Non c’è pace per Gratian Gruia, il bambino romeno di tre anni riportato a Bucarest il 27 ottobre scorso e attorno al quale è nata una mobilitazione in Italia. In seguito alla sentenza emessa dal Tribunale romeno di Caras Severin il 3 dicembre, il piccolo sarà affidato nuovamente alla famiglia d’origine responsabile di averlo abbandonato dopo ripetuti maltrattamenti e sevizie. Sul caso, che riguarda la tutela dei minori stranieri non accompagnati e chiama in causa direttamente il governo italiano, i deputati radicali nel gruppo del Partito democratico hanno presentato una nuova interrogazione parlamentare ai ministri degli Esteri, Frattini, della Giustizia, Alfano, e degli Interni, Maroni.
Rispondendo ad una prima interrogazione, con la quale i Radicali avevano già sollevato il caso, il sottosegretario agli Esteri, Enzo Scotti, aveva fatto sapere che il ministro Frattini aveva già chiesto chiarimenti sulla vicenda e dato istruzioni all’ambasciatore italiano a Bucarest di compiere passi formali presso le autorità romene per avere assicurazioni sulla sorte del bambino. “Da quanto abbiamo saputo, il piccolo Gratian sta bene e si trova a Caras Severin, sua contea di nascita, situata nella parte sud occidentale della Transilvania. Come ambasciata italiana non possiamo esercitare forti pressioni, ma le autorità romene ci hanno assicurato che le cose procedono bene. Da parte nostra continueremo a chiedere informazioni e a offrire il nostro aiuto”. Sono le parole di Mario Cospito, ambasciatore italiano in Romania, incontrato da Panorama.it a Bucarest a margine della presentazione dei risultati del progetto di telemedicina “Near to needs” che vede impegnata l’Ulss 9 di Treviso e l’ospedale di Timisoara.
Gratian, trovato nel 2007 dalla squadra mobile di Roma, era stato abbandonato dalla madre e aveva subito gravi abusi dal padre e dalla nonna. Lo scorso maggio il pubblico ministero Simonetta Matone ottenne la revoca della potestà genitoriale del padre; ma l’8 luglio il Tribunale dei minori dell’Urbe ha disposto la riconsegna del bambino alle autorità della Romania. Prelevato dalla casa famiglia dove alloggiava in Italia, è stato accompagnato a Bucarest da un’assistente sociale e preso in consegna da funzionari rumeni che lo hanno portato via. Da subito l’ambasciatore Cospito, su indicazione del ministro Frattini, aveva sottolineato la preoccupazione per l’assenza di notizie sullo stato di salute e sul processo di adattamento in Romania del piccolo Gratian. “Le autorità romene hanno fornito la massima disponibilità affinché il bambino non subisse ulteriori traumi, ma dobbiamo vigilare e continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica su casi del genere”, aggiunge Cospito, “In Italia ci sono oltre un milione di romeni e ci sono tantissimi minori abbandonati o maltrattati: dobbiamo rafforzare gli accordi tra i due paesi, soprattutto nella parte che prevede che il rimpatrio avvenga solo se non contrario all’interesse del minore”.
Alla luce della decisione del Tribunale romeno, la Farnesina ha formalmente chiesto al governo di Bucarest che Gratian venga trasferito in una struttura sociale italiana operante in Romania. Mino Damato, il giornalista che da anni lavora a tutela dei bimbi abbandonati in Romania, ha messo a disposizione del piccolo le strutture e il personale di “Bambini in emergenza“, il villaggio da lui creato a Sigureni, alle porte di Bucarest. Gabriella Carlucci, Pdl, vicepresidente della commissione bicamerale per l’Infanzia, ha annunciato di aver sollecitato al ministero di Grazia e Giustizia “un’indagine sul perché la causa si sia chiusa così frettolosamente al Tribunale di Roma”, bloccando l’iter guidiziario che avrebbe dato Gratian in affidamento. E ha confermato che una missione di parlamentari italiani si recherà in Romania, “purtroppo ormai dopo Natale, per accertare le condizioni attuali del bimbo e la situazione in cui vive”.
La situazione del bambino romeno non è l’unica in Italia: in ballo c’è la sorte di circa 2.500 minori romeni ufficialmente censiti (dati fine 2006) e probabilmente altrettanti non registrati all’anagrafe. Un accordo tra Italia e Romania, siglato lo scorso giugno, prevede, tra l’altro, la creazione di un sistema di collaborazione per la protezione, il recupero e la reintegrazione sociale dei minori. Secondo Ramona Badescu, famosa show girl da anni in Italia e da luglio nominata dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, consigliere per i rapporti con la comunità rumena, “il bambino è rumeno e deve rimanere in Romania dove c’è molta attenzione per i bambini. Ci saranno meno cioccolatini, ma c’è tanto amore”. “E’ un’opinione personale che preferisco non commentare”, conclude Cospito a Panorama.it. “La cosa più importante è quella di preoccuparsi del futuro di Gratian e tutti quei bambini che si trovano in Italia nelle sue stesse condizioni. Le due comunità devono trovare punti di accordo per favorire i loro rapporti che restano buoni, nonostante gli ultimi fatti di cronaca nera avvenuti in Italia”.
- Mercoledì 7 Gennaio 2009

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Commenti
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Il 8 Gennaio 2009 alle 16:42 nhico ha scritto:
Opera meritoria. Ma mi farebbe piacere poter leggere anche che il velo del silenzio che copre i nostri minori maltrattati e senza avvenire di tanto in tanto venisse sollevato da quegli stessi parlamentari.
Il 9 Gennaio 2009 alle 3:02 Îngrijorare, sau, semnale de luat în seamă … ? « Sfinxul ha scritto:
[...] Asta dupa ce o sentinta pronuntata la 3 decembrie 2008 de Tribunalul din Caras Severin, in Romania, a decis reincredintarea copilului familiei sale, desi aceasta l-a abandonat dupa ce l-a supus unor repetate maltratari, informeaza Panorama. [...]
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