- Tags: carabinieri, gaza, Silvio Berlusconi
- Un commento
L’Italia offre i suoi carabinieri affinché ‘’si possano unire ad eventuali formazioni per il controllo dei valichi” di frontiera tra l’Egitto e la Striscia di Gaza per la lotta al traffico di armi. Lo ha detto Silvio Berlusconi al vertice internazionale di Sharm-El-Sheik, in Egitto, organizzato dal presidente del paese africano Hosni Mubarak per trovare una soluzione alla crisi di Gaza. Il presidente del Consiglio ha offerto la sua partecipazione anche ”ad eventuali azioni per evitare che il contrabbando di armi possa prodursi nella zona del mare”. E’ il passaggio più significativo dell’intervento del premier alla conferenza cui hanno partecipato anche i presidenti di Francia, Nicolas Sarkozy, il premier britannico Gordon Brown, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il capo del governo spagnolo, Jose Luis Rodriguez Zapatero e il premier ceco, Mirek Topolanek, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell’Ue. E’ anche presente il segretario generale dell’onu, Ban Ki-Moon, da giorni nella regione e a sorpresa, il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, che sembrava dovesse mancare.
Hosni Mubarak ha aperto i lavori con un appello alla pace anche tra le diverse fazioni dei palestinesi. L’altro organizzatore del summit, Nicolas Sarkozy, ha riconosciuto gli sforzi egiziani per arrivare a un negoziato e ha chiesto a Israele un impegno preciso: “Se i tiri di razzi finiscono, Israele deve ritirarsi dalla Striscia di Gaza. Non c’è alternativa alla pace”. Dello stesso avviso anche il premier britannico. Tutti i leader si sono mostrati concordi nella richiesta di un cessate-il-fuoco che possa portare a “una pace duratura”. “Abbiamo il dovere morale di ricercarla” ha commentato il presidente spagnolo Zapatero. Anche Berlusconi ha sostenuto la necessità di un ritiro “graduale” di Tsahal: ”Tutti gli interventi - ha spiegato infatti il premier - sono stati in direzione di auspicare che cessi il fuoco, che la cessazione del fuoco sia permanente, che ci sia un progressivo ritiro delle forze israeliane e nel contempo che si aprano i valichi per consentire l’arrivo degli aiuti umanitari agli abitanti di Gaza”.
Berlusconi, al termine dell’incontro, ha parlato con i giornalisti: “L’Italia è pronta a fare un grande sforzo tangibile e tutto il suo dovere per risolvere questo problema” ha detto, annunciando la disponibilità all’invio di carabinieri al confine di Gaza e all’organizzazione ad Erice, in Sicilia, di un’eventuale conferenza per la pace: “Da sempre sosteniamo la necessità di un piano Marshall per la Palestina” ha aggiunto. E ha mandato un messaggio al prossimo presidente degli Usa: ”Con l’avvento della nuova amministrazione americana guidata da Barack Obama”, ha detto Berlusconi, “la comunità internazionale deve fare l’ultimo decisivo grandissimo sforzo per arrivare ad una soluzione vera e concreta del problema” mediorientale.
- Domenica 18 Gennaio 2009
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Commenti
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Il 18 Gennaio 2009 alle 18:27 shift ha scritto:
La proposta di Berlusconi e’ buona, anche se inviare nuovi militari all’estero peserà sulle tasche dei cittadini italiani e sulle vite dei suoi figli, mandati ad operare in zone così ad alto rischio.
Il problema, quindi, sarà costituito da quello che vorranno fare quelli di Hamas, se pensando di averla avuta vinta continueranno a tirare i razzi al tritolo come se niente fosse, o a sparare sulle truppe israeliane per ora a Gaza.
Basta poco per far saltare tutto di nuovo per aria.
Il problema dell’eventuale e futuro controllo tra Gaza e l’Egitto, però, non dovrà essere all’acqua di rose, come avviene in Libano con la forza d’interposizione.
Si dovranno fermare e sequestrare e distruggere tutti i vari passaggi di armi diretti a Gaza, non solo ai valichi ufficiali tra Gaza e l’Egitto, ma scovando e i tunnel che sbuchino in Egitto, cosa che richiederà da parte dell’Egitto la cessione di parte della sua sovranità alle forze dell’Unifil nei pressi dei suoi confini con Gaza e anche oltre, perché i tunnel non li fanno sbucare vicini ai confini, ma ben addentro.
In quanto alla risoluzione del problema del conflitto continuo con Israele, Berlusconi temo che si faccia illusioni.
Il problema non sono i territori, visto che Israele Gaza l’ha regalata ai palestinesi e che in Cisgiordania o West Bank ci sono in aria trattative con la formazione diretta da Abu Mazen, mentre il Golan e’ una questione tra Siria e Israele, dati i precedenti di guerra.
Il problema e’ sempre stato quello che gli arabi non gradiscono Israele come loro vicino e titolare di potere sovrano all’interno della sua nazione.
Non lo gradiscono per motivi etnici – “religiosi”, non per una questione nazionalistica di territori, come hanno finora sostenuto e che alla prova dei fatti si e’ dimostrava falsa, visto che i territori li hanno già, per di più ceduti unilateralmente da Israele che avrebbe avuto il pieno diritto internazionale di tenerli.
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