
Diventerà esecutiva la prossima estate. E stavolta il condizionale non è d’obbligo perché la proposta di spostare il limite del tasso alcolemico per chi guida dall’attuale 0,5 per cento a 0,2 mg/l è bipartisan: destra e sinistra sono una volta tanto in pieno accordo, compatte nella guerra all’ebbrezza mortifera. La commissione Trasporti della Camera sta per approvare una proposta di legge che, nelle intenzioni, ridurrà il numero di incidenti dovuti a stati di ubriachezza.
Nei primi 10 mesi del 2008, su 6.214 incidenti, 245 sono stati mortali, con 280 vittime: è la conta fredda dei numeri secondo l’Osservatorio permanente delle stragi del sabato sera. E il bicchiere, anzi i bicchieri di troppo hanno portato al ritiro della patente per 22.145 fermati. Per il test dell’etilometro (lo strumento che misura l’alcol nel sangue, il cosiddetto palloncino) gli uomini sono stati i più fermati (184.251); e anche i più inclini ad alzare il gomito (11,01 per cento dei controllati contro il 3,68 delle donne).
“Lo 0,2 è un tasso veramente basso, è un indicatore irrisorio, è una quantità simbolica” spiega Raffaella Rossin, coordinatrice dei servizi di alcologia della asl di Milano. “E ogni singola persona fa storia a sé. Contano peso, età, sesso, naturalmente. Ma anche lo stato del fegato: se è compromesso, avrà una certa reazione. E il metabolismo. E la capacità di assorbimento cerebrale. E la condizione psichica: se una persona è agitata, o in stato di shock, o in crisi, avrà facoltà ridotte. Le variabili sono così tante che non è possibile fare generalizzazioni”.
Non c’è, insomma, formula matematica certa, anche se il ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali ha schematizzato dicendo che per toccare la futura soglia dello 0,2 per cento a una donna o a un uomo di circa 60 chili basterà un bicchierino di superalcolico, o un bicchiere da 125 ml di vino, o una lattina media di birra, o 12 grammi di alcol puro.
La “prova su strada” fatta da Panorama fa pensare che da quest’estate usi e costumi degli italiani dovranno cambiare non poco, schiacciati come saremo dalla domanda: se la polizia mi ferma, supererò o no la prova palloncino? Dodici giornalisti, fra i 25 e i 54 anni, hanno bevuto alla stessa ora, a stomaco pieno, alcolici di vario tipo. Una pattuglia della Polizia stradale con etilometro a bordo ha misurato i loro valori.
Addio limoncello per molti, se i risultati ottenuti da Nadia V. , 48 anni, 80 chili, possono essere illuminanti: 0,16 al primo test, 0,09 al secondo (eseguiti, come prescrive la legge, a distanza di cinque minuti). Nessun pericolo per lei, sempre sotto la soglia dello 0,2. Peccato che il suo limoncello non arrivasse a fine di un pasto con brindisi, come di consueto. Era l’unica bevanda alcolica ingerita.
Paolo P., 39 anni, 82 chili, ha brindato con champagne (due calici): 0,20 e 0,18. Con un solo goccio in più (un vino, o l’ammazzacaffè) da luglio incorrerebbe nelle sanzioni previste.
Addio anche ai mischioni che fanno molto vita da serial americano, i vari Negroni, mojito, moderna elegia degli happy hour: Matteo D., 36 anni, 68 chili, registra lo 0,46 col primo test, 0,43 col secondo. Ha bevuto un mojito, mentre Claudio M., 27 anni, 72 chili, ha ingollato felice un Negroni dando soddisfazione all’etilometro con 0,80 e 0,75. Per lui scatterebbero da subito i provvedimenti perché l’articolo 186 del Codice della strada (i dettagli a pagina 19) parla chiaro: multa salata, ritiro patente, 10 punti in meno.
Anche Antonio Bufano, dirigente della Polizia stradale per la Lombardia, è solito parlar chiaro, coi dati alla mano e le riflessioni di chi lavora sul campo: “Qualcuno polemizza sulla scarsità dei controlli, come se l’abbassamento del tasso alcolico fosse una scorciatoia, un deterrente furbo. Niente di tutto questo: nel 2006 abbiamo controllato 241.935 veicoli, l’anno successivo 790.319. Paragoniamo per esempio gennaio 2007 con gennaio 2008: c’è un incremento quasi del 100 per cento, si passa dai 594.624 a 1.158.157. Il risultato su cui riflettere è che le infrazioni accertate in base al 186 sono state quasi uguali, pur col doppio di fermati”.
