La lunga giornata dei Di Pietro. L’ex pm: s’indaghi senza riguardi

Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro

Una lunga gornata per i Di Pietro. Padre e figlio: Antonio e Cristiano. E tutto gira intorno a Napoli. All’inchiesta “madre” della procura che riguarda, stando all’accusa, il malaffare nella gestione degli appalti, pilotati dall’imprenditore Alfredo Romeo.
Di Pietro padre, l’ex temibilissimo pm di Mani pulite, sfoggia grande sicurezza e serenità all’uscita dalla Procura, dove è rimasto per quasi quattro ore, interrogato come persona informata sui fatti: in primo luogo la questione della fuga di notizie che ha caratterizzato la prima fase delle indagini e, indirettamente, la vicenda emersa dalle intercettazioni telefoniche dei rapporti tra il figlio Cristiano, consigliere provinciale dell’Idv di Campobasso, e l’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise Mario Mautone (qui l’intervista di Mautone a Panroama).
In serata poi l’Ansa batte la notizia che invece Cristiano Di Pietro è iscritto sul registro degli indagati, anche se le fonti giudiziarie hanno precisato che si è trattato di un “atto dovuto”. Tutti i giornali e i siti la riportano (qui, qui, qui, qui, qui e qui). E la prima reazione del leader di Italia dei Valori è di rabbia: “è falso. L’inchiesta non riguarda mio figlio, ma vicende molto più grandi”, dice il senatore in un colloquio con la Stampa: “Davvero qualcuno può pensare che Mario Mautone fosse il io uomo? Voi che conoscete gli atti avete mai letto un’intercettazione tra Mautone e il sottoscritto?, prosegue. “Ho messo a verbale che la Procura deve indagare senza alcun riguardo per nessuno. E siccome conosco la procedura, sono consapevole che i pm devono portare avanti le indagini anche a tutela degli indagati”.
E infatti dagli stessi ambienti degli inquirenti emerge la soddisfazione per l’esito della testimonianza dell’ex pm di Mani Pulite: Di Pietro avrebbe convinto i pm, documenti alla mano, che non fu una fuga di notizie sulle indagini in corso a determinare il trasferimento a Roma, all’epoca in cui Di Pietro era ministro alle Infrastrutture, di Mautone. Lo spiega lo stesso Di Pietro all’uscita della procura dove è atteso da una folla di giornalisti, fotografi e operatori televisivi. “Ho messo in condizione la Procura della Repubblica, carte e documenti alla mano, di ricostruire le ragioni per cui responsabilmente e doverosamente, nell’ estate 2007, l’ ingegner Mautone insieme con altre decine di persone in un grappolo di provvedimenti unitari sono stati trasferiti dalle loro sedi in altre sedi”. “Sono fatti” ha aggiunto “che devo dire, e sono anche rimasto molto orgoglioso del lavoro che ho fatto, hanno trovato un riscontro formidabile dalla lettura incrociata dei documenti da me presentati e dalla lettura delle intercettazioni telefoniche”.
Di Pietro non elude poi le domande sul coinvolgimento del figlio nell’inchiesta. “Ho chiesto alla procura di indagare, e la procura doverosamente dovrà indagare, senza alcun riguardo per nessuno. Non vogliamo che ci sia alcuna riserva nei confronti di parenti e figli compresi ed esponenti di partito”, afferma in linea con l’atteggiamento assunto sin da quando furono diffuse le intercettazioni telefoniche delle conversazioni tra Cristiano e Mautone. Tuttavia la vicenda, a suo giudizio, va valutata nella esatta dimensione: “L’indagine a Napoli non riguarda mio figlio. Riguarda una vicenda grossissima: vi prego di non trasformare uno stuzzicadenti in una trave e la trave in una pagliuzza”.
Ma da ex pm che idea si è fatto sul cosiddetto “sistema Romeo” ipotizzato dai magistrati? Dopo aver precisato che “c’è il segreto istruttorio”, ha affermato: “Credo che sia limitativo pensare che ci sia un solo sistema Romeo. La procura sta indagando su mille questioni e alla fine si tireranno le somme”.

Commenti

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Il 16 Gennaio 2009 alle 18:09 liongi ha scritto:

Due attente riflessioni su alcune parole riportate tra virgolette e attribuite al signor manipulite:
1-Ho chiesto alla procura di indagare, e la procura doverosamente dovrà indagare, senza alcun riguardo per nessuno. Non vogliamo che ci sia alcuna riserva nei confronti di parenti e figli compresi ed esponenti di partito”,
2-La procura sta indagando su mille questioni e alla fine si tireranno le somme”.
E io mi auguro che siano indagini davvero serie e che, alla fine si tirino le somme!.
A buon iontenditor……

Il 16 Gennaio 2009 alle 22:29 astro ha scritto:

Non ci vuole nessun mago per sapere come andrà a finire la questione dei VALORI del sig.Di Pietro e compani. Mi dispiace per i militanti del SUO partito che hanno creduto al richiamo di valori che non esistevano e mai esisteranno. Chi di spada ferisce…di spada perisce. Astro

Il 17 Gennaio 2009 alle 17:56 fercas ha scritto:

“S’indaghi senza riguardi”. Lo speriamo veramente!!! Cordialità.

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