
C’è anche Sua Santità, da oggi. Il 2009 è l’anno in cui un Papa si apre una finestra su YouTube. Nel giorno in cui viene diffuso il messaggio di Benedetto XVI per la 43esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il Vaticano lancia il proprio canale su YouTube, “la più grande comunità mondiale di condivisione di rete e filmati” come afferma un comunicato della Radio Vaticana diffuso oggi. Il canale offrirà brevi videonews quotidianamente aggiornate sull’attività del Papa e l’attualità vaticana, con audio e testo in inglese, spagnolo tedesco, italiano. Attualmente il canale contiene alcune videoclips di Benedetto XVI, in particolare sul Messaggio e la benedizione del giorno di Natale, sulla celebrazione della Giornata mondiale della pace il primo gennaio e sulle nuove tecnologie e comunicazioni sociali.
Che, per come le spiega il Vaticano spiega, insieme ai cellulari, al computer, allo spazio aperto di Internet “costituiscono un dono per l’umanità che viene compreso in modo particolare dai giovani”. Scrive ancora Benedetto XVI: “Dobbiamo perciò far sì che i vantaggi che esse offrono siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità, soprattutto di chi è bisognoso e vulnerabile”. “L’accessibilità di cellulari e computer” afferma inoltre il Papa “unita alla portata globale e alla capillarità di internet, ha creato una molteplicità di vie attraverso le quali è possibile inviare, in modo istantaneo, parole ed immagini ai più lontani ed isolati angoli del mondo: è, questa, chiaramente una possibilità impensabile per le precedenti generazioni”.
Attenti però. Il messaggio di Ratzinger vuole anche essere un monito sulle amicizie on-line che potrebbero banalizzare il concetto stesso di amicizia e tolga spazio a vere relazioni; il desiderio di connessione virtuale non deve diventare un’ossessione: “Sarebbe triste se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare on-line le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero”. E iifine un riferimento attualissimo al digital divide: mentre nello spazio virtuale di internet stanno sorgendo reti digitali “che possono facilitare forme di cooperazione fra i popoli” rimane alto il rischio che i nuovi strumenti di comunicazione restino appannaggio della parte più ricca del Pianeta ed escluda i Paesi poveri e più emarginati. Secondo il Santo Padre, le “reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti”.
La scelta del Vaticano di sbaracre sul sito di condivisone di video più frequentato al mondo è stata molto apprezzata e subito ripagata: quasi 200 mila giovani, stando a quanto riferito da monsignor Paul Tighe, segretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali (insomma: il ministro dele telecomunicazioni del Vaticano), hanno già inviato dagli Stati Uniti il messaggio del Papa per la 43/esima Giornata delle comunicazioni sociali, attraverso Facebook e gli altri social network, ai loro amici virtuali. Lo ha annunciato, a presentazione del messaggio ancora in corso
“Negli Stati Uniti la conferenza episcopale cattolica è presente su Facebook” ha spiegato monsignor Tighe “mentre migliaia di giovani cattolici interagiscono su un loro sito di social network che si chiama XT3.com“.
Il VIDEO del messaggio su YouTube di Papa Benedetto XVI:
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Commenti
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Il 24 Gennaio 2009 alle 11:44 Chiesa e lo sbarco online: adelante San Pietro, ma con juicio » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il mondo cattolico non resta a guardare le trasformazioni tecnologiche globali. Lo sbarco del Vaticano su YouTube è stato l’ultimo passo. Quasi l’86 per cento delle parrocchie italiane dispone di un computer: nel 70 per cento dei casi sono dotate di una connessione a internet e circa il 62 per cento ha un indirizzo di posta elettronica. Sono dati emersi nel convegno Chiesa 2.0 che apre una finestra sui luoghi in cui i fedeli si confrontano e discutono in rete. Come, per esempio, la comunità Webcattolici sulla tecnologia. Oppure piccole comunità locali che attraverso internet hanno un spazio per confrontarsi e approfondire un percorso religioso. Anzi, l’anno scorso il cardinale Camillo Ruini ha invitato le suore a navigare su internet a aprirsi un blog. Proprio sul portale delle Conferenza episcopale italiana è stato pubblicato l’orientamento ufficiale verso il web: “La Chiesa” si legge “si è spesso dichCamiiarata convinta del fatto che i mezzi di comunicazione sociale sono, come ha affermato il Concilio Vaticano II, ‘meravigliose invenzioni tecniche’ che pur facendo già molto per soddisfare le necessità umane, possono fare ancora di più”. Anzi, a preoccupare è anche la censura sul web. Monsignor Maria Celli, presidente del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali ha dichiarato: “Mi auguro che il governo cinese comprenda che con il nuovo canale YouTube del Papa si immette una presenza di certi valori e tenga conto del fatto che Benedetto XVI è un Papa rispettoso e accogliente”. [...]
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