Enrico Letta: “Caro Cav, ora parliamoci”

Enrico Letta
di Stefano Brusadelli

“Non voglio sottovalutare la questione morale, dove anzi mi aspetto che Veltroni, per far pulizia, applichi in modo impietoso i poteri che ha ricevuto dalla Direzione del 19 dicembre. Ma attenzione, perché ora gli italiani dal Pd si aspettano soprattutto altro…”. Nel travagliato condominio che ha raccolto gli eredi della Quercia e quelli della Margherita, Enrico Letta è sempre stato un inquilino un po’ eccentrico. Incrocio tra la tecnocrazia laica e quella cattolica (basti dire che i suoi padri politici sono Carlo Azeglio Ciampi e Romano Prodi), incarnazione della trasversalità (è nipote di Gianni Letta), fa spesso e volentieri il controcanto a Walter Veltroni. Si è candidato contro di lui alle primarie, non ha mai nascosto la sua preferenza per una linea diversa, più bipartisan e centrista rispetto a quella veltroniana (al punto di essere annoverato tra gli aspiranti alla segreteria dopo le europee di giugno) e ha l’orticaria dinanzi alle piazze cigielline. Adesso, mentre il Pd si prepara ad affrontare un 2009 decisivo per la sua stessa sopravvivenza, Letta lancia l’idea di una fase di “responsabilità nazionale” da giocare soprattutto sui temi del Welfare. Essendo lui ministro ombra del Welfare, bisognerà starlo a sentire. Anche perché sembra che qualcuna delle sue proposte già piaccia anche dalle parti del Cavaliere.
Che si aspettano gli italiani dal Pd?
Si aspettano risposte sulla crisi.
Veramente se le aspettano soprattutto dal governo…
Nel 2009 il governo dovrà cambiare strategia in economia e in politica, e si troverà costretto ad aprire all’opposizione. Che a sua volta non potrà sbagliare, e dovrà aprirsi ad una collaborazione istituzionale con la maggioranza.
E’ sicuro che andrà così?
Il Paese dovrà prepararsi a gestire la perdita di un milione di posti di lavoro. Non era mai avvenuta una crisi simile. Si tratta di una situazione senza precedenti. Anche negli anni ‘70 la crisi fu drammatica, ma si verificò sul fronte dei consumi, non su quello del lavoro.
Giudica inadeguati gli strumenti che finora sono stati messi in campo contro la disoccupazione?
Assolutamente. Sono strumenti da anni ’70, adeguati alla fase fordista, e giocati tutti sulla cassa integrazione.
Vogliamo spiegare meglio?
La cassa integrazione funziona bene per le grandi imprese, che se la pagano, ed ecco perché parlo di fordismo. Quando invece i posti vengono persi nelle piccole e medie imprese, scatta la discrezionalità del ministero del Lavoro. Una giungla: tanto è vero che Berlusconi ha sentito il bisogno, con una battuta, di proporre l’istituzione di un’ authority per assegnare la cassa integrazione!
Entrando nel dettaglio?
Di non mettere più soldi sulla cassa integrazione, ma fare una grande riforma degli ammortizzatori sociali con un’intesa maggioranza- opposizione.
Per essere più precisi?
Ogni lavoratore, dovunque sia impiegato, deve disporre di “voucher formativi” da spendere per riqualificarsi quando perde il posto. Oltre, ovviamente, ad un reddito minimo di inserimento. E questo è il primo intervento. Il secondo è legato ai mutui. Circa la metà di quelli che perderanno il lavoro hanno un mutuo acceso. Significa la disperazione.
Sono già previsti interventi contro il caro-mutuo…
Non basta. Serve un fondo pubblico al quale attingere per abbassare le rate.
Finanziato come?
Con i risparmi che lo Stato si ritroverà in tasca grazie alla caduta dei tassi. Circa 5 miliardi di euro solo nel 2009. E sempre da lì debbono venir fuori le risorse per mettere in detrazione le spese mediche di chi è rimasto per strada (dentisti compresi, che sono la vera croce per tante famiglie) e gli stipendi delle badanti per chi non è autosufficiente.
Come la prenderà Giulio Tremonti, che vuol tirare la cinghia?
Ho già proposto che si apra una sessione parlamentare dopo le vacanze. Sono ottimista. Anche perché con il centrodestra sto già lavorando, su un altro fronte.
Un’altra misura anti-crisi?
Questa la definirei piuttosto una misura d’attacco, non di difesa. Si tratta di favorire il ritorno dei giovani che lavorano all’estero. Presenterò come primo firmatario una proposta di legge alla quale, insieme a deputati del Pd come Guglielmo Vaccaro, Alessia Mosca e Federica Mogherini, hanno contribuito anche parlamentari del Pdl come Maurizio Lupi, Stefano Saglia, Beatrice Lorenzin e Barbara Saltamartini.
Tema non nuovo, quello del rientro dei cervelli…
Ma stavolta non si tratta di ricercatori. L’ obiettivo è quello di offrire due anni di esenzione fiscale, fino al tetto massimo di 200 mila euro di reddito, a chi abbia meno di 40 anni e abbia avviato all’estero da almeno due anni un’attività autonoma. Con un ulteriore incentivazione se chi rientra è donna e il rientro avviene nel Mezzogiorno. Un meccanismo che già funziona, e bene, in Israele.
Una sorta di scudo fiscale…
Sì, il modello è lo scudo fiscale di Tremonti nel 2001, che ha dato buoni risultati. Solo che in questo caso invece dei capitali devono rientrare i talenti, quelli che hanno acquisito una professionalità. So che anche a Tremonti l’idea piace.
In questo spirito bipartisan posso chiederle se ci sono altre decisioni del governo che condivide?
Le misure per il salvataggio delle banche e del sistema finanziario sono condivisibili. E’ sulla risposta alla crisi che il governo mi sembra inadeguato.
Crede davvero che il governo voglia aprire un tavolo con un’opposizione quasi allo sbando?
Mi piace definire il 2009 come l’anno della “responsabilità istituzionale”. Questo deve valere per noi come per loro. E non lo esige solo la condizione del Paese. E’ proprio nella risposta alla crisi che la politica riacquista la sua forza. Basta vedere come due leadership appannate, quella di Sarkozy in Francia e quella di Brown in Gran Bretagna, hanno riacquistato smalto.

