Stupro di Guidonia, in manette il branco. La folla tenta il linciaggio

arrestati gli stupratori

Svolta per lo stupro di Guidonia. I carabinieri del comando provinciale di Roma del gruppo di Frascati hanno arrestato nella notte la banda di romeni che ha violentato nella notte tra giovedì e venerdì scorso una giovane di 21 anni, picchiando brutalmente il suo fidanzato a Guidonia, vicino a Roma.
Sono tutti giovanissimi i quattro romeni fermati. Il più giovane dei quattro, tutti accusati di violenza sessuale e rapina aggravata, ha circa 20 anni e il più anziano ne ha poco più di 23. Gli altri due romeni, accusati di favoreggiamento, sono di poco più anziani. È quanto hanno spiegato durante una conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Tivoli, Luigi De Ficchy, il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Vittorio Tomasone, il comandante del gruppo di Frascati, Rosario Castello, insieme ai carabinieri hanno eseguito i fermi. Dei quattro romeni fermati per violenza e rapina due sono in Italia da poche settimane, gli altri due da più tempo: tutti erano ospiti da connazionali e non vivevano in campi nomadi, senza un lavoro e senza precedenti penali.
In un primo momento si era parlato di una banda di 5 romeni, ma secondo il procuratore di Tivoli con i sei fermati sono stati individuati tutti i componenti: “Non manca nessuno” ha detto De Ficchy, sottolineando che, per quanto riguarda gli elementi di prova raccolti attraverso pedinamenti e intercettazioni, “sono molto, molto solidi. Sarà poi la procura” ha concluso “a chiedere la convalida dei fermi e il gip a valutare gli elementi di prova”.
È stato il telefonino a portare gli investigatori sulle tracce dei quattro rumeni catturati stamattina. Infatti, proprio con il telefonino rubato alla vittima, anche se cambiando la scheda sim, uno degli stupratori ha chiamato alcuni connazionali e ha annunciato il proprio arrivo a Padova. I carabinieri hanno aspettato il gruppo che viaggiava sulla stessa auto (una Bmw) al casello di Tivoli.
“È la fine di un incubo, ringrazio i carabinieri”, ha commentato la ragazza appena appresa la notizia del fermo dei responsabili dello stupro. Ancora sconvolta per l’aggressione e la violenza subite, la ragazza in lacrime ha voluto ringraziare i carabinieri: “È fatta giustizia”. “Ora non faranno più male a nessuno, non faranno a un’altra donna quello che hanno fatto a me”, ha avuto la forza di aggiungere visibilmente scossa.
All’uscita dalla stazione dei carabinieri di Guidonia dei sei romeni fermati per lo stupro c’è stato un tentativo linciaggio da parte della folla che assedia la stazione. “Maiali, bastardi” e “Consegnatelo al padre della ragazza”: queste le grida delle decine di persone, per lo più ragazzi, che hanno tentato di aggredire uno dei romeni scortato dai carabinieri che lo hanno portato con difficolta a bordo della gazzella. Anche l’auto dei militari è stata oggetto della rabbia della folla: alcuni hanno sbattuto ombrelli contro la carrozzeria, altri hanno dato calci e pugni all’auto. Stessa scena all’uscita degli altri fermati.

Quello di Guidonia è solo uno degli ultimi casi di violenza sulle donne che si sono registrati nelle ultime settimane nella Capitale e che hanno riportato sulle prime pagine dei giornali le polemiche politiche sulla sicurezza.
“Il 58 per cento degli stupri, in Italia, è commesso da italiani, il 9 per cento da romeni. A Roma i numeri sono diversi: il 35 per cento è commesso da italiani e il 31 per cento da romeni. Questo accade perché a Roma c’è una forte concentrazione, per questo l’emergenza campi nomadi è più forte”, ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni durante la trasmissione Porta a Porta spiegando quali sono le misure che si stanno attuando su questo tema. “Il primo atto” ha detto “è stato il censimento. Poi, entro fine maggio 2009, termineremo la programmazione degli interventi che prevedono lo smantellamento dei campi abusivi, la creazione di campi attrezzati e la scolarizzazione dei bambini che, secondo i dati del censimento sono circa la metà, spesso costretti alla prostituzione”.

