Cappellacci: non chiamatemi anti Soru, sono di più

Ugo Cappellacci

di Romana Liuzzo

Segni particolari: ottimista. Guarda sempre dritto negli occhi l’interlocutore, anche a costo di metterlo in imbarazzo. E soprattutto, come l’ha definito il premier, Silvio Berlusconi, in apertura della campagna elettorale a Cagliari, “non è un professionista della politica”. Nella giunta comunale, dove ha ricoperto il ruolo di assessore al Bilancio, è ricordato come un mite Ugo Cappellacci, 48 anni, laurea in economia e commercio e master alla Bocconi. Uno che si ferma a raccogliere un cagnolino in autostrada (Ronny) per regalarlo ai figli: Giuseppe, Chiara e Margherita. Mite, sì, però non mettete alla prova i suoi nervi, chiamandolo “anti Soru” o “Gianni Chiodi sardo”. Risponderà deciso: “Preferisco essere me stesso. Qui in Sardegna non serve un monarca e nemmeno un depresso, c’è bisogno di aria nuova”. E ancora: “La tassa sul lusso? Pura demagogia. Soprattutto decisa da uno (Renato Soru, ndr) che cambia il colore della facciata di un palazzo perché non gli piace il marroncino, buttando al vento più di 1 milione di euro”.

La corsa al governo della Sardegna è entrata nel vivo. Basta passare un giorno nel quartier generale del comitato elettorale di Cappellacci, a Palazzo Doglio, nel centro di Cagliari, per rendersene conto. Si comincia alle 8 di mattina con la lettura dei giornali. Una non-stop fino alle 2 di notte: incontri con associazioni di categoria, autorità portuali, bagni di folla, definizione di programmi e liste, pranzi alla Caritas e cene elettorali. E nonostante le tavolate, il candidato del Pdl, dicono i suoi collaboratori, ha già perso 3 chili.
Manca un mese all’apertura delle urne per le elezioni regionali (15 e 16 febbraio), dopo che il centrosinistra ha impallinato il suo governatore, l’editore dell’Unità Renato Soru, costretto alle dimissioni in aula dal voto contrario dei suoi. Ora “Mr Tiscali” (”Un pessimista, uno che non guarda mai negli occhi” dice Berlusconi) ci riprova. Il Pdl si dice certo della vittoria di Cappellacci, sostenuto, oltre che dai partiti del Popolo della libertà in Sardegna (FI, An, Dc per le autonomie e Fortza Paris), da Udc, Riformatori sardi, Uds, Mpa e Partito sardo d’azione.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di trascorrere tutti i finesettimana al fianco del candidato. Con lui ascolterà le richieste dei sardi. Terrà comizi e incontri. In 377 comuni sono stati aperti 250 gazebo, dove i cittadini possono scrivere i propri suggerimenti per il futuro governo della regione.

E dalla sua parte Cappellacci, sardo da generazioni, testardo come tutti i sagittari, ha portato Efisio Trincas, segretario del Partito sardo d’azione (”Noi da sempre non siamo né di destra né di sinistra, ma Soru ha mortificato la democrazia della Sardegna. Era un monarca”). Dalla sua pure l’Udc locale con Giorgio Oppi. Per il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, una presenza costante nella sede del comitato, “Cappellacci è stato un ottimo assessore. È competente, scrupoloso, appassionato”. Insomma, apparentemente non ha un difetto. È anche sportivo (windsurf, vela, karate), amante delle tradizioni (”Ogni Natale ci mettiamo a tavola almeno in 40. Sono mancato una sola volta, quando mia figlia ebbe la febbre”), e pure buongustaio. Il piatto preferito? Arrosto innaffiato con il rosso di Argiola ottenuto assemblando le uve Cannonau, Carignano e Bovaleddu.

