Arrestato Setola, il boss dei Casalesi ai carabinieri: “Avete vinto”

Setola arrestato

Il latitante della camorra Giuseppe Setola è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Caserta a Mignano Montelungo, nel casertano. Proprio due giorni fa il boss dei Casalesi era riuscito a sfuggire alla cattura attraverso le fogne del suo covo segreto. Anche questa volta all’arrivo dei carabinieri Setola ha tentato la fuga sui tetti di un’abitazione del piccolo comune del Casertano, ai confini con il basso Lazio, dove si era rifugiato. Il boss era in una casa attigua ad una clinica privata, Villa Floria, ma non era ricoverato. Anche se aveva un polso fratturato in seguito alla rocambolesca fuga di due giorni fa.

Il boss della camorra era armato ed era insieme ad altre due persone, che sono state fermate. Quando si è reso conto che non c’era più nulla da fare, Setola ha alzato le mani in segno di resa e ha si è rivolto ai carabinieri, ammettendo: “Avete vinto voi”.

“È un gran momento per lo Stato”. Ha commentato all’Ansa il capo della Dda di Napoli, Franco Roberti. “Eravamo certi che era in una situazione di grande difficoltà”, ha aggiunto Roberti, “la sua cattura l’avevamo promessa a tutti i cittadini. Abbiamo mantenuto la promessa”. Roberti, di rientro da Roma, dice di aver provato, alla notizia, “una grande gioia, un grande senso di orgoglio, perché lo Stato ha funzionato, gli apparati di contrasto hanno funzionato”.

“Grandissima soddisfazione” è stata espressa anche dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Si tratta, ha spiegato Maroni, “di un colpo durissimo inferto alla camorra”. Maroni ha quindi ringraziato la magistratura e le forze dell’ordine “che hanno lavorato intensamente per il conseguimento di questo importante risultato”.

Due giorni fa il boss Giuseppe Setola era sfuggito alla cattura, sempre da parte dei carabinieri, che avevano fatto irruzione nel suo rifugio a Trentola Ducenta (Caserta). Si era calato giù per una botola, in un cunicolo che portava alle fogne, facendola franca per la terza volta. Nella fuga, aveva rapinato una donna e si era impossessato di un’Alfa 145, ritrovata poi in serata a Lago Patria. Nella serata del 12 gennaio era stata arrestata la moglie, Stefania Martinelli, in casa al momento del blitz. L’arresto era scattato dopo un lungo interrogatorio in caserma.

La cattura di Setola
Giuseppe Setola al momento dell’arresto circondato dai carabinieri

Giuseppe Setola, 38 anni, era inserito tra i trenta ricercati più pericolosi d’Italia e ritenuto il capo dell’ala stragista del clan Bidognetti, affiliato alla cosca dei Casalesi. Inoltre è accusato di numerosi omicidi, tra cui l’agguato alla sartoria di Castelvolturno del 18 settembre scorso, nella quale furono uccisi sei immigrati del Ghana.

Questa mattina a Setola erano stati sequestrati beni per oltre 10 milioni di euro. Altri beni gli furono sequestrati il 29 settembre scorso. Quattro ville, tre appartamenti, un bar, una società di impiantistica, numerosi terreni in aree edificabili e appezzamenti agricoli nel comune di Casal di Principe (Caserta) sono stati inoltre sequestrati a familiari e prestanome del boss. L’operazione di polizia giudiziaria, coordinata dalla Dda di Napoli, è stata eseguita dalla Direzione investigativa antimafia di Napoli e dalla Guardia di Finanza di Marcianise (Caserta) con il supporto della polizia penitenziaria. I beni sequestrati risultano acquisiti con proventi di attività illecite, in particolare nel racket delle estorsioni e nel traffico di droga.

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Il 17 Gennaio 2009 alle 14:01 “L’ammazziamo e ci pigliamo un caffé” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “‘Na botta in faccia e via”. Ammazzare come in un videogioco. Con la stessa noncuranza Giuseppe Setola e i componenti della sua “paranza” criminale si preparavano agli omicidi. Ascoltando musica neomelodica, canticchiano e parlano delle prossime vittime. Poi gli spari dell’ultima strage. Le registrazioni dei dialoghi del killer camorrista arrestato mercoledì scorso con i suoi uomini sono state anticipate dal quotidiano La Repubblica. Con una microspia nella macchina del boss, i carabinieri dell’antimafia di Caserta hanno potuto ascoltare “in diretta” l’esecuzione di un agguato. Agghiacciante, così come ciò che si sente prima. Un concentrato di analfabetismo e disprezzo per la vita umana. Reso più surreale dalla “colonna sonora”, che mischia la canzone neomelodica e gli spari delle mitragliette. Un documento sonoro di 20 minuti, indizio schiacciante per il processo a Setola e ai componenti della sua squadra, una scheggia del clan dei Casalesi che, secondo le accuse, ha compiuto una ventina di omicidi nel corso dell’ultimo anno, inclusa la strage di immigrati a Castelvolturno. La registrazione si riferisce all’ultimo agguato del gruppo, il 12 dicembre scorso a Trentola Ducenta, nel casertano, a due persone, Salvatore Orabona e Pietro Falcone, usciti indenni dalla pioggia di colpi di Ak 47 e pistole calibro 9 sparati contro il portone e le finestre della casa da Setola e compagni. Nello stesso paese dove un mese dopo “Peppe a’ puttana” si arrenderà dopo l’ennesima fuga riuscita, nelle fogne. Oggi Setola è stato trasferito in carcere a Milano nel carcere di massima sicurezza di Opera a Milano. Dove si trova anche Francesco Schiavone, “Sandokan”, storico boss di Casal di Principe. ‘’Ma noi quando arriviamo là chi vogliamo colpire? Tutti e due, dobbiamo uccidere tutti e due, ‘na botta in faccia e via’’, è uno dei dialoghi intercettati in auto prima della missione di morte. Portato a termine un agguato, in un’altra circostanza, ecco che uno dei sicari dice: ‘’mannaggia, ho finito il caricatore. Vabbè, ora andiamoci a prendere un caffe”’. Ma non sempre i sicari riescono nel loro intento e così si scatena la rabbia: ‘’siamo andati là a portargli i dolci e quello non è sceso. Se anche fosse Gesù Cristo, l’ammo appiccià a costo di andarci di notte’’. ‘’Vai, vai. L’abbiamo ucciso come un infame…’’, dice uno degli intercettati e giù la canzone: ‘’Tu sei zucchero per me, dolce, dolce, dolce…’’. [...]

Il 29 Aprile 2009 alle 10:04 Blitz anti camorra: preso Michele Bidognetti, portaordini dei Casalesi » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] La Dia di Napoli ha arrestato a Casal di Principe (Caserta) Michele Bidognetti, attuale reggente dell’omonimo clan, fratello di Francesco Bidognetti, soprannominato “Cicciotto ‘e mezzanotte”, storico capo del gruppo camorristico. L’uomo che era subentrato a Giuseppe Setola, dopo l’arresto di quest’ultimo, è stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. La Dia ha anche sequestrato beni appartenenti a prestanome della famiglia Biognetti-Setola. [...]

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