Al centro del dibattito sui media negli ultimi giorni la decisione di un gip di Roma di mettere agli arresti domiciliari, e non in carcere, un ragazzo di 21 anni reo confesso di aver violentato una ragazza la notte di Capodanno durante una festa in Fiera patrocinata dal Campidoglio. Durante la registrazione del programma di Bruno Vespa è intervenuto anche il sindaco Gianni Alemanno in merito: “Un pm che non chiede gli arresti ma che accetta i domiciliari vive fuori dal mondo perché rispetto a un reato grave, 48 ore di galera e basta, è una follia” ha detto il sindaco. In situazioni del genere, per Alemanno, “così come nel caso dell’omicidio Reggiani, se non si dà l’ergastolo, ma quando di deve dare?”. Quella dei domiciliari, ribadisce “è una scelta sbagliata”. “La violenza della Fiera di Roma” ha continuato Alemanno “indica che la cultura dello sballo porta a meccanismi perversi a un legame tra piacere facile e violenza su cui bisogna lavorare molto soprattutto tra i giovani”. “I centri antiviolenza” ha spiegato “sono molto importanti per quel che accade in un contesto familiare o sociale nel quale le donne devono essere aiutate a liberarsi dalla soggezione. Negli altri casi siamo di fronte a situazioni diverse che vengono maturate in un contesto urbano di sradicamento che non va letto in senso etnico”. Il primo cittadino ha ricordato che il comune si costituirà parte civile in tutti i casi di violenze sessuali.

Il VIDEO servizio:

Discutine sul FORUM: Allarme stupri in Italia: di chi è la colpa? Cosa si può fare?

Commenti

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Il 27 Gennaio 2009 alle 12:28 carlo.tosi ha scritto:

Cosa proponiamo per questi delinquenti? Cosa meritano? Come al solito dopo il gran clamore del momento, anche questa vicenda passerà in sordina ed i colpevoli verranno presto liberati, complici anche giudici ed avvocati troppo compiacenti. Liberi di ripetere ancora gesti del genere. Mentre le vittime porteranno il segno interiore dela violenza subita per sempre. Vorrei vedere se capitasse a qualche figlia o moglie dei politici o dei magistrati, quanto impiegherebbero ad usare il pugno duro. Ma questo è impossibile, loro vivono con la scorta e non devono girare per le strade come i comuni mortali.

Il 27 Gennaio 2009 alle 16:23 ppx ha scritto:

vanno puniti subito e non mandati in comunità o strutture simili, carcere (6 anni) poi spulsione - i magistrati italiani dovrebbero applicare le leggi con candanne giuste e non come fanno adesso riducendo tutto a poca cosa non tutelando quelli che hanno subito.

Il 27 Gennaio 2009 alle 18:35 Incredibile, le intercettazioni hanno permesso l’arresto degli stupratori. In che razza di Paese viviamo? | L'Olandese volante ha scritto:

[...] Accidenti, avessero aspettato qualche mese l’avrebbero fatta franca. Il branco che ha violentato a turno una ragazza e malmenato e chiuso nel bagagliaio il ragazzo è stato beccato grazie alle intercettazioni. O meglio, a causa di esse, visto che intercettare i criminali pare essere una colpa, almeno stando alle parole di un criminale prescritto. Conflitto di interessi? [...]

Il 27 Gennaio 2009 alle 19:14 fercas ha scritto:

Perchè linciarli signori miei? Meglio ma molto meglio, anzi meglissimo renderli EUNUCHI!!! Cordialità.

Il 27 Gennaio 2009 alle 19:56 fabiolo ha scritto:

Come togliere la libido a questa gente? Togliendogli i c…..in senso fisico o con la castrazione artificiale.

