre conferma che il piano prevederebbe che una persona potrebbe lavorare quattro giorni e gli altri due restare in cassa integrazione, e spiega: “Sì, si può andare in cassa integrazione per una parte della settimana e lavorare per la restante. Ma penso anche ai contratti di solidarietà”. Questo “vuole dire anche -continua Sacconi- meno salario ma non dimentichiamoci che ci sarà l’integrazione del sostegno al reddito. Alla fine la perdita sarà minima”. E se i contratti di solidarietà non hanno avuto mai successo, Sacconi sottolinea che “è andata” un pò così “perché nel passato sono stati utilizzati solo quando per l’azienda non c’era alternativa al ridimensionamento”. “Vogliamo evitare esattamente questo. Per farlo si deve ancorare il lavoro alle imprese”. Se il governo pensa a una settimana corta sul modello adottato da Angela Merkel in Germania è “un’ottima idea perché mantiene il posto di lavoro, riduce a tutti l’orario ed evita l’emarginazione e il licenziamento”. A sostenere l’idea c’è anche (oltre a Cisl e Cgil, che si dicono pronti al confronto) anche il segretario del Prc, Paolo Ferrero. Che promuove a pieni voti la misura ripresa dal presidente del Consiglio nella conferenza stampa di fine anno per difendere i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi economica. In una intervista al Corriere della Sera, il leader di Rifondazione spiega però che “il nostro sistema produttivo è fatto di piccolissime imprese” che saranno quelle “più colpite. Bisognerebbe estendere il provvedimento anche a loro, anche alle partite Iva, anche ai garzoni”. Per reperire i fondi, l’ex ministro della Solidarietà Sociale suggerisce di “rimettere la tassa di successione e introdurre una patrimoniale sopra i 500mila euro”. E poi “aumentare le aliquote fiscali al di sopra dei 100mila euro e le imposte sulle rendite finanziarie al 20% sopra i 200-300mila euro”. Per affrontare la crisi, il goveno ipotizza - come in Germania - la settimana di 3-4 giorni lavorativi finanziata con le risorse della cassa integrazione. Sindacati e sinistra sono d’accordo. Voi? [...]
Il 22 Dicembre 2008 alle 17:35 » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Eluana, la Corte di Strasburgo dice no al ricorso delle associazioni » Panorama.it - Italia su Eluana, altolà di Sacconi: Stop all’alimentazione in ospedale è vietatoEluana, la Corte di Strasburgo dice no al ricorso delle associazioni » Panorama.it - Italia su Caso Eluana, il giudice: “Sentenza esecutiva”. A Udine sono pronti: “Morirà qui”. Il Papa auspica una “ecologia dell’uomo”. Perché “Gender” è autodistruzione » Panorama.it - Italia su Omosessualità, il Vaticano attacca: “No alla depenalizzazione dell’Onu”Settimana corta anti-recessione: l’idea piace a destra, a sinistra e ai sindacati » Panorama.it - Italia su Berlusconi saluta così: “A gennaio riforma della giustizia”. E auspiaca il presidenzialismonoirpink _ modello pandemonium su Eluana: il monito di Bagnasco e la risposta di papà Englaro [...]
Il 22 Dicembre 2008 alle 18:08 Presidenzialismo: l’idea di Berlusconi, il freno di Bossi, il no di Veltroni » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il presidenzialismo? Al premier è sempre piaciuto. E infatti, in conclusione della conferenza stampa di fine anno, Berlusconi l’ha buttata lì: “Auspico che il Paese sia pronto per l’elezione diretta del presidente della Repubblica perché solo così è consentita la tempestività delle decisioni”. Nulla di deciso né di imminente, soltanto uno sguardo al futuro, senza mettere un appunto sul calendario del governo per i prossimi mesi : “Non abbiamo esaminato il tema e non lo faremo il prossimo anno perché abbiamo dovuto lavorare sulle emergenze”. Ma con alleato come la Lega nella compagine di governo, ovvio che risulti difficile gettare sul tavolo un nuovo tassello della riforma dello Stato senza provocare la loro immediata reazione. Il Carroccio è il partito più sensibile ai temi delle riforme istituzionali. Soprattutto se qualche altro tema rischia di far scivolare al secondo posto, nell’agenda parlamentare, il loro cavallo di battaglia: il federalsimo. E inaffti, il Senatùr s’è affrettato a frenare: “Ora pensiamo al federalismo, poi vediamo. Il presidenzialismo è un’idea che ha sempre avuto il presidente Berlusconi ma ora il Parlamento è straoccupato ed è impensabile parlare di questo grande progetto in questo momento”, ha detto il leader padano e ministro per le Riforme. E la puntualizzazione è arrivata pure dal ministro