
Funghi coi vermi, farine avariate, ortaggi scaduti. Pronti a essere messi in vendita, sugli scaffali. C’è tutto questo e molto altro nella montagna di materiale sequestrato nel corso della scorsa settimana dai Nas. In quattro giorni, dal 19 al 22 gennaio, i blitz in tutta Italia dei carabineri del nucleo anti sofisticazioni hanno portato al sequestro di mille tonnellate di cibi avariati o mal conservati, dai funghi cinesi alla carne in scatola, dalle materie prime per fare il pane, fino all’acqua minerale, per un valore di quasi dieci milioni di euro.
L’operazione “Setaccio” ha portato i carabinieri ad effettuare 717 ispezioni in depositi di alimenti: più di 500 le infrazioni rilevate, 315 le persone denunciate. L’operazione, hanno spiegato gli investigatori in conferenza stampa al ministero della Salute, è stata condotta da 800 uomini dei Nas in tutta Italia che hanno chiuso 36 depositi, per un valore di dieci milioni di euro, e sequestrato un milione e 200mila confezioni di alimenti. ”Abbiamo scelto di fare i controlli subito dopo il periodo natalizio” ha spiegato il comandante dei Nas Cosimo Piccino “perché nei depositi all’ingrosso sapevamo di trovare derrate accumulate che era difficile mettere in commercio entro la data di scadenza”.
Dalle materie prime per fare il pane scadute, sequestrate a Bologna, ai funghi provenienti dalla Cina tolti dal mercato a Padova perché pieni di larve, i controlli hanno riguardato tutti i prodotti alimentari, perfino l’acqua minerale scaduta trovata in provincia di Latina. La Regione più virtuosa si è dimostrata la Sardegna, con una sola contestazione a fronte di 52 controlli, mentre al primo posto per le sanzioni si è piazzata la Sicilia, dove su 59 ispezioni sono state riscontrate 32 irregolarità, e la Campania (26 su 39). Se le regioni del Sud mostrano una maggiore concentrazione di illeciti, nemmeno Piemonte ed Emilia Romagna se la cavano bene, con la metà degli esercizi controllati trovati fuori regola. In termini di quantità, invece, i sequestri più consistenti si sono registrati in Calabria, Campania e in Veneto. ”Non ci sarà nessuna tolleranza” ha detto il sottosegretario alla Salute Francesca Martini “soprattutto in questo contesto economico così difficile, per coloro che attraverso azioni fraudolente e illegali mettono a rischio la salute dei cittadini-consumatori italiani e la credibilità del settore agroalimentare”. La Commissione europea comunque, ha ricordato il sottosegretario, ”ha promosso a pieni voti la sicurezza dell’agroalimentare italiano, designando l’Italia come il Paese più scrupoloso nel fare i controlli”.
La Cia (Confederazione italiana agricoltori) ha commentato i blitz invocando la “tolleranza zero”: “Occorrono misure drastiche per contrastare sia le importazioni di alimenti pericolosi che per debellare l’adulterazione e la truffa nell’alimentazione”.
- Martedì 27 Gennaio 2009
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