Berlusconi spiega l’anno che verrà: ecco l’agenda del governo per il 2009

Silvio Berlusconi

Che ci sia Di Pietro dietro le inchieste sul Pd, Silvio Berlusconi la ritiene una “sciocchezza assoluta”.
Questo, categorico, è uno dei passaggi dell’intervista che il premier ha rilasciato a Il Giornale: “Non sono un esperto di complotto” dice il premier “so però che in Italia ci sono duemila pm fuori da ogni controllo”. Per questo “affermare che ora sono pilotati da Di Pietro mi sembra una sciocchezza assoluta”.
Il Cavaliere ribadisce la sua posizione “garantista con tutti, specialmente nei confronti dei nostri avversari politici”. Quindi non entra nel merito “di accuse che attendono tre gradi di giudizio”. Però “è certo: la sinistra pensava di essere ‘diversa’, di avere una sorta di monopolio dell’etica. Non è mai stato vero nel passato, non è vero adesso”.
La riforma della giustizia, ha detto inoltre il Cavaliere: “arriverà nella prima seduta del Cdm del nuovo anno”. Con la crisi “è il momento giusto per fare riforme che non incidono drammaticamente sui costi pubblici, come quella della giustizia, del processo civile e di quello penale, oltre che delle intercettazioni telefoniche”. Nella riforma ci sarà la separazione delle carriere, con i “magistrati accusatori, che chiameremo ‘avvocati dell’accusa’: dovranno avere gli stessi doveri e diritti degli avvocati della difesa”. Quanto alle indagini, “restituiremo alla polizia giudiziaria il ruolo che aveva sin dal 1989 mentre ora l’iniziativa è nelle mani dei pm, di fatto sottratti a ogni controllo con conseguenze devastanti”.
Riforma da fare, anche con i soli numeri della maggioranza. Perché il “Veltroni dialogante del Lingotto non si è mai visto” e l’abbraccio con Di Pietro si sta rivelando “mortale per il Pd”, ripete Berlusconi, ribadendo che non siederà “mai al tavolo” con chi “insulta l’interlocutore ogni giorno”.
Berlusconi affronta poi alcuni dei principali temi politici ed economici. Sulla parificazione dell’età pensionabile delle donne dice: “Si potrà fare in modo graduale e volontario. Non è praticabile l’ipotesi di lasciare senza esecuzione la sentenza della Corte di giustizia europea”. Berlusconi esclude poi interventi più generali sulle pensioni. “Già in campagna elettorale avevamo escluso di intervenire di nuovo sulle pensioni - dice il premier - anche se c’era un buon motivo per farlo. Il Governo Prodi, per tenersi buoni i sindacati, aveva infatti manomesso la nostra riforma per eliminare il cosiddetto ’scalone’, con un costo di 10 miliardi di euro per il bilancio pubblico. Si tratta di un onere ingente, del tutto ingiustificato se si pensa che serve per mandare in pensione chi ha appena 58 anni ed ha davanti a sé una aspettativa di vita di almeno altri 20 anni”.
Sulla pressione fiscale: “Sono certo” spiega il premier “che entro la fine della legislatura la rivoluzionaria innovazione della finanziaria per tre anni, inattaccabile dalle lobbies parlamentari, darà i suoi frutti e ci consentirà di far scendere la pressione fiscale”. Per farlo, però, oltre a “ridurre drasticamente il costo della macchina statale” bisogna intervenire anche sull’evasione fiscale, uno dei problemi “più seri” da risolvere. Cui darà un forte contributo l’approvazione del federalismo. “Entro la fine della legislatura la rivoluzionaria innovazione della Finanziaria per tre anni, inattaccabile dalle lobby parlamentari, darà i suoi frutti e consentirà di far scendere la pressione fiscale”. Il federalismo “darà grande aiuto per sconfiggere il malcostume dell’evasione, perché i Comuni saranno coinvolti nell’accertamento dei redditi dichiarati”.
“Il fenomeno è diffuso al di là di ogni immaginazione”, spiega il premier, raccontando che anche a lui hanno tentato di vendere senza fattura una pianta rara per il suo parco botanico in Sardegna. “Se si arriva a questo punto di sfrontatezza, quando c’è di mezzo il presidente del Consiglio, significa che questa prassi è ritenuta addirittura normale”.
E a proposito di federalismo, ecco cosa pensa il premier del ministro delle Riforme: Bossi è un amico, dice Berlusconi. Confermando la “solida amicizia con il leader del Carroccio”: con la Lega “nessun contrasto”, dice, smentendo le frizioni sulla priorità tra federalismo e presidenzialismo.
Da affrontare anche la crisi economica: “La profondità e l’estensione della crisi sono nelle mani dei consumatori”, afferma il premier sottolineando che una riduzione degli acquisti porterebbe a una riduzione della produzione “dando vita a un circolo vizioso molto rischioso”. A conti fatti, “nel 2009 ci sarà un risparmio medio di oltre mille euro per ogni italiano, grazie al minor costo della benzina e delle bollette di luce e gas”. In totale, “ogni famiglia potrebbe trovarsi con un bonus di oltre mille euro per componente”. Somma che andrà ad aggiungersi “al pacchetto di misure decise dal governo per tutelare le fasce più disagiate”.
Berlusconi illustra infine la sua visione dei rapporti con i sindacati, in particolare con la Cgil, divisi in questi mesi sulla strategia da adottare nella firma degli accordi su Alitalia o pubblico impiego: “Il governo prima illustra le sue proposte alle parti, poi ascolta le loro richieste e alla fine decide. Il ricatto permanente non deve più funzionare”. Sul caso Alitalia la Cgil “prima ha agito in simbiosi con la sinistra per ostacolare l’accordo. Poi, resasi conto dell’impopolarità del suo comportamento si è seduta al tavolo con gli altri sindacati e ha contribuito al successo dell’intesa”.