Roberto Calderoli che ha scelto la battuta: “Presidenzialismo? Di ismo conosco solo il federalismo”. E dentro questa “divergenza”, tutta teorica, cerca di infilarsi Walter Veltroni. All’angolo per la questione morale e la sua leadership sempre più sotto esame nel Pd, prova a uscire menando colpi alla cieca contro il premier: “Il presidente del Consiglio sappia che se coltiva un’ambizione presidenzialista noi siamo risolutamente contrari nelle condizioni date e con le distorsioni già esistenti” dice l’ex sindaco di Roma. “Ma soprattutto invece di gettare ballon d’essai si occupi della vita reale dei cittadini”. Insomma, una secca bocciatura da parte del leader Pd alla proposta di presidenzialismo. “Berlusconi” aggiunge Veltroni “si deve occupare di una crisi economica seria e del fatto che la gente come dicono oggi i dati drammatici dell’Istat non arriva a fine mese”. Il presidente del Consiglio, insiste il segretario dei Democratici, deve occuparsi “del dramma delle famiglie italiane invece di mettere ogni giorno altri temi diversivi che tra l’altro dividono la sua maggioranza”. Al ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta il compito di sottolineare che presidenzialismo e federalismo non sono due sistemi antitetici: “La costituzione materiale sta già cambiando”, osserva, parlando dell’avvento di “un bipolarismo tendente al bipartitismo, a costituzione invariata”: un riferimento alla semplificazione politca che elezioni dello scorso aprile hanno di fatto messo in campo, con l’abbandono di molte forze politiche (tutta l’area sinistra dell’Arcobaleno, per esempio) della rappresenza parlamentare. Considerando quindi che: “è già cambiata molto la nostra vita politica”, il passo verso il presidenzialismo “è breve e lungo allo stesso tempo, perché va cambiata la Costituzione”. Certo, con una riforma in senso federalista, conclude Brunetta, “Serve un punto di garanzia più alto”, rispetto agli attuali poteri del presidente della Repubblica e del premier: “Credo che Berlusconi volesse dire questo”. [...]
Il 27 Dicembre 2008 alle 0:44 Zione ha scritto:
Nel mentre invio i più cordiali Auguri per il Nuovo Anno, sperando che si riesca a RIFORMARE URGENTEMENTE questa Giustizia in Putrefazione, oltre a qualche Sentenza Infingarda, invito i nostri Governanti, primo fra tutti l’Onorevole Ministro della Giustizia e i colleghi del Forum a riflettere sul seguente Pateracchio, composto da queste Diaboliche Frasi e sarò grato a chi riuscirà a capirci qualcosa; senza ricorrere a costose consulenze di Maghi o Psichiatri.
Si fa presente che non si tratta di un Ameno Indovinello; ma bensì di una faccenda maledettamente seria, che fra l’altro ha procurato gravi sventure ad una Famiglia di questo Stato; mentre alle nostre disastrate finanze è costato finora Cifre Faraoniche; perché trattasi di uno stralcio della Sentenza di conferma della condanna per la Tragedia di Cogne; dovuta ad un Aneurisma; come pubblicamente affermato da Eminenti Clinici.
Dalla quale (Sentenza), in sostanza si evince, come si è sempre saputo, che in questo pasticciaccio, non esiste Nessuna Prova Incontrovertibile, ma nemmeno tangibile o da essere comunque considerata seria; malgrado i ventisette sopralluoghi del Ris, per sostenere l’accusa a carico di chicchessia; e per quanto riguarda l’imputata, esiste solo una ridda di strampalate ipotesi, per cui si capisce che se si vuole continuare a sostenere “la colpa” di Mamma Franzoni, non resta altro da fare che affidarsi ad altrettante cervellotiche congetture, come queste Sublimi Frasi :
“… LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO IN TERMINI DI CERTEZZA TALI DA ESCLUDERE LAPROSPETTABILITA’ DI OGNI ALTRA RAGIONEVOLE SOLUZIONE, MA NON ANCHE DI ESCLUDERE LA PIU’ ASTRATTA E REMOTA DELLE POSSIBILITA’ CHE, IN CONTRASTO CON OGNI E QUALSIVOGLIA VEROSIMIGLIANZA ED IN CONSEGUENZA DI UN IPOTETICO, INUSITATO COMBINARSI DI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI FATTORI, LA REALTA’ DELLE COSE SIA STATA DIVERSA DA QUELLA RICOSTRUITA IN BASE AGLI INDIZI DISPONIBILI …”
Finalmente ! Era ora che qualcuno si decidesse a parlare chiaro !!!
Grazie anticipatamente a chi riuscirà ad illuminarci in merito; e nell’attesa che vengano cancellate e bandite per sempre codeste arzigogolazioni da Manicomio, ricordo a Tutti che il piccolo Samuele ci guarda dal Cielo e aspetta Giustizia per la sua Famiglia.
Così parlò il disgustatissimo Zione.
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