Troppe tragedie in montagna: polemiche dopo le ultime cinque vittime

massiccio del Monte Bianco
Maltempo improvviso, ghiaccio, imprudenze, fatalità. Le cause possono essere varie. Ma il risultato è lo stesso: un incidente in alta montagna spesso può rivelarsi fatale. Come è avvenuto ieri sul Monte Bianco: quattro le vittime. A cui si aggiunge l’uomo morto sul Gran Sasso e ritrovato questa mattina.
L’incidente che ha causato la fine di quattro alpinisti piemontesi è avvenuto durante la discesa in cordata lungo il versante nord-occidentale dell’Aiguille du Midi, una guglia alta 3.842 metri che si trova nella parte meridionale del massiccio del Bianco. L’ipotesi è che uno dei componenti della cordata sia scivolato sabato notte in un passaggio pericoloso e abbia poi trascinato nel vuoto i suoi compagni. Poco prima avevano chiamato per chiedere aiuto, viste le condizioni meteo poco favorevoli. Una caduta di mille metri, che non ha lasciato scampo. I corpi dei quattro sono stati recuperati solo ieri, sul ghiacciaio del Bossons. Sono tutti piemontesi: Dario Tomellini, 32 anni, Stefano Tabacco, 37 anni, Gianluca Molino, 43 anni e Antonio Carnino, 36 anni. Non si trattava di dilettanti ma di appassionati della montagna.
Così come l’escursionista Giampiero Capoccia, 50 anni, di Roma morto assiderato nella notte e recuperato oggi sul Gran Sasso, disperso da ieri pomeriggio. Salvo il suo compagno, ricoverato in ospedale dagli uomini del Cai e della Gdf. L’escursionista che si è salvato, P.M., 41 anni di Urbino, ha raccontato che mentre lui e l’amico si accingevano a scendere dalla vetta del Gran Sasso, sono stati colti da una nebbia fittissima verso la Sella di Monte Aquila: a quel punto si sono persi e hanno passato la notte all’addiaccio. Sono stati più fortunati i due scalatori persi ieri sui monti Sibillini, nelle Marche: avevano perso l’orientamento durante la discesa, finendo in un canale sbagliato. Stanchi e disorientati dalla nebbia, avevano lanciato l’Sos con il cellulare, e si erano accampati per un bivacco in parete a 1700 metri di quota. Sono stati recuperati questa mattina da un elicottero 212 dell’Aeronautica militare.
Ed è polemica per l’intervista a Reinhold Messner trasmessa ieri sera dal Tg2. ”Impariamo qualcosa da questi incidenti” ha affermato il grande esperto di alpinismo “è meglio non legarsi. Ognuno va per conto proprio. Se uno purtroppo cade, allora non trascina giù gli altri”. ” ”Consigliare di non legarsi è un messaggio assolutamente sbagliato e molto pericoloso” ha risposto oggi Guido Azzalea, presidente delle guide alpine della Valle d’Aosta, “In montagna la corda fa parte della catena di sicurezza che ogni alpinista o professionista che abbia un briciolo di intelligenza deve adottare sistematicamente”.

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