Federalismo, sì del Senato. Bossi ringrazia: “Con Veltroni un buon lavoro”

Giulio Tremonti e Umberto Bossi

Via libera dell’Aula di Palazzo Madama al ddl sul federalismo fiscale. Il provvedimento ora passa alla Camera. Hanno dato il loro voto favorevole Pdl, Lega ed Mpa, il Pd e l’Idv si sono astenuti. L’Udc di Pier Ferdinando Casini ha votato contro (”Non ci interessa votare un provvedimento che e’ un manifesto della Lega. Noi siamo federalisti, ma non possiamo dare il nostro voto a un provvedimento confuso e pasticciato”).
Presenti in Aula molti membri del governo, a partire dal premier Silvio Berlusconi, secondo il quale grazie alla riforma la pressione fiscale dovrà diminuire, altrimenti: “Verrebbe meno al suo principale obiettivo”, dando agli enti locali “la piena responsabilità delle spese per ogni servizio”, avvicinando così amministratori e cittadini.
Ovviamente al completo la delegazione ministeriale della Lega con in testa il leader (e ministro delle Riforme) Umberto Bossi.
Che di persona ha voluto elogiare il comportamento dell’opposizione: “È stato fatto un lavoro importante con la sinistra. Senza la sinistra eravamo ancora in commissione”, dice il leader del Carroccio, in Transatlantico. Bossi ha poi garantito che “Tremonti mi ha assicurato che i conti li tirerà fuori” mentre sulla decisione dell’Udc di votare contro butta lì una frecciata: “Vorrà fare il partito antifederalista e prendere i voti del sud ma ho i miei dubbi perché la legge non penalizza il sud e anche lì sono stufi di amministratori che non fanno il loro lavoro. Chissà dove finirà…”.
Ritiene positiva l’astensione del Pd anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: “Quella del Pd di astenersi sul voto finale al federalismo fiscale è una scelta positiva, che apprezziamo, e che dimostra che si è lavorato in profondità in commissione su un tema delicato e complesso come il federalismo fiscale”.

La decisione di astenersi in Aula è stata presa dall’assemblea del gruppo del Pd, presieduta dal segretario del partito Walter Veltroni. Un’astensione, spiega al termine Veltroni, per dimostrare il senso di responsabilità del Pd. Non un assegno in bianco però, quello dei Democrats: nel corso del proseguo del iter parlamentare del federalismo l’atteggiamento del Pd potrebbe cambiare: “La maggioranza deve sapere che il banco di prova saranno la copertura finanziaria del provvedimento e l’attuazione del pacchetto Violante di riforme istituzionali”, spiega Veltroni. L’assemblea del gruppo del Senato del Pd, spiega Veltroni al termine della riunione, “ha votato a larghissima maggioranza (sono 9 i voti contrari, tra cui Marco Follini che nel suo intervento ha motivato le sue perplessità sul disegno di delega, ndr) per una decisione giusta. Perchè siamo una forza responsabile che raccoglie la sfida dell’innovazione e abbiamo contribuito a cambiare il testo originario”.
Dal testo originario è stato inoltre momentaneamente accantonato, su richiesta del ministro delle Semplificazione Roberto Calderoli, l’articolo 22, riguardante Roma Capitale. Calderoli ha annunciato che ci sarà un emendamento sull’argomento che verrà affrontato, comunque, più avanti, insieme alla questione delle città metropolitane.
Parlando del chiarimento sulle cifre chiesto dall’opposizione il ministro “taglia leggi” Calderoli aggiunge: “Non c’è bisogno di nessun chiarimento perché non c’è stata mai la volontà di non dare le cifre. Non si possono fare delle stime in un giorno per quello che va dal 1948 ad oggi. Quando queste saranno in nostro possesso le forniremo”. Il federalismo fiscale, spiega ancora il senatore della Lega, “è il tassello di una riforma complessiva che prevede anche la riforma della Costituzione per cui serviranno quattro passaggi parlamentari. Io penso” aggiunge “che nel giro di un anno e mezzo avremo il federalismo fiscale, la riforma della costituzione e la carta delle autonomie”.
Commentando inoltre il metodo che ha accompagnato il federalismo fiscale fino al voto in Aula, il ministro per la Semplificazione legislativa aggiunge: “È l’avvio di un percorso e di un metodo che può essere usato anche per le altre riforme e che fa di questa una legislatura costituente”.