Dice Cappellacci a Panorama: “Mi impegno a restituire alla Sardegna centomila posti di lavoro in dieci anni”. Pausa per le strette di mano. E poi: “La sinistra in cinque anni di governo ha lasciato in eredità ai sardi 190 mila disoccupati e i poveri sono passati da 245 a 377 mila. L’economia si è fermata perché Soru ha impoverito e chiuso l’isola. Noi ce la faremo”.
L’ottimismo dicono lo abbia ereditato dal nonno materno, Carlo Meloni, primo sindaco di Iglesias, dal 1944 al ‘49, componente della consulta per lo statuto sardo. La madre Graziella gli avrebbe trasmesso la generosità e il padre Giuseppe quel suo guardare dritto negli occhi l’interlocutore. Tre doti che hanno convinto il presidente del Consiglio Berlusconi a candidarlo per una sfida così delicata.
Ora Cappellacci dovrà conquistare il popolo sardo. Nell’isola, alle politiche di quest’anno, la coalizione di centrodestra, senza l’Udc, ha battuto l’alleanza guidata da Walter Veltroni: 43 contro 40 per cento. Ma alla regione, nel 2004, Soru vinse con 10 punti di vantaggio.

“Con la scusa di farsi paladino di principi di sardità ha imposto un sistema di governo centrato sul pensiero unico, sulla sua magnificenza di monarca illuminato. Soru poi ha un chiodo fisso: Berlusconi. Se vuole tentare la scalata al Pd e scalzare Veltroni lo faccia pure, ma con altri sistemi” dice ancora Cappellacci.
Al comitato elettorale, in attesa dell’incontro successivo, programmato con la Confcommercio, si parla di programmi. “Il mio progetto per la Sardegna? Modernizzarla senza cancellare tradizione e valori. Rilanciare le nostre zone interne con nuove infrastrutture, permettere agli alberghi di ristrutturare. Non bisogna cristallizzare tutto, il mondo va avanti con una nuova sensibilità nell’ambiente. La terra non è un’eredità, ma un prestito da restituire ai nostri figli”.

Commenti

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Il 19 Gennaio 2009 alle 20:10 paologenonimo ha scritto:

Salve a tutti.. Sono sempre stato un buon estimatore di Silvio Berlusconi.. ma per la prima volta mi trovo un po’ in disaccordo con la sua politica.. mi sono sempre fidato ma quando si tratta di elezioni regionali che toccano così da vicino la realtà di tutti i giorni ho un maggiore bisogno di acquisire consapevolezza.. E’ innegabile che tante cose siano state sbagliate da Soru, dalla salvacoste che non condivido ad altre ma è riuscito coi finanziamenti dati alla conoscenza e acquisendo i contributi che alla Sardegna spettavano a ridare grande dignità a noi sardi.. Inoltre non mi piace un politico nuovo come Cappellacci che ha così tanto il bisogno di ricorrere a Berlusconi per fare in modo di essere ascoltato.. Credo quindi che da elettore di destra stavolta cederò al voto disgiunto.. come governatore bisogna dare atto a Soru di aver svolto un buon lavoro sebbene parli male e sia anche meno bello da vedere rispetto al suo antagonista Cappellacci.. Spero che queste parole facciano riflettere tanti di voi lettori.. Forza Silvio e… in questo caso: Forza Renato

Il 20 Gennaio 2009 alle 0:49 kabo ha scritto:

Ma come si fa a scrivere che in 377 comuni sono stati aperti 250 gazebo, forse in qualche comune ne hanno aperto solo un pezzetto?