Il 27 Gennaio 2009 alle 21:20 harvey dent ha scritto:

Signori…voi pensate in piccolo…prendete ognuno di questi esseri, li kiudete per un anno in una camera buia dove l’unica cosa ke percepiranno sarà una tortura differente per ogni giorno…e parlo di tortura fisica e psicologica…poi prendete le famiglie, ovunque siano e le straziate davanti ai loro occhi…xk certi esseri vanno presi e distrutti, fatti a pezzi senza pietà…altro ke giustizia…in Italia, la giustizia non esiste!! Mettetevelo in testa!

Il 27 Gennaio 2009 alle 22:11 shift ha scritto:

Il problema di questi reati odiosi, che colpiscono la collettività in quanto tale, non e’ nella mancata prevenzione delle forze dell’ordine che fanno quanto possono in base agli uomini e ai mezzi posseduti, ma nel mancato impedimento da parte dei politici di questa invasione di clandestini e irregolari circolanti in tutta Italia, spinti dall’accoglienza buonista riservatagli a continuare a riversarsi da noi.

L’altra faccia del problema e’ costituita dalla Magistratura che, invece di condannarli seriamente o espellerli immediatamente senza troppe storie legali, si limita a dare buffetti burberi a costoro, oppure a facilitargli la permanenza in Italia con procedimenti senza fine che si risolvono in bolle di sapone.

Tutto ciò invece d’essere rimarcato dai cittadini italiani in modo da prendere provvedimenti e fare pressioni politiche contro i politici e i giudici, si limitano a scaricare la rabbia repressa, come nel caso di Guidonia, sui temporanei colpevoli che indubbiamente hanno le loro colpe, ma che fanno parte di tutta una massa altrettanto incontrollabile e fuori dalla nostra cultura e rispetto legale, mentre il vero problema si trova a monte ed e’ di diretta responsabilità di chi ha permesso tali invasioni e di chi amministra in malo modo la giustizia.

In pratica gli italiani agiscono come un toro nell’arena dirigendosi furiosamente contro la Muleta, il drappo rosso, che sicuramente li infastidisce e ne aumenta la furia, ma senza badare troppo ai picadores che lo sfiancano e indeboliscono dissanguandolo e al torero che alla fine lo mata, cioè uccide.

Questo significa solo che domani e’ un altro giorno e il tutto ricomincerà da capo, con altri protagonisti provvisori e altrettanto incontrollabili e forse, questa volta, inafferrabili.

La vittima ha cantato alla “giustizia e’ fatta” troppo presto perché che siano stati presi dalle forze dell’ordine non significa un bel niente, il potere adesso passa ai giudici che, come nel caso della ragazza stuprata a capodanno, hanno fatto come detto, un buffetto burbero e sotto a chi tocca, non credo che la cosa cambierà di molto nei confronti dei suoi carnefici, appena si sarà sbollita la rabbia del popolino finirà in bolle di sapone e in qualche buffetto burbero, magari per mettersi in mostra con decisioni strambe in un processo importante o seguito, vanificando del tutto il lavoro delle forze dell’ordine e della Giustizia con la G maiuscola.

Naturalmente i politici grideranno come galline spennate vive, approfittando della mancata giustizia e cercando di far dimenticare le loro responsabilità nell’aver introdotto e mantenuto in Italia masse di barbari invasori, senza tentare alcunché per cacciarli rapidamente.

In pratica ciascuno di costoro tirerà l’acqua al suo mulino, uscendone puliti e netti e continuando tranquillamente sulla stessa strada di prima.

Quindi, cari italiani, ci vediamo alla prossima, girando in tondo come i cani che tentano di mordersi la coda, o come quel toro da corrida che non se la prende con i veri colpevoli, ma con lo straccio rosso che gli fanno ballare davanti agli occhi.

