
Il Brasile insiste e non torna indietro: a Cesare Battisti va riconosciuto lo status di rifugiato politico anche se l’Italia è uno stato di diritto con una magistratura democratica. Il Governo si prepara comunque alle contromosse, forte del pieno appoggio del Quirinale.
Soprattutto quelle legali, attraverso la strada dei ricorsi: di ogni strumento giuridico “previsto dall’ordinamento brasiliano e da quello internazionale per sostenere le ragioni poste a base della richiesta di estradizione di Battisti”. A sottolinearlo è lo stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che oggi ha ricevuto dal presidente brasiliano, Inacio Lula da Silva, la risposta alla lettera che gli aveva inviato una settimana fa, dove esprimeva senza mezzi termini “rammarico” per la concessione dello status di rifugiato politico all’ex terrorista dei Pac, condannato all’ergastolo per quattro omicidi, compiuti tra il 1977 ed il 1979.
Napolitano, che stasera ha ricevuto il ministro degli Esteri Franco Frattini con cui ha condiviso la lettera di Lula, dice così di “apprezzare” la strada dei ricorsi intrapresa dal governo Berlusconi. Ricorsi e “strade percorribili” che - fa sapere una nota della Farnesina - saranno valutati “con la massima urgenza per contribuire alla revisione del caso”.
Sui contenuti della lettera vige il riserbo. Brasilia ha fatto sapere che non ne divulgherà il contenuto, il Quirinale ne ha solo sottolineato alcuni passaggi. Tra cui quello secondo il quale Lula ha fatto riferimento alle “basi giuridiche, interne e internazionali, della decisione presa dalle competenti autorità brasiliane per il caso Battisti, nella sua specificità”. E, ancora, che Lula “ha voluto esprimere la piena considerazione del suo paese ‘per la magistratura italiana e per lo stato di diritto democratico vigente in Italia e fiducia nel carattere democratico, umanitario e legittimo’ del nostro ordinamento giuridico”. Una sottolineatura che lascerebbe intendere - secondo alcune fonti che seguono la vicenda - spazi di “manovra” per una positiva soluzione della vicenda sul fronte legale, quello cioè dei ricorsi giuridici.
Mentre sembra così, almeno per ora, allontanarsi l’ipotesi di contromosse più dure sul piano diplomatico, come il richiamo dell’ambasciatore italiano a Brasilia, Michele Valensise, gli strumenti giuridici sul tappeto sarebbero, sostanzialmente, due: la presentazione di un’istanza di ritiro della decisione, che la diplomazia italiana in Brasile dovrebbe presentare direttamente al ministro della giustizia, Tenso Genro, autore della decisione. O, in alternativa - spiegano fonti legali - un ricorso alla Corte Suprema Federale di Giustizia. Ricorso più volte ipotizzato nei giorni scorsi dal ministro Frattini, che sarebbe motivato dal fatto che la decisione sarebbe in contrasto con la Convenzione di Ginevra sui rifugiati perchè non esisterebbe nessuna motivazione politica contro Battisti.
Lula ha comunque tenuto, secondo quanto reso noto dal Quirinale, a riaffermare, nella chiusa della missiva, “i legami storici e culturali che uniscono Brasile e Italia e della volontà di rafforzare le relazioni bilaterali tra i due paesi”. Legami forti e tradizionali quindi, che dovrebbero portare il premier Silvio Berlusconi a compiere in tempi rapidi una visita ufficiale nel paese: visita, mai annunciata formalmente, che è oggi in ’stand by’. Le due diplomazie sono in attesa di vedere come si svilupperà il caso Battisti.
L’ex terrorista resta intanto un rifugiato politico per il Brasile e, nonostante sembrasse imminente la sua liberazione, al momento resta ancora in carcere in attesa della decisione della Corte Suprema, attesa per inizio febbraio con la ripresa dell’attività dopo le ferie estive. L’Italia - secondo quanto riferito da fonti di stampa brasiliane - avrebbe già presentato una petizione al Supremo Tribunale, chiedendo di essere ascoltata prima della decisione sull’eventuale scarcerazione.
Sul fronte interno, intanto, continuano le prese di posizione, con il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, che torna a commentare come “inaccettabile” la decisione” mentre Maurizio Costanzo lancia un appello agli italiani - dal palco del Maurizio Costanzo Show in onda domenica 25 su Canale5 - a inviare “cartoline postali all’ambasciata del Brasile a Roma” scrivendo “vergogna o estradate Battisti”. Anche in Brasile sono comunque in molti a non pensarla come il ministro della Giustizia verde-oro Genro. Almeno stando a quanto riporta O Estado de S. Paulo, il più autorevole quotidiano di San Paolo del Brasile, che nella sua edizione online mette in evidenza un sondaggio in cui si chiede: “Siete d’accordo sulla concessione dello status di rifugiato politico all’italiano Cesare Battisti?”
Al momento, il 71% di votanti ha risposto “no”.
- Venerdì 23 Gennaio 2009
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Commenti
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Il 24 Gennaio 2009 alle 17:12 nhico ha scritto:
L’amico Lula gli dice di no. Dove ha sbagliato il nostro Presidente?