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Il 26 Gennaio 2009 alle 18:54 Federalismo, l’avvertimento di Bruxelles: sia coerente con il risanamento » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Il progetto di federalismo fiscale in Italia deve essere “coerente” con l’obiettivo di finanze pubbliche sostenibili nel medio termine. A quanto risulta a Radiocor sarà questa una delle indicazioni contenute nel rapporto comunitario sull’attuazione in Italia della strategia di Lisbona. Nel giudizio Ue che sarà approvato dal collegio dei commissari mercoledì, Bruxelles chiede a Roma di proseguire con il miglioramento dello stato delle finanze pubbliche, anche alla luce dell’alto debito. Ma i fari sono puntati sulla scarsa produttività del Belpaese: le politiche chiave per aumentarla, sostiene l’esecutivo Ue, consistono in un rafforzamento della concorrenza, meno costi burocratici, miglior funzionamento del mercato del lavoro, ricerca e sviluppo. Servono poi misure di lungo termine per spingere la transizione verso l’economia a bassa emissione di CO2. In tutto saranno quattro le raccomandazioni all’Italia. La prima riguarda il consolidamento del bilancio pubblico inteso come obiettivo a “medio termine”: è implicito che questa azione dovrà essere intrapresa una volta lasciata alla spalle la crisi attuale. D’altra parte, si ribadisce che l’aggiustamento di bilancio è stato assicurato e, anzi, si tratta dell’azione di politica economica più evidente rispetto all’azione intrapresa in altri settori. La seconda indicazione riguarda la necessità di migliorare la crescita della produttività che comporta una maggiore “efficienza” del sistema scolastico e formativo. La sfida dell’efficienza deve riguardare anche la pubblica amministrazione. La terza riguarda gli interventi per migliorare il livello di concorrenza. I settori indicati sono i servizi professionali e finanziari, la distribuzione al dettaglio, la distribuzione dei carburanti, i servizi del gas, del trasporto aereo e quelli locali. Infine le misure all’insegna della flexicurity (flessibilità e sicurezza del lavoro) con l’obiettivo generale di adottare un sistema di protezione “uniforme”. Dopo dieci anni di calo continuato, il tasso di disoccupazione è aumentato l’anno scorso e aumenterà ancora a causa della recessione. Bruxelles ritiene che siano stati fatti dei progressi per migliorare quello che viene chiamato “ambiente pro business”. Per far risalire l’economia dall’attuale debolezza competitiva, la commissione rileva anche l’importanza che la crescita dei salari resti allineata alla crescita della produttività attraverso “un ulteriore decentramento” dei livelli ai quali vengono fissati. Nel rapporto Lisbona 2008 che sarà pubblicato mercoledì la commissione europea analizza i progressi compiuti nella Ue e in ogni singolo paese nell’attuazione della strategia per migliorare la competitività delle economie. Bruxelles spiega che nel 2008 sono diminuiti i consumi privati, gli investimenti e le esportazioni. La situazione non è rosea neanche nel 2009, quando dovrebbe aumentare il tasso di disoccupazione. Per contrastare questa tendenza, secondo la Commissione, andrebbe inoltre posto l’accento sulla forza lavoro non utilizzata, in particolare nel Mezzogiorno. L’approvazione del giudizio sull’Italia era attesa per metà dicembre scorso, ma a causa della crisi economica l’esecutivo Ue ha deciso di rimandarla a fine gennaio per consentire una valutazione approfondita per ciascun paese, sulla base di criteri ben più ampi: macroeconomici, microeconomici e sociali. [...]

Il 11 Febbraio 2009 alle 13:51 Corte Conti, allarme corruzione: “Servono controlli più adeguati” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il compito dell’immediato futuro per la magistratura contabile sarà “una continua e attenta attività di monitoraggio per l’attuazione del Federalismo fiscale“, ha confermato il presidente Tullio Lazzaro. Le linee iniziali del Federalismo sono state già approvate dal Senato e, ha ricordato Lazzaro, “dallo stesso dibattito parlamentare è emerso con chiarezza come sia indispensabile, al riguardo, la piena conoscenza dei dati finanziari da parte del Parlamento: è ovvio poi che il Parlamento debba basare le proprie decisioni su dati certi ed obiettivi e la garanzia di ciò, allo stesso Parlamento e ai cittadini, deve essere data dalla Corte attraverso l’esercizio delle sue funzioni e la cui indipendenza è tutelata dalla Costituzione”. [...]

