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Sono arrivati in Cassazione due furgoni carichi di… 212 scatoloni. Con dentro le firme dei cittadini che chiedono il referendum per l’abolizione del cosiddetto “Lodo Alfano”, la legge del luglio scorso che sospende i processi in corso nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato.
A trasportarle, appunto, due furgoni tappezzati dai manifesti di Antonio Di Pietro. Due furgoni e una strana alleanza: quella tra l’Idv dell’ex pm e il Prc dPrci Paolo Ferrero.
I documenti, a quanto si è appreso da fonti dell’Italia dei valori, “sono almeno 850 mila, quindi dallo scrutinio della Cassazione non ci aspettiamo alcuna obbiezione sul raggiungimento del quorum delle 500 mila necessarie per andare alle urne”.
Il grosso delle firme è stato raccolto dal partito di Antonio Di Piero. Circa sessantamila, invece, sarebbero state raccolte dal Prc di Paolo Ferrero. Un contributo alla raccolta, molto modesto e non quantificato, è stato dato anche dalla sinistra democratica di Claudio Fava.
“Le firme che abbiamo raccolto contro il lodo Alfano non sono solo un fatto tecnico, ma un fatto politico importante, perché ci sono milioni di cittadini che dicono ‘no’ al governo che si fa le leggi per non farsi processare, e ’sì’ a una giustizia sociale uguale per tutti. Per questa ragione, noi dell’Idv, con il deposito di queste firme, apriamo l’anno 2009 con l’intenzione di fare opposizione chiara nel linguaggio e determinata nell’azione a questo governo Berlusconi che toglie ai poveri per dare ai ricchi”, ha scritto sul suo blog il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Pensiamo” annuncia in conclusione Di Pietro “che il tempo tecnico per il referendum sia per la primavera del 2010, ma da adesso al 2010 altri referendum saranno nel organizzati dall’Italia dei Valori, fra questi sicuramente l’abolizione dei finanziamenti ai partiti”.
Al deposito delle firme erano presenti, oltre ad Antonio Di Pietro anche numerosi parlamentari e senatori dell’Idv tra i quali Massimo Donadi, Elio Lannuti, Felice Belisario e Stefano Pedica. Per Rifondazione era presente il segretario Paolo Ferrero (insieme a Giovanni Russo Spena). Che commentando la consegna al Palazzo di Giustizia di Roma delle firme a sostegno del referendum ha detto: “la ritirata è finita”. “In questi mesi gli italiani sono scesi in piazza per la giustizia sociale” ha aggiunto Ferrero intrattenendosi con i giornalisti all’esterno della Cassazione “e con queste firme si potrà dire la propria anche sulla giustizia e le riforme istituzionali”.
Ma l’iniziativa delle firme non convincere gli (ex) alleati del Pd: “L’intento di eliminare una legge incostituzionale è giusto, lo strumento è sbagliato”, commenta il senatore e costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti, perché “C’è già una causa pendente di fronte alla Corte Costituzionale. Quindi sembra precipitosa la strada del ricorso alla raccolta delle firme”.
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Commenti
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Il 9 Gennaio 2009 alle 11:25 crispino ha scritto:
Non ha proprio nient’altro da fare.I problemi che tutti hanno sono ben altri
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