P.S. – in quanto allo “spiritoso” lettore che tenta d’accreditare le intercettazioni o di condannare chi non le permette, prendendo ad esempio l’intercettazione che ha permesso di catturare i colpevoli, legga meglio l’articolo del giornalista, si parla del telefonino sottratto alla vittima, quindi perfettamente legale intercettarlo.

Il 29 Gennaio 2009 alle 11:29 adelina24 ha scritto:

Sono d’accordo con mandare i rumeni in Romania a scontare la pena come hanno detto.Basta con queste merde che devono essere chiuse a vita (senza lesare le persone oneste visto che anch’io sono rumena).Niente e nessuno potrà togliere il male fatto alla ragazza che sta vivendo un incubo,spero solo che una volta arrivati in Romania e prenderanno minimo 20 anni subiscono per tutti questi anni le violenze fisiche e psicologice che aspettano a tutti i stupratori e i pedofili nele nostre carcere e spero che sia cosi dura da pentirsi di essere nati.Gli italiani hanno ragione ad essere arrabiati e dico a tutti gli rumeni onesti che magari sono insultati ingiustamente che non bisogna pensare a come ci sentiamo noi ma a come si sente la ragazza che sta verramente male.Bisogna stare zitti e subire gli insulti almeno fin che le cose non si mettono a posto.

Il 29 Gennaio 2009 alle 19:22 Violenza di Guidonia, i blogger romeni: “Castrare i colpevoli” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] In seguito alla violenza sessuale di Guidonia, che ha visto coinvolti sei cittadini romeni, la tv privata romena Realitatea ha rivolto agli utenti sul proprio sito, sotto il titolo “Delinquenti con passaporto romeno”, la domanda “che misure dovrebbe prendere lo Stato romeno contro gli stupratori e ladri all’estero?”. Durissime nella stragrande maggioranza le risposte dei bloggers contro quei criminali che danneggiano l’immagine della Romania all’estero. Alcuni accolgono favorevolmente la proposta del ministro Roberto Calderoli di una castrazione chimica per gli stupratori, altri auspicano i lavori forzati. [...]

Il 2 Febbraio 2009 alle 13:45 La nostra Nazione. | Don Zauker ha scritto:

[...] Panorama.it [...]

Il 10 Febbraio 2009 alle 20:09 La Rete anti stupro: nasce il portale ZeroViolenzaDonne » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Non sono casi isolati ma episodi da enumerare in un’amara cronologia senza fine. Così dopo lo stupro di Guidonia con il branco assalito dalla folla e tanto sdegno, sono seguite ennesime violenze su donne, narrate dalla cronaca recente con il tono forse più spento che contraddistingue la routine, da Brescia a Frosinone, da Milano a Ragusa. E proprio in questi giorni, dal 6 febbraio, decolla on line un nuovo portale, che già dal nome è emblematico ZeroViolenzaDonne.it, un progetto di informazione al servizio delle donne che giunge quanto mai propizio. Partendo da una rassegna stampa quotidiana che tocca ogni forma di violenza sulle donne, fisica o psicologica, limitazioni giuridiche o culturali, si diramano varie sezioni aggiornate settimanalmente, dalle statistiche alle analisi sulle normative in materia di diritti “rosa”, dall’editoriale, che ha una funzione di osservazione su come viene trattato il tema dello stupro, allo spazio dedicato ai Centri antiviolenza. Dietro al portale c’è un manipolo di donne attive, spesso professioniste, che si rivolgono ad altre donne. “È fondamentale che prendano consapevolezza dei loro diritti” dice Monica Pepe, ideatrice del progetto. “Per questo è importante informarle delle leggi che esistono, dei diritti che hanno in materia di lavoro, previdenza, violenza subita…”. Sotto la sezione “Diritti delle donne”, infatti, l’avvocato Barbara Spinelli ora parla della nuova legge all’esame del Senato che introduce il reato di stalking. E scrive: “Entrerà in vigore già dal giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un segnale forte”. [...]

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