Il 16 Marzo 2009 alle 20:25 Camera, va in onda il Federalismo fiscale. La Lega cerca la sponda del Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Per la seconda lettura, è approdato in Aula a Montecitorio il disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Prima dell’arrivo in Aula un importante vertice tra regioni a statuto speciale ha fatto sì che venisse superato il patto di convergenza a favore del patto di stabilità e che sarà istituito un tavolo bilaterale tra l’esecutivo e le singole regioni a statuto speciale. Un’intesa - è concretizzata in due emendamenti proposti nel pomeriggio dal governo - di cui si è detto soddisfatto il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che al termine del vertice ha esultato perché “l’articolo 25 rimarrà nel testo del federalismo fiscale”. E poi ha aggiunto: “Salta l’idea nuova del tavolo generale tra governo e le regioni a statuto speciale, ma si inserisce l’iniziativa di una tavolo bilaterale con governo da una parte e la regione singola per valutare e riconsiderare di volta in volta attribuzioni e competenze per poter dare un input alle commissioni paritetiche”. Questo risultato per il presidente Lombardo “è importante perché serve per evitare che le commissioni paritetiche non producano nulla e vivano in una condizione di stallo”. Positivo il giudizio anche del leader della Lega Nord, Umberto Bossi, che ha giudicato l’accordo tra regioni e governo “un altro passo in avanti verso il federalismo”. Alle 14.30 è quindi iniziata la discussione in Aula, con il ministro della Semplificazione Normativa e padre del provvedimento, Roberto Calderoli seduto ad ascoltare la seduta. Netto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, secondo cui si tratta solo “di uno spot elettorale confezionato dalla Lega, in un momento in cui la situazione drammatica economica drammatica chiederebbe l’abolizione delle provincie e invece con questo federalismo c’è il rischio disastro per i conti dello Stato”. Anche per il leader di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, “si tratta solo di uno spot della Lega che ridurrà i servizi dello stato sociale”. Il Pd deciderà ufficialmente la propria posizione solo nell’assemblea del gruppo convocata per domani, ma si va verso una conferma di quell’astensione già espressa al Senato alcune settimane or sono. Intanto la vicecapogruppo alla Camera, Marina Sereni ha espresso preoccupazione “perché venga scongiurato il rischio che gli enti locali arrivino sfiniti all’appuntamento del federalismo a causa della mancanza di risorse dovute a tagli e politiche sbagliate del governo”. Al dialogo con il Pd ci tiene soprattutto la Lega. Un voto contrario del partito di Dario Franceschini aprirebbe infatti la strada a un possibile referendum costituzionale con il rischio di vanificare, come accadde nel 2006 con l’esito referendario sulla devolution, il lavoro svolto dal Parlamento. Anche se ci vorranno diciotto mesi per i decreti attuativi, il Carroccio vuole che la riforma abbia il consenso più largo delle Camere. Il Pd, a sua volta, in grave difficoltà elettorale in molte regioni del nord, non vuole condurre una politica di contrasto al federalismo fiscale che trova il consenso di molti dirigenti locali del partito e dello stesso elettorato del centrosinistra. Contraria, ma pronta a trattare nel merito, l’Idv che per bocca del vicecapogruppo alla Camera e responsabile economia, Antonio Borghesi, attacca: “Questo federalismo è un’equazione di sole incognite. Ci riserviamo di decidere la nostra posizione sul voto, anche sulla base di quanti dei nostri numerosi emendamenti verranno accolti”. Per Antonio Leone (Pdl), vicepresidente della Camera, il federalismo che approverà la Camera sarà “equo, solidale e intelligente”. Toni effervescenti quelli usati da Marco Reguzzoni, vicecapogruppo dei deputati del Carroccio, che aprendo la discussione ha parlato di “discussione storica e grande occasione di libertà per i cittadini italiani”. E poi ha aggiunto: “Ci sono milioni di persone che guardano al federalismo come ad una delle ultime possibilità di cambiamento”. Infine il monito del presidente del Senato, Renato Schifani, che stamattina sulle colonne del Messaggero aveva ammonito “da uomo del Sud, desidero appellarmi perché si dia corso praticamente a quella intesa che in Italia mostra di essere condivisa, cioè quella intesa relativa alla cancellazione della doppia velocità interna dell’economia, del divario tra Nord e Sud”. [...]