Commenti

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Il 3 Gennaio 2009 alle 12:13 nhico ha scritto:

“Sì, il modello è lo scudo fiscale di Tremonti nel 2001, che ha dato buoni risultati.” Sullo scudo fiscale e su Tremonti la sinistra aveva scaricato camionate di letame. Che strana gente che bazzica in quella formazione politica. Tutto quello che critica oggi, l’indomani lo riconosce come cosa eccellente. Facendo prima e dopo sempre la figura di merda.

Il 3 Gennaio 2009 alle 15:22 Enrico Letta: “Caro Cav, ora parliamoci” ha scritto:

[...] Articolo completo fonte:  Enrico Letta: “Caro Cav, ora parliamoci” [...]

Il 3 Gennaio 2009 alle 18:33 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Enrico Letta, stranito personaggio: incrocio tra la tecnocrazia laica e quella cattolica ovvero, come quel “ ex “ gay, Luca della contestata canzone di Povia che afferma d’essere guarito grazie ai preti e le preghiera, ma non ha avuto scrupoli per fargli confiscare la misera pensioncina di suo padre poco più di 1000 euro, ma non gli parla da ben da 21 anni, pur sapendo che suo padre è ammalato? Cosa intendo ? Semplice ma il n°1 di Berlusconi e del PPL, ma Gianni Letta non suo zio, d’altra pasta d’uomo semplice e molto Democratico? Il PD aspetterà che si inizino i lavori del Ponte, Mose, TAV ed altre infrastrutture per iniziare la guerra di demolizione di infrastrutture, come avvenne in Piemonte, con girotondi, Grillo-inate, sceneggiate alla tv con Santoro -Travaglio e Fratelli Guzzanti in Piazza, con Di Pietro quello dei Pochi valori, ma molto ricco di 40 mln, in pochi anni di Politica alla rovescio, mentre Bettino Craxi di cui ammise di avere ricevuto finanziamenti illeciti, ma non di certo era il grande criminale o meglio doveva farsi prima una Legge per poterli incamerare, come ha l‘IDV che si professa con VALORI, ma 40 milioni per una Politica del NO? In poche parole come si parlare di tener conto di un milioni di posti in meno se poi vanno in piazza a fare “ oh! ” con insulti d’odio verso Berlusconi e di né fa parte? Direttore, ma lo sa che sono accusato d’essere finanziato dal PPL Berlusconi con un tot al giorno? Senti questi del sito “ http://www.ilsocialista.com/in.....mp;count=0
“ da tenere presente che sono stato Dirigente PSI e Commissario ai Trasporti e Viabilità per oltre 20 anni a Milano. Ho lavorato ed ero amico del suo collega Walter Tobagi. Lavoravo per la Direzione PSI di Tognoli e Pillitteri, ferito al cranio (7 punti) sparato al mio elicottero con Katiuska e kalashnikov in Vietnam - Cambogia - Laos e Sud America preso per bersaglio di pallottole vaganti di kalashnikov, peccato che allora non c’erano videotelefonini avrei inviato immagini!
Questi sono i democratici, oh pardon, Socialisti nel PD! Ecco il sunto di questi cari di Sinistra…
» X Vincenzo
Mozartiano - Sabato, 20 Dicembre 08, alle 13:59 Per te sporco fascista una parola sola: CIALTRONE!
» IO MORALISTA?
Beppe - Venerdi, 2 Gennaio 09, alle 09:20 Carissimo Vincenzo, sputa meno stronzate e vedrai che tutti avranno maggiore rispetto di te, come io penso tu meriti
» Farneticazioni
Mozartiano - Giovedi, 1 Gennaio 09, alle 17:46 Se c’è qualcuno che riesce ad interpretare in modo razionale le farneticazioni dell’agente di Berlusconi che si definisce Vincenzo, per favore si faccia avanti. A parte il fatto che io non mi voglio sprecare il mio tempo , credo proprio che non ci sia molto da capire. A parte il fatto che è appunto un agente al soldo del nemico berlusconi.

N.B NEMICO BERLUSCONI!!!

Il 4 Gennaio 2009 alle 20:43 angelo41 ha scritto:

Era ora che Enrico Letta facesse un cenno.
Lo avevo invitato a collaborare con il Governo ed a prendere le distanze dai suoi malefici sodali, ma un certo Luca (dalle idee molto confuse) del suo comitato
per le elezioni alle primarie, mi rispose in modo evasivo.
Considerata la situazione nella quale versa il P.D., prenda coraggio ed esca allo scoperto, ponendosi come
leader del centrosinistra. Il momento è buono per avere
un seguito più consistente e proporsi come valida alternativa ai vari Veltroni, D’Alema & C.

Il 9 Aprile 2011 alle 15:57 viaggiaresorridere ha scritto:

Sarebbe bene se iniziassero dalle spese che facciamo dal dentista.

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