
Un volo dal balcone. Dal settimo piano. Quello della casa in cui aveva vissuto con il fratello Stefano, scomparso da 17 mesi. Uno stabile in via G. Arimondi, zona residenziale di Palermo. Così si è tolto la vita ieri sera Marco Maiorana, 22 anni, il figlio minore dell’imprenditore siciliano Antonio e fratello di Stefano, spariti nel nulla. Il giovane soffriva di crisi depressive ed era stato visitato da poco da uno psichiatra.
Al momento del lancio, in casa c’erano i nonni paterni. Il suo corpo è stato trovato nel cortile, che si trova all’interno di un commissariato di polizia. Sul luogo del suicidio sono arrivati i Pm Francesco del Bene e Gaetano Paci, alla ricerca anche di eventuali messaggi che potessero spiegare il gesto del giovane e, forse, fare luce su una vicenda che presenta ancora molti punti oscuri. Il 3 agosto del 2007, l’imprenditore Antonio e lo studente Stefano Maiorana lasciarono il cantiere edile di Isola delle Vergini in cui stavano lavorando a bordo della loro Smart. Per “andare a prendere un caffè” dissero. E non tornarono più. La loro auto fu trovata chiusa nel parcheggio dell’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo. Ma i loro nomi non erano sulle liste dei passeggeri, né vennero inquadrati dalle telecamere. Si pensò a un rapimento o a un caso di lupara bianca. Ma le perquisizioni nei dintorni non hanno dato piste agli investigatori. Un’altra ipotesi sarebbe quella della fuga volontaria, magari attraverso un finto rapimento inscenato. Dieci giorni prima di sparire Antonio Maiorana aveva intestato il 50 per cento della Calliope Immobiliare alla sua compagna argentina, Karina Andre Gabriela. Una donna di dieci anni più giovane che aveva conosciuto in vacanza nel marzo 2006 e con cui conviveva da una anno. La situazione finanziaria non era delle migliori.
Poi, circa un mese fa, il 2 dicembre 2008, il colpo di scena: secondo segnalazioni giunte alla trasmissione “Chi l’ha visto?“, che si era occupata del caso mostrando foto dei due scomparsi, l’imprenditore e il figlio erano in ottima salute e facevano i turisti a Barcellona, in Spagna. Erano stati avvistati alla discoteca Pachà , tra la fine di giugno e i primi di luglio. Gli investigatori italiani, grazie a una rogatoria internazionale, si sono recati in Spagna, dove avevano interrogato il personale della discoteca, che dalle foto aveva riconosciuto i due imprenditori. Le ricerche successive, però, non avevano dato ulteriori tracce. Ora l’ultimo tragico capitolo, forse semplicemente dettato dallo sconforto. Ma gli inquirenti vogliono vederci chiaro e hanno disposto il sequestro del computer del ragazzo: sperano di trovare lì la chiave per trovare suo padre e suo fratello.
- Mercoledì 7 Gennaio 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.