
“Stiamo pensando a carceri differenziate a seconda dei reati e della loro pericolosità. Istituti penitenziari diversi per persone ancora in attesa di giudizio o già condannati”. La notizia, che se avesse un seguito sarebbe davvero una rivoluzione, è stata rivelata al termine di una conferenza stampa sull’e-gov dal premier, Silvio Berlusconi. Insomma, in futuro potrebbero esserci carcerati divisi: da una parte quelli in attesa di giudizio e dall’altra quelli già giudicati. Da una parte quelli molto pericolosi, che si sono macchiati di delitti gravi e dall’altra quelli che non hanno commesso reati molto gravi.
Il Cavaliere ha anche ricordato che venerdì approderà nel Cdm la riforma della giustizia che si occuperà anche del sistema carcerario: “Ai reclusi non va tolta la dignità, la salute o la vita. Ci vogliono più istituti penitenziari. Anche perché” ha messo le mani avanti il premier “non vogliamo arrivare all’estate e rischiare eventuali rivolte, magari dovute al caldo”. Il premier ha anche negato che ci siano tensioni sull’approdo della riforma della giustizia in Cdm: “Non è vero che non siamo d’accordo con la Lega. Il Carroccio” ha precisato Berlusconi “desidererebbe l’elezione dei Pm e dei giudici di pace: una proposta che non è condivisa da tutti, per questo sto svolgendo sondaggi per capire come la pensano i cittadini”. Quindi sulle intercettazioni il premier ha ribadito che non è sua intenzione eliminarle “ma essendo uno strumento ‘eccezionale’, vanno contenute. E spero che l’opposizione si unisca a noi per cambiare la normativa attuale”.
Intercettazioni che non vanno toccate per i reati con pena superiore ai dieci anni, così come per il peculato e i reati contro la P.A.”. Il premier ha anche rassicurato i giornalisti che, secondo la norma che è al vaglio, non saranno puniti se riporteranno i verbali delle intercettazioni: “Le pene vanno date agli editori”. Durante la conferenza stampa sull’e-gov anche il ministro per la P.A., Renato Brunetta, ha sottolineato come l’informatizzazione potrà migliorare il pianeta giustizia: “Il 90% dei problemi è di tipo organizzativo. E l’introduzione di internet risolverà tutti i problemi della giustizia italiana di questo tipo”.
Il piano e-gov del governo fino al 2012 – per cui sono stati stanziati 1.380 milioni di euro - presentato a palazzo Chigi prende le mosse dalla necessità di colmare il gap nazionale: “Vogliamo allineare l’Italia ai grandi paesi hi-tech. La rete” ha rivelato il Cavaliere “attualmente è utilizzata solo dal 17% delle famiglie italiane, a fronte di una media europea del 32%. Valore che nei grandi paesi arriva al 40% e in quelli del Nord Europa al 60%”.
L’informatizzazione e la completa digitalizzazione della P.A. per Berlusconi porterà anche ad un obiettivo molto ambizioso: “Entro il 2012 vogliamo eliminare la carta nella Pubblica Amministrazione”. I cittadini quindi potranno gestire ogni pratica on line: “Senza code agli sportelli e tramite il computer, visto che nel 2012 ogni cittadino avrà a disposizione una propria casella e-mail per i rapporti con la P.A”.
“Anche perché con questo sistema” ha concluso il premier “si risparmierebbero circa 75 mld di euro. E un volume di carta pari a due o tre volte il duomo di Milano”.
- Giovedì 22 Gennaio 2009
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Il 28 Gennaio 2010 alle 11:19 Incentivi per pc e Internet, c’è la proposta - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] proprio per accompagnare il progetto di e-government“. Il riferimento è ovviamente al piano di informatizzazione della pubblica amministrazione messo a punto dal ministro per l’Innovazione Renato [...]
Il 28 Gennaio 2010 alle 11:26 » Incentivi per pc e Internet, c’è la proposta - Gregtecnologia ha scritto:
[...] proprio per accompagnare il progetto di e-government“. Il riferimento è ovviamente al piano di informatizzazione della pubblica amministrazione messo a punto dal ministro per l’Innovazione Renato [...]
Il 26 Aprile 2010 alle 16:59 È corsa agli incentivi per Internet - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] incentivi per la banda larga rientrano fra le iniziative a supporto del piano di e-government per la digitalizzazione del Paese che il ministro Brunetta ha programmato nel biennio 2010-2012; [...]
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