Aggressione del branco a Roma: in cinque violentano una donna

Carabinieri a Guidonia

Hanno prima aggredito e picchiato il fidanzato, chiudendolo nel portabagagli della sua auto, quindi hanno rivolto la loro furia contro la ragazza: erano in cinque e l’hanno violentata a turno.

È successo nella notte a Guidonia Montecelio, alle porte di Roma: le vittime sono due giovani (lui 24 anni, lei 21) che si erano appartati in auto per trascorrere qualche momento d’intimità.
Ma quei momenti si sono trasformati in un vero e proprio incubo. A raccontarli è stata la ragazza di 21 anni che ha ricostruito con i carabinieri la dinamica di quanto avvenuto ieri in via della Selciatella, una strada di campagna in un’area periferica del piccolo centro alle porte di Roma.
I cinque individui (quattro avevano il volto coperto) si sono avvicinati all’auto dei due fidanzati armati di un cacciavite e di un coltello: dopo aver sfondato il lunotto anteriore dell’auto hanno afferrato il ragazzo di 24 anni malmenandolo e legandolo, forse con una sciarpa per poi rinchiuderlo nel portabagagli.
I cinque, probabilmente dell’est Europa, sono quindi saliti a bordo dell’auto, hanno proseguito per via della Selciatella per 300 metri, hanno raggiunto un posto ancor più isolato e hanno abusato della ragazza a turno. Quindi, rubati i loro effetti personali, sono scappati.
Solo dopo qualche ora i due hanno avuto la forza di denunciare l’accaduto ai carabinieri, che ora stanno cercando gli aguzzini: le vittime sono state ricoverate all’ospedale Sandro Pertini di Roma.

Controlli e rilievi tecnico scientifici delle forze dell’ordine si sono subito concentrati verso campi abusivi, baracche e appartamenti abitati da stranieri soprattutto dell’Est: qeuste le prime mosse investigative dei carabinieri del comando provinciale di Roma e del gruppo territoriale di Frascati che, sulla base delle indicazioni frammentarie avute dalla coppia, stanno effettuando i primi accertamenti. Gli investigatori dell’Arma sono aiutati nei controlli anche dal battaglione carabinieri Lazio. Nella zona tra Tivoli e Guidonia sono circa 10 gli obiettivi sui quali si stanno concentrando i controlli dei 150 militari mobilitati. La zona controllata in questo momento è frequentata sostanzialmente da romeni e albanesi.
La giovane coppia, intanto, sta per essere nuovamente ascoltata dagli investigatori e da personale specialistico in grado di fare “un ascolto assistito” che non costringa i due a un nuovo trauma.

A Roma, è dal caso Reggiani, la donna aggredita, violentata ed uccisa da un romeno, nei pressi della stazione ferroviaria di Tor Di Quinto il 30 ottobre del 2007, che si susseguono proteste e allarmi sulla sicurezza (con tanto di decreto legge scritto dal governo Prodi su “pressione” dell’allora sindaco Walter Veltroni). Il caso sconvolse l’opinione pubblica e cominciò a sollevare le polemiche sulla sicurezza in città. Ma da allora gli episodi di violenza sessuale su donne, che hanno suscitato polemiche e nuovi clamori, si sono succeduti.
Come nell’aprile del 2008, quando una studentessa universitaria del Lesotho, di 31 anni, fu aggredita e violentata appena uscita dalla stazione della Storta, da un romeno.
Il 23 agosto dello scorso anno, in via Portuense, a Ponte Galeria nella periferia di Roma, una coppia di olandesi, in vacanza in bicicletta, fu aggredita durante la notte, da due romeni che picchiarono a bastonate il marito, e violentarono a turno la donna, di 52 anni.
Quest’anno la prima violenza sessuale l’ha subita nella notte di Capodanno una giovane barista di Marino, di 25 anni, stuprata da un uomo rimasto finora sconosciuto, in un festival musicale tra i capannoni nella nuova Fiera di Roma.
Nella stessa notte una ragazza bulgara, di 20 anni, è stata picchiata e violentata da un senegalese, di 21, nello spogliatoio di un campo sportivo a Ladispoli, sul litorale romano. Sempre nella notte di Capodanno, in un paese dei Castelli Romani, un romeno, di 29 anni, dopo aver passato la serata con una sua connazionale, l’ha portata nel suo appartamento e violentata. Solo due giorni fa una donna ha denunciato di essere stata aggredita e violentata sempre a Roma.

