
Ammonta a 160 tonnellate il pesce sequestrato in tutta Italia nell’ambito di un’operazione chiamata ”Capitone”, resa nota dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia. I sequestri riguardano pesce avariato, pesce conservato venduto come fresco, e prodotto asiatico venduto come nostrano.
È finito con sette arresti per tafferugli con le forze dell’ordine l’intervento compiuto in un mercato del napoletano dagli uomini della Capitaneria di Porto impegnati nell’operazione . Lo ha ricordato l’ammiraglio ispettore capo Raimondo Pollastrini, comandante generale del Corpo della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera, illustrando oggi a Venezia, a bordo del pattugliatore “Oreste Corsi”, i risultati del blitz.
“In quel mercato rionale, dove ha influenza un noto clan camorristico” ha spiegato il comandante, “il sequestro di 400 chili di pesce senza tracciabilità, pronto per essere venduto al dettaglio, ha scatenato la reazione dei gestori dell’attività commerciale, che hanno cercato di opporsi”.
L’intervento ha interessato complessivamente 14 regioni, ma si è focalizzato soprattutto il Campania (a Napoli e a Castellammare di Stabia), Puglia (Bari e Molfetta) e nella Marche (San Benedetto del Tronto). In particolare, a Bari sono state sequestrate 54 tonnellate di prodotti ittici congelati scaduti o in cattivo stato di conservazione; a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) a finire nelle mani degli uomini della Capitaneria sono state 42 tonnellate di pesce congelato scaduto e in cattivo stato di conservazione, mentre a Napoli sono stati scoperti un quintale di datteri, il cui commercio è proibito, e 30 tonnellate di mitili allevati in zone proibite.
Nell’operazione sono stati impiegati 2.004 uomini, sono stati effettuati 6.677 controlli e scoperti 588 reati e illeciti amministrativi. Di questi, 61 riguardano frodi in commercio, 25 i casi di sottomisura del pescato, 70 quelli legati al cattivo stato o alla cattiva conservazione del pesce. Le sanzioni amministrative comminate ammontano a 696.879,79 euro.
- Martedì 30 Dicembre 2008
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Commenti
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Il 31 Dicembre 2008 alle 2:21 vincenzoaliascontadino ha scritto:
ALLA FACCIA ‘ADDO’ CAPITONE!
Questo dimostra di come siamo vulnerabili da questa feccia di Cristianucci che nel 1986, in un’azienda vinicola di Veronella, vicino Verona, fu trovato il famoso vino al metanolo che era costato la vita a 19 persone e la perdita della vista ad altre 15. 22 anni dopo la storia si ripete. Nella stessa tenuta vengono ritrovati composti chimici che somigliavano a vino (anche se di uva ce n’era solo un terzo), altamente rischiosi per la salute umana. Mi ricordo che quando il figlio di questo essere spregevole usci grazie a chi…ed uccise con altro vino adulterato al metanolo altre persone! Ergo che serve ergastolo per simili reati sicuro di non vederli più in strada o almeno fargli bere un po’ del loro vino, né? L’operazione Capitone del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia, ha illustrato l’operazione con l’Ammiraglio Raimondo Pollastrini, Comandante Generale del Corpo della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera. Nell’operazione sono stati impiegati 2.004 uomini ed eseguiti 6.677 controlli. A tutti noi cittadini diciamo, grazie ed un auguri di buone feste insieme alle loro famiglie vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera
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