Il 17 Marzo 2009 alle 20:00 Federalismo, prove di dialogo Pd-Pdl: sì bipartisan alla mozione sugli enti locali » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] E mentre altrove e su altri temi lo scontro è durissimo, sul terreno del federalismo fiscale “sboccia” il dialogo tra Pdl e Pd. La prima mossa era stata l’astensione del Pd in Senato, oggi è stata la volta della Camera con il via libera alla mozione Franceschini. Anche da parte dell’esecutivo e della maggioranza. In attesa del voto generale alla Camera e della possibile nuova astensione dei democratici. Con 491 voti favorevoli, nessun contrario e con la sola astensione dell’Udc (33 deputati) Montecitorio ha approvato la mozione del segretario del Pd sulla situazione economica degli enti locali, che impegnano a rivedere il patto di stabilità interno. In pratica un allentamento dei vincoli di spesa. Dopo una riformulazione, il sottosegretario all’economia, Giuseppe Vegas, questa mattina aveva dato parere favorevole. Il testo del Pd su cui viene dato parere favorevole impegna il governo, tra l’altro, “a definire gli interventi da adottare per ovviare alla grave situazione in cui versano i comuni e le province, assumendo nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di previsione per il 2010 iniziative normative urgenti di riordini della finanza locale volte a garantire l’autonomia finanziaria degli enti locali nel quadro della concreta attuazione del federalismo fiscale; a garantire l’integrale copertura del minor gettito derivante dall’abolizione dell’ici sulle abitazioni principali”. Il governo poi viene impegnato “ad adottare iniziative normative volte a superare, d’intesa con le autonomie locali, le criticità derivanti dall’applicazione del decreto legge anticrisi nella parte relativa al patto di stabilità interno, anche tenendo conto dei bilanci approvati; ad adottare iniziative per consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale, in particolare per lavori di medio importo realizzabili entro il 2009; ad adottare iniziative per escludere il più possibile dai saldi utili del patto di stabilità interno i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa, a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell’articolo 183 del testo unico degli enti locali; a incentivare l’utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale ed abbattere il debito, in particolare, eliminando i vincoli che impediscono l’utilizzo dei proventi della vendita del patrimonio per finanziare la spesa per investimenti”. Incassato il sì bipartisan, è lo stesso Dario Franceschini a frenare sull’atteggiamento dei democratici sul federalismo fiscale: “Non c’è nessun collegamento. Sono due cose distinte”, ha commentato il segretario del Pd, spiegando che il suo partito deciderà come votare sul ddl di delega al Governo dopo “una valutazione di merito sul provvedimento che faremo oggi nell’Assemblea del gruppo”. “Finalmente, dopo una lunga serie di no, è arrivato il sì della maggioranza a un problema sentito da tutti i comuni” esulta Franceschini. “Il governo ha capito che avevamo ragione e ha accolto la nostra mozione. Se seguiranno gli atti normativi conseguenti, come deve essere, saranno sbloccati 14,5 miliardi di crediti verso le imprese: gli enti locali hanno le risorse per pagare i lavori eseguiti, ma non potevano farlo a causa dei vincoli del patto di stabilità interno” che grazie alla mozione Pd ora dovrà essere allentato. Non solo: “Potranno ripartire migliaia di cantieri, immediatamente apribili, per 4,5 miliardi di euro in cui lavoreranno principalmente le piccole imprese”. [...]

Il 5 Aprile 2010 alle 15:30 Notizie dai blog su Un futuro per Lega al di là del federalismo ha scritto:

[...] Federalismo, sì del Senato. Bossi ringrazia: “Con Veltroni un buon lavoro” Via libera dell’ Aula di Palazzo Madama al ddl sul federalismo fiscale . Il provvedimento ora passa alla Camera. Hanno dato il loro voto favorevole Pdl, Lega ed Mpa, il Pd e l’Idv si sono astenuti. L’Udc di Pier Ferdinando Casini ha votato contro (”Non ci interessa votare un provvedimento che e’ un manifesto della Lega. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]

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