Grane pubblicitarie, per Soru un rinvio a giudizio?

Renato Soru

Chiuse ormai da quattro mesi le indagini, la procura della Repubblica di Cagliari è orientata a chiedere il rinvio a giudizio per turbativa d’asta e abuso d’ufficio di Renato Soru, il presidente dimissionario della Regione Sardegna.
È quanto emerge, scrive Panorama in un articolo che comparirà sul numero in edicola da venerdì 16 gennaio, da alcuni incontri riservati tra il pubblico ministero Mario Marchetti e il procuratore capo Mauro Mura dopo l’interrogatorio del presidente dimissionario della Regione Sardegna. Gli atti supplettivi disposti faranno cadere la scelta dopo le elezioni amministrative del 15 febbraio, evitando così eventuali polemiche su sincronismi politico-giudiziari ma al tempo stesso sollevando malumori tra gli oppositori di Soru, visto che ormai da 4 mesi è stato inviato l’avviso di conclusioni indagini.
Al centro dell’indagine, tre appalti che la multinazionale Saatchi&Saatchi si è aggiudicata tra il 2006 e il 2007 dalla Regione. Il filone più corposo riguarda la pubblicità istituzionale, una gara da 56 milioni di euro. Soru in anticipo aveva preso “conoscenza delle offerte” ed “espresso indebite valutazioni al riguardo” senza averne “legittimazione”, sostiene il procuratore Mura negli atti d’inchiesta.
Sempre Soru, scrive Panorama, con Fabrizio Caparra, aministratore delegato della multinazionale, “avrebbero determinato il presidente della commissione a influire sui componenti perché il servizio fosse aggiudicato alla Saatchi&Saatchi”.

Commenti

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Il 16 Gennaio 2009 alle 9:51 Panorama: “Procura orientata a rinviare a giudizio Soru” | Bruno Murgia ha scritto:

[...] Per l’ormai celebre caso Saatchi & Saatchi, la Procura di Cagliari sarebbe orientata a chiedere il rinvio a giudizio di Renato Soru per turbativa d’ asta e abuso d’ ufficio. Lo scrive Panorama in un articolo del settimanale in edicola oggi. Alcuni incontri riservati tra il pubblico ministero Mario Marchetti e il procuratore capo Mauro Mura – secondo il giornale – avrebbero dato il via alla decisione di procedere con la richiesta. [...]

Il 16 Febbraio 2009 alle 10:58 Soru Vs Cappellacci: voto a Cagliari, tsunami a Roma » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Proprio per l’importanza delle elezioni sarde a livello nazionale entrambi i contendenti, appaiati secondo i sondaggi, hanno partecipato alla campagna elettorale senza risparmiarsi. Piazze, paesini, teatri, discorsi, dibattiti e strette di mano: fin qui tutto nella norma. Ma si va oltre: Mr Tiscali è arrivato a sporgere denuncia contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il governatore dimissionario, indagato per un grosso contratto che avrebbe favorito alcuni suoi amici, non ha gradito alcune dichiarazioni del premier. Così, fedele all’annuncio, il 26 gennaio scorso ha varcato il portone del palazzo di giustizia a Cagliari. L’offensiva di Cappellacci è partita con la presentazione di un dossier nel quale sono elencate “tutte le malefatte” dei quattro anni di presidenza di Soru. Gli viene rimproverato di avere spedito alle famiglie dell’isola un opuscolo intitolato Bilancio del governo della regione 2004-2008 dove elenca a uno a uno i propri meriti. “Un pamphlet pagato dai contribuenti farcito di cifre prive di riscontro. Non c’è un dato di fonte statistica. È un’autocertificazione” accusa Cappellacci. Il candidato del Pdl ha terminato il tour de force nel palazzetto dello sport di Cagliari, di fronte a 4 mila persone, con una promessa: “Mi dispiace che la campagna elettorale sia stata così corta, perché desidero veramente parlare con ciascun sardo e ascoltarlo, guardandolo negli occhi. Cosa che continuerò a fare anche dopo il voto, comunque vadano le cose”. A sostenerlo sono il Partito sardo d’azione con il suo presidente, Giacomo Sanna, che dice a Panorama: “Soru è il più bugiardo del mondo. A partire dalla dichiarazione dei redditi: 180 mila euro di imponibile, con 97 mila euro di detrazioni. Mi sembra paradossale che uno degli uomini più ricchi d’Italia paghi tasse solo su 80 mila euro. In pratica, se non avesse più lo stipendio da consigliere regionale, risulterebbe nullatenente. Stiamo pensando a una raccolta di fondi, se dovesse andargli male”. [...]

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