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	<title>Italia &#187; Innovazioni in salotto: parte dalla Sardegna l&#8217;invasione del digitale</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 20:27:38 +0000</pubDate>
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		<title><![CDATA[Innovazioni in salotto: parte dalla Sardegna l’invasione del digitale]]></title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 10:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido.castellano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Con lo switch off, tutti i cittadini sardi sono passati da un’offerta televisiva analogica basata su 26 canali (10 nazionali e 16 locali) a una nuova offerta digitale gratuita e accessibile a tutti composta da ben 92 canali (28 nazionali e 64 locali)". La stessa cosa succederà anche nelle altre regioni italiane. Cominciando da Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino, Lazio e Campania  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/21/4976f56bcd1c4_zoom.JPG" alt="digitaletv1" border="0" width="500" /></p>
<p>L’ultima volta che la televisione visse un cambiamento epocale fu il 1° febbraio 1977, giorno in cui il presentatore Corrado Mantoni annunciò dagli studi di <em>Domenica in</em> l’addio al bianco e nero e l’inizio delle trasmissioni a colori in Italia. Sono passati quasi 32 anni da quella data e una nuova rivoluzione (più volte annunciata) è pronta a entrare nei salotti di milioni di italiani. E a cambiarne le abitudini. Le emittenti televisive abbandoneranno la tecnologia analogica per passare a quella digitale terrestre. Un passaggio epocale, previsto da una <a href="http://www.comunicazioni.it/binary/min_comunicazioni/comunicati_stampa/NOTA%20ILLUSTRATIVA.pdf" target="_blank">normativa europea</a>, riassunto efficacemente dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Switch-off" target="_blank">termine inglese &#8220;switch off&#8221;</a> che sta, appunto, per spegnimento.
<p>&#8220;A una a una le regioni italiane spegneranno i vecchi ripetitori e accenderanno quelli nuovi che trasmettono immagini e suoni sotto forma di bit&#8221; spiega a <em>Panorama</em> Andrea Ambrogetti, manager della Mediaset e neopresidente della <a href="http://www.dgtvi.it/" target="_blank">Dgtvi, l’associazione creata per gestire la transizione al digitale</a> che vede tra i suoi associati Rai, Mediaset, Telecom Italia, le tv locali e il canale <a href="http://www.sportitalia.com/" target="_blank">Sportitalia</a>. &#8220;In Sardegna già dal 15 ottobre 1,6 milioni di persone guardano la tv del futuro&#8221; continua Ambrogetti. &#8220;Si tratta della più vasta regione digitale dell’intera Europa. Con lo switch off, tutti i cittadini sardi sono passati da un’offerta televisiva analogica basata su 26 canali (10 nazionali e 16 locali) a una nuova offerta digitale gratuita e accessibile a tutti composta da ben 92 canali (28 nazionali e 64 locali)&#8221;. La stessa cosa succederà anche nelle altre regioni italiane (<a href="http://www.dgtvi.it/stat/Passaggio_al_Digitale/Page1.html" target="_blank">qui il calendario nazionale</a>).<br />
&#8220;La prossima a passare al digitale sarà la Valle d’Aosta, a maggio. Poi, a settembre, sarà il turno di Piemonte e Trentino. Lazio e Campania seguiranno a ruota. Entro la fine del 2009, quindi, oltre 6 milioni di persone vedranno la tv solo in digitale&#8221; prevede Ambrogetti.</p><p style="float: left;"><div style="width:500px;">
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</div></p></p>
<p>In anticipo sul <a href="http://europa.eu/scadplus/leg/fr/lvb/l24223.htm" target="_blank">programma previsto dalla Ue</a>, che chiede agli stati europei di chiudere la transizione entro il 12 dicembre 2012. Per ora solo Paesi Bassi e Svezia hanno già completato lo switch off. E in Gran Bretagna sono digitalizzate nove famiglie su 10.<br />
La più rilevante differenza tra la tv del passato e quella digitale sta nell’interattività. Per ora si scelgono lingua e sottotitoli di un film oppure si possono vedere i risultati delle partite e le formazioni di calcio semplicemente pigiando un bottone, tra qualche mese sarà possibile per esempio richiedere certificati ai comuni. Anche la pubblicità diventerà interattiva: basterà un clic del telecomando per acquistare il prodotto promosso in uno spot.<br />
Per ricevere la tv del futuro non servono parabole, arriva in casa attraverso la stessa antenna che già è sul tetto. Ma per vedere serve un apparecchio, il <a href="http://www.dgtvi.it/stat/Diffusione_Decoder/Page1.html" target="_blank">decoder</a>.<br />
&#8220;In Sardegna le famiglie che sono in regola con il pagamento del canone hanno avuto un incentivo di 50 euro per acquistarlo&#8221; spiega Ambrogetti &#8220;contributo che arriverà anche nelle altre regioni italiane&#8221;.</p>
<p>A chi si preoccupa per il proliferare di apparecchi da collegare alla tv il presidente della Dgtvi anticipa che &#8220;per <a href="http://www.dgtvi.it/stat/Allegati/Decreto_Ministeriale.doc" target="_blank">una legge dello Stato</a>, da aprile, potranno essere venduti solo televisori con il sintonizzatore digitale terrestre incorporato. Chi acquista un apparecchio nuovo, quindi, non avrà bisogno di decoder&#8221;.<br />
E a chi invece si sente inadeguato tecnologicamente Ambrogetti spiega che in Sardegna il passaggio al digitale terrestre non è stato traumatico per i telespettatori. &#8220;Secondo i rilevamenti effettuati dall’agenzia di ricerche <a href="http://www.makno.it/sito/cont.php" target="_blank">Makno</a>, il 51 per cento delle famiglie sarde non ha avuto alcun problema di ricezione o risintonizzazione dei canali. Il 23 per cento ha superato le difficoltà autonomamente, mentre il 26 per cento si è fatto aiutare da amici o ha chiesto supporto tecnico al call center. Solo il 4 per cento ha dovuto ricorrere a interventi di specialisti&#8221;.</p>
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