Due gli strumenti con i quali le volanti operano: il precursore, una sorta di misuratore elettronico, e l’etilometro, più noto come la prova palloncino: si soffia dentro, l’apparecchio legge la quantità d’alcol presente nei polmoni e sentenzia. Riprende Bufano: “Per guidare bisogna essere in condizioni fisiche perfette, così dice l’art.115 del Codice della strada. L’optimum sarebbe non assumere né alcol né farmaci. Ma il vero traguardo è capire che dobbiamo rivedere le nostre abitudini. Noi italiani siamo soliti bere, è radicato nel nostro costume nazionale: lo spritz, l’ombretta, la grappa, l’amaro, il vino a mescita, il caffè corretto e via così. Bisogna che incominciamo a prevedere il conducente designato, l’amico che non tocca alcol a una cena e rimane perfettamente lucido”.
Pratica che il popolo dello sballo da discoteca ha già brevettato da tempo: quattro amici liberi di calarsi pasticche e beveroni bomba, il quinto “pulito”, versione chaperon del sabato sera. Anche perché ormai non si scherza: con il decreto legge del maggio 2008, chiunque guidi in stato di ebbrezza commette un reato, non è più un illecito amministrativo (solo multa) ma diventa di competenza del tribunale.
“Bisogna svolgere un’attività preventiva non solo repressiva. Spiegare, far capire che si deve essere lucidi. Noi andiamo nelle scuole, abbiamo attivato campagne di sensibilizzazione” continua Antonio Bufano.
Secondo i dati emersi nella Prima conferenza nazionale sull’alcol, 800 mila ragazzi sotto i 16 anni, ovvero sotto l’età legale per consumare alcol, beve e non solo nel finesettimana. L’80 per cento dei giovani beve e molti di loro si mettono alla guida dopo aver alzato il gomito, anche se in alcuni locali sono stati installati, fuori, gratuiti, apparecchi per rilevare il tasso alcolico. “È anche una forma di presa di coscienza. Ma bisogna far passare l’idea: cosa devo fare per non essere pericoloso per me e per gli altri. In certi paesi, come la Germania, la scelta è stata 0,0: non si guida se si è bevuto” ricorda Raffaella Rossin.
E 0,0 è risultata nella prova su strada di Panorama Cristina B., 31 anni, 55 chili: beve un whisky e l’etilometro per due volte segna 0,0. Ne beve un secondo, ripete il test, e lampeggia sempre lo 0,0. Come è possibile? Risponde Rossin: “Magari la giovane ha un tasso di assorbimento lento. Gli effetti dell’alcol potevano esserci però a livello cerebrale: sarebbe stato interessante fare una prova riflessi”.
Come si è detto, troppe sono le varianti per mettersi in tasca la ricetta che salva dalla sanzione, anche se gli italiani se ne stanno inventando di ogni tipo (riquadro in alto). Carla D., 44 anni,75 chili, ha bevuto per Panorama una birra media e l’etilometro ha segnato 0,36 a entrambi i test. Da quest’estate con una birra si sarà fuorilegge. E pure con il classico spritz: Anna B., 27 anni, 45 chili, non regge proprio l’alcol, ride, le gira la testa e il bigliettino della volante sentenzia: 0,52 e 0,41. Da quest’estate sarebbe perseguibile perché solo se entrambi i test superano il valore limite scatta la sanzione.
Alla stretta dei parametri, si ribellano in molti: chi vede l’avanzata di una sorta di stato di polizia tutto controlli e divieti e chi ritiene esagerati i provvedimenti, anche perché taglierebbero le gambe a una parte del mondo del lavoro. La Tavola della comunicazione alimentare è esplicita: “L’introduzione di un limite così basso esclude di fatto ogni possibilità di spostamento autonomo a chiunque abbia a che fare con il comparto vitivinicolo”.
Difficile però far digerire l’argomentazione all’Associazione italiana familiari e vittime della strada, sempre più determinata a far passare la tolleranza zero come c’è in Germania. E in Spagna José Luis Zapatero ha spedito in carcere 100 conducenti sui 26.820 sanzionati, forte del reato contro la sicurezza stradale introdotto un anno fa. Col risultato che in due anni i morti per gli incidenti nelle «carreteras» spagnole sono diminuiti del 22 per cento.
Antonio Bufano cerca di tirare le fila dicendo: “L’alcol non deve essere limitato solo ai giovani, la cui perdita fa più scalpore, ma a tutta la società. Non si muore solo di sabato dopo la discoteca, si muore tutta la settimana e nei luoghi più vari d’Italia”.
Si muore anche guidando mezzi pesanti e sui posti di lavoro: “Quante delle morti bianche sono dovute a persone che si mettono ai comandi di una gru, di un complicato automezzo, dopo la pausa pranzo dove il vino è ospite fisso?” si domanda Rossin. “C’è solo un modo per smaltire l’alcol ingerito: far passare tempo. Parecchio tempo”.