Il 24 Gennaio 2009 alle 17:13 lapolide ha scritto:
Padova,23 gennaio 009.
“E Se……”
Dedicato a Battisti, ” ladro”
di moralità, etica, umanità.
Ancora, un altro dei miei “ E Se…”. Ma questa volta è rivolto ad un essere che di umano ha solo le sembianze. Parlo di quel delinquente, assassino, sterco dell’umanità, chiamato Battisti. E si, perché mi è venuto in mente un pensiero controcorrente, sebbene stanco di farmene venire dato il disinteresse dimostratomi dai giornali che frequento.
Supponiamo che in quella inumana vicenda trattata, si avverassero alcuni fatti; questi per esempio:
- “E se ” l’interessamento di Fini presso il Suo omonimo brasilero, andasse in porto e da quel governo alla Castro, alla Chavez, insomma di stampo tardo komunista, nella forma e maniera di quei Paesi dell’america latina pre-Obamizzati, arrivasse il benestare per l’estradizione di quel corvo nero del malaugurio, al quale sputerei volentieri in faccia vedendolo.
- “E se “ prima che scappasse dal Brasile e si eclissasse, a quel figlio di “introica” di Battisti, fosse stato possibile mettergli un paio di manette ai polsi ed uno ai piedi.
- “ E se “ la “Carlà” riuscisse a farsi, per una volta, i “mazzi” suoi, con tanto di “sorete e mammeta ” al seguito. *
- “ E se” l’ “emboraciado” Sarkozy, “in-gnoccato” fino ai capelli, per la propria moglie ( ma poi ce l’avrà orizzontale o verticale quel generoso materno alveo, Madame la Presidentesse ?.), se ne stesse zitto e pensasse alle sue “banlieue” che ne hanno tanto bisogno.
- Insomma, se quel komunistoide sessantottino, sempre odiato assassino, riuscisse ad arrivare in Italia ( cosa che ripeto, sarebbe per me una mera utopia fino a che a dar man forte ci saranno quelli del Pd) e varcasse finalmente una patria galera ben protetta e senza camorristi ( altra cosa immaginaria).
Ebbene, credereste fosse finito il bailamme ? E no. Il bello comincerebbe proprio adesso. E la Giustizia, si la giustizia, la Magistratura quella italiana, dove la mettereste ? Ricomincerebbe a vedere e rivedere i fatti, ricontrollare le carte, i documenti che col tempo sarbbero stati “sbiancheggiati” ( Consorte docet). Le associazioni “umanitarie” del Prc del Pci, dei Sindacati alla Epifani, dei no-global, dei centri sociali, insorgerebbero al punto da fare scioperi e cortei okkupando piazze, paesi e città. Quasi una guerra civile in corso d’opera pro-Landrù. I vari Pannella ricomincerebbero con i digiuni (fusse che fusse la volta bbona!) , la signora “pietas” da tre soldi, allo sbaraglio tra i massmedia. E per ultimo, ecco comparire l’avvocato di grido che “GRATUITAMENTE” (perché Rosso) lo ri-difenderebbe, richiedendo l’intervento sanatorio della Cassazione, arcobalenata.e pacifista. “Azzo”, perché vi indignate, non ci avevate pensato, prima ? Dai, non siate ipocriti….. *
E se quella Cassazione alla fine, “cassasse” ( come a Consorte), anche i reati e gli omicidi commessi dal Battisti e lo rimandasse libero e giocondo a scorrazzar sui “colli nostri, Roma ” ?
A questo punto, domandereste voi giustamente: “E il nostro Presidente della Camera, On. Fini che figura ci avrebbe fatto ” ? E noi italiani , allora ? Beh, risponderei così. Quale figura ci stanno facendo ambedue i Presidenti di Camera e Senato sulla questione Villari e la Sua Commissione Rai, revocata ? Non è come fossero intervenuti quelli della Cassazione, forse ?
Ai posteri, gente, ai posteri le ardue sentenze. Basta pazientare un po’, e a breve ci leccheremo le ferite. A Napoli direbbero. …”chiagnono e fottono”. Si consiglia di comprarsi dei boxer e degli slip di “ghisa con cerniera a tenuta.”. Non si sa mai…..
Lapolide
P.S. Ciò che ho scritto è della serie >. Sì, di mezzo ci sono le riforme condivise, il federalismo, la Giustizia, etc, etc. Ma non venitemi poi ad insegnare “ l’Imperativo Categorico” di Kant. E’ la politica ad essere “birichina”, o no ? Grazie.
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lapolide
Il 25 Gennaio 2009 alle 11:15 Battisti esclusivo: così uccideva il terrorista dei salotti buoni » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Lula sfida Napolitano: su Battisti non torniamo indietro - Per Battisti si muovono i no global mondiali [...]
Il 25 Gennaio 2009 alle 11:15 Battisti esclusivo: così uccideva il terrorista dei salotti buoni » Panorama.it - Italia ha scritto:
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