Il 23 Gennaio 2009 alle 19:23 Dal governo sì al piano carceri di Alfano: posti per 60mila detenuti » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Un fine settimana elettorale aspetta il premier, Silvio Berlusconi, che è in partenza per il suo tour in Sardegna. Tra sabato e domenica gli toccheranno cinque tappe nelle diverse città dell’isola per sostenere il candidato Pdl, Ugo Cappellacci. Intanto il Consiglio dei ministri di oggi ha dato il via libera al piano carceri voluto fortemente dal Cavaliere e portato in Cdm dal Guardasigilli, Angelino Alfano. Nella riunione dell’esecutivo è stata anche affrontata la questione immigrazione ed è stato varato il decreto per l’election day del 6 e 7 giugno per le amministrative e le europee. “Si voterà il 6 e 7 giugno dalle 15 di sabato alle 22 di domenica. Abbiamo emanato” ha detto Maroni al termine del Cdm “un decreto attuativo per far chiudere, come vuole l’Europa, i seggi la domenica sera”. Poi, parlando degli sbarchi dei clandestini a Lampedusa, ha aggiunto: “Da oggi è attivo a Lampedusa il Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE), che lavorerà accanto al Cpa, Centro di prima accoglienza”. In pratica, il ministro vuole evitare che gli immigrati che arrivano nell’isola siciliana poi se ne vadano in giro per l’Italia: “Abbiamo portato la commissione di valutazione a Lampedusa e quindi non sarà possibile andare via da Lampedusa in altri centri di accoglienza”. [...]

Il 10 Febbraio 2009 alle 14:42 verasarda ha scritto:

Soru vincerà le elezioni perché i sardi non si faranno fregare da questo prestanome che non ha un programma, non ha idee e non è nessuno. Soru ha il pieno appoggio di tutti i giovani sardi, per i quali sta facendo un lavoro immenso come nessun altro governatore in Italia: investe sul loro futuro. Che idee ha invece quest’uomo? NESSUNA!! FORZA SORU LA SARDEGNA INTERA è con te. E tutti gli italiani con un pizzico di buonsenso.

Il 12 Febbraio 2009 alle 16:23 sardegnalibera ha scritto:

vorrei invitare i lettori a leggere le dichiarazioni di parisi
http://www.libero-news.it/adnk.....view/53684
sono assolutamente d’accordo con lui e a Cappellacci dico meglio un monarca sardo che un vicerè, inviterei anche a dare uno sguardo a questo sito
http://www.byoblu.com/4305e9f7...../post.aspx
e chiedo conferma agli abruzzesi…
In sardegna il centro-destra stava accumulando consensi e credo che anche i suoi elettori siano stati disturbati dall’invadenza del cavaliere, il voto disgiuto a cui ricorreranno in molti ne sarà una conferma!
Per vincere le regionali bisogna conoscere bene le esigenze della propra terra ma anche la sua storia e il suo popolo e non andare a dire in giro che i nuraghi erano dei magazzini per custodire i prodotti!
Meglio Soru.

Il 16 Febbraio 2009 alle 10:57 Soru Vs Cappellacci: voto a Cagliari, tsunami a Roma » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Sfida finale all’ultimo voto. Un milione 400 mila elettori sardi decidono il futuro governo regionale dell’isola fra due contendenti molto determinati: Ugo Cappellacci, ex assessore e commercialista dal sorriso aperto, e Renato Soru, ombroso editore dell’Unità, ribattezzato l’”Obama di Sanluri”. Con il voto di domenica 15 e lunedì 16 febbraio in palio non c’è solo il governo dell’isola, ma anche, probabilmente, la leadership del Pd. Se Soru vince, prende tutto: la Sardegna e, con ogni probabilità, la poltrona di Walter Veltroni. Se Soru perde, perde tutto: la sua regione e il Pd. La necessità di mettere alla prova la capacità del Partito democratico di raccogliere consensi e la curiosità di verificare il gradimento di Soru, in vista di una sua investitura nazionale, hanno così trasformato le elezioni regionali sarde in un test nazionale. Ma non è solo questo: da tempo la segreteria di Veltroni è in discussione e la poltrona dell’ex sindaco di Roma fa gola a molti. Come anticipato da Panorama, il ministro ombra dell’economia, Pier Luigi Bersani, portabandiera dell’anima più riformista della sinistra, se nell’ottobre 2007 pressato dalla ragion di partito rinunciò alla sfida, oggi non pare più disposto a fermarsi. “C’è il problema di organizzare il partito, metterlo nella sua fisiologia. Bisogna arrivare a un meccanismo di corresponsabilità. E su questo il segretario per primo deve dare una mano. Anche nel suo interesse” ha detto Bersani. [...]

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