- Tags: botte, bullismo, classe, condotta, denunciato, Maria-Stella-gelmini, medie, minorenne, pagelle, scrutinio, scuola, stupro, telecamere, voto
- 3 commenti

Fine gennaio, tempo di scrutini e valutazioni scolastiche. Tempo buio e pieno di preoccupazioni per quegli studenti con in pagella i famigerati cinque in condotta. Che, novità assoluta del testo Gelmini, si portano dietro un coro di polemiche destinato a durare fino alla fine dell’anno scolastico.
Non in tutte le scuole d’Italia i criteri di valutazione del comportamento degli studenti sono stati in linea con quanto prevede il decreto (emanato solo il 16 gennaio, quando molte scuole avevano già avviato gli scrutini): insufficienza in condotta solo per provvedimenti disciplinari gravi, reati, e sospensioni di almeno 15 giorni.
Per esempio, all’istituto professionale Magistri Cumacini di Como negli scrutini di fine quadrimestre sono stati assegnati una decina di 5 in condotta. Un voto che, se confermato al termine del secondo quadrimestre, significherebbe bocciatura automatica.
Ma la scuola superiore di Lazzago non è l’unica ad aver dato il via libera al 5 in condotta già nelle pagelle del primo quadrimestre. Il preside della “Ripamonti”, Pasquale Clemente, spiega al La Provincia: “Se necessario, non esiteremo a dare insufficienze. Finora ci si limitava al 6 o al 7, ma il ministero equipara il voto di condotta a tutti gli altri e ci comporteremo di conseguenza. Chi si ritroverà 5 dopo gli scrutini, dovrà recuperare nella seconda parte dell’anno, proprio come accade per le varie materie”.
Ma il provvedimento del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini prevede l’insufficienza soltanto in casi gravi e le valutazioni attribuite ai ragazzi: “Lo abbiamo spiegato alle famiglie interessate con una lettera. Ora siamo rimasti spiazzati, ma riteniamo comunque che un cinque in condotta possa essere un’arma efficace per combattere il bullismo”.
A Padova, i casi più numerosi ed eclatanti: per far capire agli studenti del liceo scientifico Einstein di Piove di Sacco che la ricreazione è finita, a un centinaio di loro (il 10%) è stato affibbiato un poco incoraggiante 6, primo passo verso la bocciatura.
Ma: sono gli studenti a essere indisciplinati matricolati, o sono gli insegnanti a essere troppo rigidi? Inutile dire che la risposta è diversa, a seconda della campana che si sente suonare.
Ad abbassare la valutazione, che avrà ripercussioni sulla media complessiva del rendimento scolastico, sono stati elementi quali - riporta il Corriere del Veneto - il comportamento scorretto, i ritardi in aula, e le insufficienze nelle altre materie. Ecco perché è arrivata la decisione di usare la mano pesante: un centinaio di 6 in condotta (su 1.200 studenti in tutto), più un 5 affibbiato a uno studente sospeso per essere stato sorpreso a marinare la scuola.
Sulla questione prendono posizione un po’ tutti. “Con le sue continue esternazioni demagogiche, sta creando un clima d’incertezza e di confusione che finisce in molti casi per determinare un uso improprio della normativa”, dichiara il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. Mentre alcuni rappresentanti della Rete degli studenti del Veneto, chiedono l’annullamento del sei: un “vero e proprio abuso”. Per Luca Trescato, rappresentante della Rete, “la legge è stata calpestata”. “Ci chiediamo” aggiunge “perchè l’alta competenza e formazione di docenti e preside non abbia bloccato un provvedimento illegale come questo. Eppure sanno che la legge sul voto in condotta non poteva essere applicata fino all’emanazione della circolare attuativa, che è avvenuta solo venerdì scorso”. Inoltre, “il rendimento scolastico e il comportamento sono due campi diversi e come tali vanno trattati”.
Vanno ancora più in là quelli della Rete degli Studenti medi. Alla fermezza mostrata dal ministro Gelmini, rispondono ricordano che esiste lo statuto degli Studenti, tuttora valido, dove è scritto che “la valutazione del comportamento non può mai essere utilizzata come strumento per condizionare o reprimere la libera espressione di opinioni”. E annunciano assistenza a tutti quelli che vorranno per inoltrare vertenze agli Uffici scolastici regionali.
“L’Uds mente” rispondono gli studenti di Alternativa studentesca “sul significato delle norme: Occupare una scuola non è “libertà di espressione, che va corretamente manifestata e non deve essere lesiva dell’altrui responsabilità”.
Insomma a scrutini chiusi, il dibattito è aperto. E andrà avanti fino a giugno.
- Giovedì 22 Gennaio 2009
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 22 Gennaio 2009 alle 18:33 zero in condotta a chi copia « lo scorfano ha scritto:
[...] [...]
Il 2 Marzo 2009 alle 12:48 Pagelle di metà anno: abbondano i 5 in condotta » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Nonostante le proteste di ottobre contro le riforme targate Mariastella Gelmini abbiano unito professori e studenti, alla resa dei conti delle pagelle di metà anno i primi hanno fatto valere lo strumento del voto in condotta, reintrodotto dal ministro. Una vera e propria pioggia di 5 al comportamento degli alunni si è registrata negli scrutini intermedi. Dai dati del ministero dell’Istruzione al termine degli scrutini del primo quadrimestre nella scuola secondaria di secondo grado risulta che le insufficienze in condotta sono state 34.311, delle quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici. [...]
Il 19 Marzo 2009 alle 14:06 Maturità più severa. Gelmini: “Con un cinque sarà vietato l’esame di Stato” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Basta un cinque, e in una qualsiasi materia, per non essere ammessi all’esame di maturità. Poi: resta determinante poi ai fini della bocciatura il voto in condotta insufficiente. Anche con un ottimo profitto si dovrà ripetere l’anno. La conferma serviva, dopo il susseguirsi (anche un po’ caotico) delle interpretazioni delle ultime settimane. E la conferma è arrivata. Direttamente dal ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, che nel corso di un convegno a Milano ha ribadito che “con un cinque non si viene ammessi agli esami di maturità”. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.