Commenti

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Il 31 Dicembre 2008 alle 16:13 artisticamente ha scritto:

ll Cavaliere ha perso la ragione; dichiara che dalla crisi globale e recessione nostrana, gli Italiani “saranno avantaggiati”……Questo è delirio puro di chi è ceco e sordo!
In che mani siamo capitati.. Siamo impotenti fruitori del nostro male… nelle tenebre del 2009 ci restano solo maghi……
Auguri………

Il 31 Dicembre 2008 alle 18:15 pasmes ha scritto:

Da elettore di Centro-Destra, (ma più per forte e insanabile demerito del Centro-Sinistra), suggerisco al celebre Cavaliere di chiedere ai propri elettori cos’altro vorrebbero aggiungere al programma per l’anno 2009. Tramite Internet la cosa sarebbe molto faci e ai cittadini non costerebbe niente.
Io, per esempio, proporrei di aggiungere, da subito, metodi e procedure nuove che non consentano ai pubblici amministratori, a cominciare dai locali. di continuare sprecare senza il minimo ritegno, il pubblico denaro, così come avviene attualmente, di abolire le province, per risparmiare l’enorme spesa politica che comporta, di ridimensionare drasticamente i privilegi della Casta, vergognosi e ingiustificabili, per insegnare agli attivisti di partito che la politica non si fa solo per arricchire..
Sarebbe un buon segn, per cercare di frenare la deriva del degrado politico e recuperare un minimo di quella credibilità che la politica ha forse, irrimediabilmente, perso.
http://www.aironetivoli.com

Il 2 Gennaio 2009 alle 9:56 Zione ha scritto:

PRESIDENTE, SI ATTENDE FIDUCIOSI, LA DOVEROSA E INDEROGABILE RIFORMA DELLA MAFIOSA CIALTRONERIA GIUDIZIARIA; CHE IN QUANTO A SADICI ASSASSINAMENTI DEL POPOLO HA SUPERATO OGNI IMMAGINAZIONE; E QUINDI, SE NECESSARIO, FACCIA INTERVENIRE IMMANTINENTE LA MAGISTRATURA MILITARE.

QUESTO DISSE, NEL COMPIANGERE I TANTI STOLTI, IL GRANDEMENTE DISGUSTATO ZIONE !

Il 6 Gennaio 2009 alle 1:24 Zione ha scritto:

Chiagn chi a trov e rir chi a perd; a zi Giustin …

Finalmente è giunta l’ora da parte del Governo, di porre riparo colla massima urgenza, a questa grave anomalia afferente la documentazione richiesta alla gestione delle Case da Gioco; la qual cosa, fortunatamente, anche per vari e Aberranti Motivi altrui, non è stata una nostra orripilante esclusiva; per cui da questa situazione che si trascina da tanto tempo e che da sola ha significato per molti decenni, il calpestio di alcune Leggi, oltre al puzzo di putrefazione della Giustizia, è doveroso trarre qualche considerazione.