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Commenti

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Il 23 Gennaio 2009 alle 11:42 shift ha scritto:

Come volevasi dimostrare, e’ partita la stagione di caccia dello stupro, grazie all’accoglienza buonista di clandestini e irregolari vari che nessuno si sogna di stroncare e che mettono in difficoltà le forze dell’ordine dal poter controllare.

Ieri una donna alla fermata dell’autobus, oggi una coppietta, domani sotto a chi tocca!

Ma cari italiani voi li dovete accogliere questi poveri diseredati e abbozzare se vi recano danno, ma non vi preoccupate, vi consoleranno le parole di qualche politico fermo e sicuro, che vi farà un mucchio di promesse inutili e accontentatevi così.

Alla prossima!

E sotto a chi tocca!

Il 23 Gennaio 2009 alle 12:02 eiaeia ha scritto:

Ma… l’allarme sicurezza non era tutta una invenzione di berlusconi?

Il 24 Gennaio 2009 alle 1:38 Dal governo sì al piano carceri di Alfano: posti per 60mila detenuti » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il titolare del Viminale ha anche commentato l’ultimo caso di violenza sessuale a Roma definendo “gravissimo il fatto”. E ha promesso “un maggiore controllo del territorio per prevenire questi reati”. Poi ha rivelato che a febbraio partirà la fase due dell’operazione ‘militari nelle città’: “Nei prossimi giorni” ha spiegato Maroni ” convocherò una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza per dare il via ad altri militari che difenderanno il territorio dalla criminialità: visto che la prima fase dell’operazione scade il 4 febbraio prevediamo una proroga per un nuovo semestre”. Dopo Maroni nella sala delle conferenze stampa di palazzo Chigi è stata la volta del Guardasigilli, Alfano, che ha subito parlato del via libera del Cdm al piano carceri: “Il provvedimento sarà inserito sotto forma di emendamento al decreto Milleproroghe e dovrà dare il via ad un piano straordinario per dare al nostro paese un’edilizia penitenziaria al passo con i tempi”. In pratica, seguendo le direttive del premier, i detenuti devono sì restare in carcere, ma non perdere la loro dignità: “In passato per risolvere il problema del sovraffollamento delle prigioni” ha detto Alfano “si è sempre seguita la strada delle amnistie: dal 1944 al 2006 ci sono stati oltre quaranta provvedimenti di questo tipo. Basta con le amnistie e gli indulti, costruiremo nuove carceri”. Ma il ministro della Giustizia è costretto a fare i conti con i cordoni della borsa molto tirati: “Abbiamo pochi soldi per realizzare le strutture carcerarie. Ma vogliamo portare il numero dei posti a 60mila. Oggi ci sono oltre 58mila detenuti, stipati in 43 mila posti letto”. La soluzione? I privati: “Faremo ricorso anche ai privati e al project financing, servendoci della legge Obiettivo”. Il titolare della Giustizia ha ricordato che ai primi di febbraio la riforma del processo penale arriverà sul tavolo dei ministri, “il testo è ancora aperto, vogliamo arrivarci dopo aver ascoltato tutti”. Anche l’opposizione. A cui il ministro siciliano ha teso la mano: “Ho ricevuto dall’opposizione e dal Pd un testo con alcuni emendamenti sulla giustizia. Li sto studiando e posso dire fin da ora che la riforma della giustizia conterrà alcune proposte dell’opposizione”, poi in maniera più realistica ha aggiunto: “Una condivisione su alcuni aspetti è una speranza legittima, ma la condivisione di tutto credo sia un’illusione”. Alfano infine ha parlato del tema caldo delle intercettazioni rivelando che potrebbe essere trovata la quadra all’interno della maggioranza nella riunione con i capigruppo Pdl a cui lui stesso parteciperà martedì prossimo. [...]

Il 24 Gennaio 2009 alle 4:17 shift ha scritto:

Parole! parole! parole! soltanto parole….

Ma pensate a buttare fuori tutti i clandestini e irregolari!

Oltre ad un bel giro di vite sui regolari stessi.

Le chiacchiere politiche e i piani programmatici non servono ad un bel niente se non fate fatti, FATTI!

E’ per questo che siete stati eletti, non per cincischiare con il torrone.

Anche se i colpevoli verranno assciurati alla “giustizia”, che probabilmente gli dara’ un buffetto burbero, come solitamente continuiamo a vedere, chi ha ricevuto il danno e i suoi parenti non potranno mai consolarsi.