La prova dell’etilometro in redazione:
Ubriachi al volante: una notte con la Polizia stradale (Videoservizio di Alberto Roveri, interviste di Cristina Bassi)
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Commenti
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Il 4 Gennaio 2009 alle 17:21 laprell ha scritto:
non è il fatto del 0,5 oppure dello 0,2 ma la certezza che chi infrange determinate leggi deve pagare, pechè chi si mette ALLA GUIDA drogato e/o ubriaco venga punito e fatta espiare tutta la pena,prendiamo esempio delle leggi di oltr’alpi, un’aricolo di oggi dice che sono aumentate le tariffe delle multe del 4%,il doppio del’inflazione programmata! o il governo penza solo a fare cassa?
Il 5 Gennaio 2009 alle 1:44 cozzz ha scritto:
Fino a qualche mese fa eravamo perfettamente in regola con 0,79 grammi di alcool ora siamo dei mostri da prima pagina con 0,52. Di chi la colpa o la causa?
Io sono single come centinaia di migliaia di italiani e italiane e sopratutto sono appassionato del buon bere, in moderata quantità.
Non mi posso permettere l’autista. Che farè?
La nostra cultura non è per lo sballo a tutti i costi come nei popoli nordici, noi con un goccetto in più rallentiamo e la stragrande maggioranza dei guidatori italiani lo fà.- Spezzare la movida-mojita che sputtana una tradizione centenaria di moderazione, piazzando controlli a tappeto nelle vicinanze di pub, disco-bar e affini è la soluzione migliore.
Dare la certezza della pena ai veri sballoni, insulsi che ingurgitano qualsiasi sostanza etilica senza un cervello che limiti.
Conosco amici che a fine cena ora rifiutano il genuino piacere del limoncello, pure gratis, per paura di qualche coglione che cerca l’autodistruzione cerebrale.-
Non è certamente il limite incivile di 0,20 che renderà sicure le nostre strade perchè la stragrande maggioranza delle persone che si trova 0,80 nelle vene è in condizione di guidare.
Per pochi sballoni si colpirebbero milioni di onesti appassionati, oltre che migliaia di ottimi locali e di vignaioli che rischiano veramente il crollo del fatturato.-
Colpire l’esagerazione non il piacere.
Il 5 Gennaio 2009 alle 11:15 abulafia ha scritto:
riporto con sconcerto una frase dell’articolo:
“”Pratica che il popolo dello sballo da discoteca ha già brevettato da tempo: quattro amici liberi di calarsi pasticche e beveroni bomba, il quinto “pulito”, versione chaperon del sabato sera.”"
Il messaggio distorto che si vorrebbe far passare è il seguente:in un gruppo basta che una persona rimanga sobria che automaticamente le altre sono libere anche di drogarsi.
vorrei ricordare alla gentile giornalista che l’assunzione di sostanze stupefacenti è un reato,a prescindere dal discorso dell’etilometro!!
Direttore,controlli meglio gli articoli pubblicati!!
Il 5 Gennaio 2009 alle 13:28 scintilla100 ha scritto:
Buongiorno, una domanda…c’è qualcuno di voi che sà dirmi quante ore sono necessarie per essere in regola dopo aver bevuto…ad esempio 2 bicchieri di vino? Certamente come letto, incide età, peso, ecc. ma…
Vivo in Polonia da anni e qui il problema è risolto grazie al servizio taxi che costa veramente poco. Un saluto a tutti!
Il 5 Gennaio 2009 alle 16:05 andreavino ha scritto:
buongiorno
ritengo giusto mettere dei limiti sull’alcool (anche se in parametri diversi in base all’età ) pero’ nello stesso tempo bisogna mettere a disposizione dei cittadini dei mezzi di trasporto pubblico (o privato a basso costo) che diano la possibilità di potersi spostare senza dover tornare all’alba oppure fare un finanziamento.
un saluto e buona anno a tutti!
Il 5 Gennaio 2009 alle 17:55 saints2 ha scritto:
Buon pomeriggio,
condividendo in pieno quanto espresso dall’utente cozzz, mi viene però da notare quanto segue, quanti di voi quando vanno a qualche manifestazione, feste delle birre, fiera o quant’altro ha mai notato che non ci sono controlli nelle vicinanze e che se ci sono non vi guarderanno nemmeno? Ma quali controlli vengono effettuati che si vedono a fatica le pattuglie in giro per le città o paesi? Un semplice esempio? Il Vinitaly, come alle varie feste della birra, per quante volte vi ho partecipato non ho mai visto una pattuglia pronta per far controlli, sarà stato un caso, avranno voluto essere solidali o forse se fanno troppi controlli serrati non vi partecipa più nessuno? Personalmente il limite può essere spostato ancora più in basso a 0, se necessario, và anche benissimo la prevenzione e la comunicazione nelle scuole del bere consapevole, ma la tolleranza zero tanto reclamizzata non ci sarà mai, perlomeno in Italia dove basta un giudice di pace per annullare le sanzioni e vanificare il lavoro degli agenti preposti.
Cordiali saluti
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