Si può cominciare dalla grave discriminazione che ne deriva a danno della maggior parte dei Cittadini Italiani che abitano lontano dalle nostre Cattedrali del Gioco (a cui e comunque, deve andare la massima Stima da parte di Tutti), i quali per potervisi recare, sono costretti a spendere una cifra anche consistente, oltre al tempo del viaggio; ragion per cui tanti preferiscono allungarsi oltre frontiera, con relativo mancato introito da parte dello Stato; mentre se fosse possibile giocherebbero nella loro Regione.

Un altro motivo di grave Ingiustizia Sociale, è rappresentato dal fatto che non si è mai capito perchè il gioco d’azzardo in Italia venga considerato Immorale; eccezion fatta per il Governo che lo ha sempre praticato allegramente e le Zone Franche che hanno la fortuna di avere una Casa da Gioco; mentre altre località (sfortunate o scartate ?) e che avrebbero anche un maggior motivo (oltre alla Tradizione, alcune), come quello di difendersi da una vicina “concorrenza estera” situata a poca distanza dai confini che si avvale di questa forte attrattiva turistica a nostro discapito, ne sono ingiustamente escluse.

Col libero proliferare dei Casinò “esteri online”, a cui sono costretti a rivolgersi molti appassionati che non possono permettersi “il Viaggio” , c’è la conseguenza che si ha un altro mancato introito da parte dello Stato; e colla grande offerta in tanti locali di molti tipi di giochi più azzardosi e fregoni rispetto a quelli praticati nelle case autorizzate, il voler conservare questa mentalità speciosa o da bravo Zione è solo segno di arretratezza e cercare di mantenere invariata questa situazione di nepotismo, è indegno di una moderna Nazione Civile.

Fra le tante magagne compiute in difesa di questa assurdità, primeggia la complicata e spietata guerra tribunalizia, che lo Stato Italiano fece al titolare della casa da gioco di Taormina, il quale era in possesso di una licenza valida per “l’Italia e per i possedimenti d’Oltremare”; per cui, perdendo il casinò che aveva ad Asmara in Eritrea, pensò bene di rimettersi a lavorare sul Patrio suolo; ma purtroppo aveva fatto i conti senza il tavernaio; ma non solo lui, il povero Cristo …

Auspicando che finalmente si ponga fine a questo Abominevole Sconcio e che si provveda a liberalizzare le Case da Gioco, con conseguente sollievo anche da parte di tante Famiglie che hanno la sventura di abitare dove è impiantata qualche losca Bisca, sempre pericolosa per la Salute Pubblica, con tutti i problemi e il timore che tale vicinanza comporta per certe frequentazioni; e che non avrebbe più motivo di esistere; giacchè i giocatori avrebbero la giusta possibilità di esercitare un loro Diritto, così come l’hanno finora avuto soltanto una parte di Italiani Privilegiati.

Nel mentre si ricorda che la liberalizzazione dei Casinò, produrrebbe oltre all’assunzione diretta di un elevato numero di dipendenti fra direttori vari, croupier, contabili, ispettori, fattorini, sorveglianti eccetera, anche il fiorire di varie attività indotte, (alberghi, ristoranti, bar …), per cui rappresenterebbe oltre ad una buona entrata sicura di soldi, per ogni Regione (”Federata” o meno), anche una buona possibilità per un posto di lavoro per tante persone e in modo particolare per i nostri “ragazzi”, in questa difficile epoca.

Pertanto, nel mentre si ricorda ai nostri Governanti, che la volontà della Base, se disattesa può farli “scendere da cavallo”; si sollecita chi di Dovere, ad integrare (nel caso fosse sfuggito), anche questo capitolo nella Sacrosanta ed Improrogabile Riforma della Giustizia, molto attesa dalla maggioranza del Popolo Italiano; in specie per quanto riguarda la meritata punizione di qualche magistrato Fellone e Infingardo. Questo è quanto pensa (ancora per poco (?)) Zione.

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