Se continuate cosi’ la gente al prossimo turno elettorale non vi si fila piu’, mettetevelo bene in testa, tutti quanti!

Il 25 Gennaio 2009 alle 13:22 fercas ha scritto:

Signori miei, qui occorrerebbe una norma di legge che permetta di rendere EUNUCHI questi bastardi. Cordialità.

Il 26 Gennaio 2009 alle 12:54 “Un militare per ogni bella donna”: scontro Berlusconi-Veltroni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il termometro dei rapporti tra maggioranza e opposizione sta tutto nella lunga querelle che si apre sul commento di Silvio Berlusconi allo stupro avvenuto a pochi passi da Roma. A Sassari, infatti, il premier ripete quanto già detto il giorno prima ad Arzachena, Tempio Pausania e Olbia. E cioè che “anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile una cosa del genere può sempre capitare”. Insomma, aggiunge, “non è che si può pensare di mettere in campo una forza tale” da evitare simili fatti perché “dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze”. Passano pochi minuti e si scatena la reazione stizzita dell’opposizione, con il segretario del Pd Walter Veltroni che non esita a parlare di “offesa alle donne” e di “ennesima battuta su un dramma”. Veltroni, definisce “irresponsabili” e insensibili” le affermazioni del Cavaliere; le donne del Partito Democratico si scatenano dichiarandosi “offese”. “Volgarita inaccettabili”, rincara il numero due dei Democratici Dario Franceschini. Quattro ore dopo il presidente del Consiglio, diventato un bersaglio anche per l’Udc e l’Italia dei Valori, è costretto a tornare sulle sue affermazioni. [...]

Il 27 Gennaio 2009 alle 10:26 Stupro di Guidonia, in manette banda di romeni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] I carabinieri del comando provinciale di Roma del gruppo di Frascati hanno arrestato nella notte la banda di romeni che ha violentato nella notte tra giovedì e venerdì scorso una giovane di 21 anni, picchiando brutalmente il suo fidanzato a Guidonia, vicino a Roma. Secondo quanto si è appreso, insieme ai cinque della banda sono stati fermati anche altri romeni le cui posizioni sono al vaglio della procura di Tivoli. Nei loro confronti potrebbero scattare le accuse di favoreggiamento per aver aiutato la banda a nascondersi. “Il 58 per cento degli stupri, in Italia, è commesso da italiani, il 9 per cento da romeni. A Roma i numeri sono diversi: il 35 per cento è commesso da italiani e il 31 per cento da romeni. Questo accade perché a Roma c’è una forte concentrazione, per questo l’emergenza campi nomadi è più forte”, ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni durante la trasmissione Porta a Porta spiegando quali sono le misure che si stanno attuando su questo tema. “Il primo atto” ha detto “è stato il censimento. Poi, entro fine maggio 2009, termineremo la programmazione degli interventi che prevedono lo smantellamento dei campi abusivi, la creazione di campi attrezzati e la scolarizzazione dei bambini che, secondo i dati del censimento sono circa la metà, spesso costretti alla prostituzione”. Durante la registrazione di Porta a Porta è intervenuto anche il sindaco Alemanno in merito alla concessione degli arresti domiciliari al giovane che ha confessato di avere stuprato una ragazza durante il veglione di San Silvestro organizzato alla nuova fiera di Roma. “Un pm che non chiede gli arresti ma che accetta i domiciliari vive fuori dal mondo perché rispetto a un reato grave, 48 ore di galera e basta, è una follia” ha detto il sindaco. In situazioni del genere, per Alemanno, “così come nel caso dell’omicidio Reggiani, se non si dà l’ergastolo, ma quando di deve dare?”. Quella dei domiciliari, ribadisce “è una scelta sbagliata”. “La violenza della Fiera di Roma” ha continuato Alemanno “indica che la cultura dello sballo porta a meccanismi perversi a un legame tra piacere facile e violenza su cui bisogna lavorare molto soprattutto tra i giovani”. “I centri antiviolenza” ha spiegato “sono molto importanti per quel che accade in un contesto familiare o sociale nel quale le donne devono essere aiutate a liberarsi dalla soggezione. Negli altri casi siamo di fronte a situazioni diverse che vengono maturate in un contesto urbano di sradicamento che non va letto in senso etnico”. Il primo cittadino ha ricordato che il comune si costituirà parte civile in tutti i casi di violenze sessuali. [...]

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