Cesare Battisti: “I servizi francesi mi consigliarono di fuggire”

battisti
Cesare Battisti, l’ex terrorista scrittore a cui il ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro ha concesso lo status di rifugiato politico scatenando una crisi senza precedenti tra Italia e Brasile ha concesso al settimanale brasiliano Istoé un’intervista esclusiva. Riportiamo qui stralci dell’ampia intervista tra Battisti e Istoé che inizia con la domanda se Battisti tema che il Brasile torni sui suoi passi tramite il Supremo Tribunale Federale che si pronuncerà nei prossimi giorni sul suo caso. “No”, risponde Battisti, “la decisione di Genro è ben fondata, ha analizzato tutti i documenti e non è stata una lettura superficiale”. Poi Istoé chiede a Battisti di Pietro Mutti, un suo vecchio compagno dei PAC intervistato sul numero scorso da Panorama nel reportage di Amadori e delle accuse che lui ha confermato a questo giornale. “Io non ho ucciso nessuno, né il gioiellere né il poliziotto. È fuori dal mondo. All’epoca di questi omicidi non ero più membro dei Pac”, si difende Battisti. Istoé poi chiede se ha spiegato queste cose ad Alberto Torregiani, che oggi a causa è costretto su una sedia a rotelle, figlio Del gioiellere ucciso dai Pac e che molto si sta battendo per la sua estradizione. Battisti risponde: “è lamentevole ciò che sta facendo Torregiani. Lui sa che non c’entro nulla. Ho già scambiato molte lettere com lui. Una corrispondenza di amicizia, sincerità e rispetto. Ma Alberto Torregiani soffre la pressione del governo italiano perché, dopo tanti anni di lotte è riuscito ad ottenere una pensione come vittima del terrorismo. Dal 2004 e il governo italiano sta facendo su di lui pressioni perché potrebbe togliergliela”. Poi Istoé torna su Mutti, sottolineando la stranezza della sua intervista a Panorama dopo anni di silenzio e Battisti risponde “Mutti ha ripetuto parola per parola ciò che disse ad Armando Spataro nel 1981 e, come tanti altri “pentiti” aveva parlato sotto tortura”. Alla domanda del settimanale brasiliano che però l’Italia non era una dittatura bensì una democrazia Battisti risponde che “sì c’era una democrazia ma con la mafia al potere. Avevamo un primo ministro che restò per decenni al potere e che è stato condannato per essere mafioso. Sto parlando di Giulio Andreotti. C’erano anche i fascisti che non sono mai stati allontanati dal potere e che oggi, sfortunatamente, sono ritornati”. Su Maria Cecilia B. (Istoé inserisce nella risposta dell’ex terrorista scrittore il cognome depennato da Panorama nel reportage di Amadori) Battisti sostiene che “non è mai stata la mia fidanzata, è stata una collaboratrice di giustizia. Era ciò che in gergo si definiva una collaboratrice secondaria e che confermava dettagli per sostenere l’accusa”. Perché ha tardato 16 anni per dire che non ha ucciso nessuno? chiede ancora Istoé. “Perché gli altri che hanno confessato avevano detto che avevano ucciso davvero. Se io mi fossi difeso mi sarei differenziato aprendo una breccia nella Dottrina Mitterand, che imponeva la stessa difesa per tutti… Ho obbedito a questa regola di condotta e in nessuna fase di questo processo ho rivendicato la mia innocenza. Ho fatto un documentario sugli anni di piombo e questa è la causa della vendetta dei poderosi politici italiani”.
Battisti rivela anche che furono i servizi segreti francesi a consigliargli di fuggire in Brasile e a fornirgli il passaporto falso intestato a un “signor Ferrari” con il quale raggiunse prima la Spagna e poi Rio de Janeiro. “Erano persone dei servizi segreti, l’idea della mia partenza per il Brasile è stata di un loro agente”, afferma. “Nell’ufficio dei miei avvocati, questa persona mi disse che l’Italia stava facendo pressioni per quello che avevo scritto nei miei libri”. Così, secondo l’ex terrorista, “una settimana dopo hanno mandato un individuo a consegnarmi un passaporto italiano con la mia foto e i miei dati”. Battisti racconta inoltre il suo viaggio verso il Brasile: “Sono andato in macchina fino in Spagna e poi in Portogallo, e da Lisbona sono andato sull’isola di Madera, quindi in nave alle Canarie dove ho preso un aereo per Capo Verde e da lì per Fortaleza. “Io non sono mai stato militante in nessuna organizzazione militare”, ribadisce Battisti, “né nel Fronte Ampio (organizzazione insurrezionale brasiliana sorta ai tempi del regime militare; ndr) né nei Pac, da cui uscii nel maggio 1978, dopo la morte di Aldo Moro”.


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Commenti

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Il 29 Gennaio 2009 alle 16:26 vincenzoaliascontadino ha scritto:

CHE STRANA ALLEANZA QUESTA UNIONE EUROPEA, peggio andar di notte come si vuol dire o di quella di Annan e dell’attuale che si preoccupa della cannonata, forse per orrore o vera, mente di certo v’erano infiltrati di hamas che sparavano! appare evidente che per gli immigrati deve correre l’Italia da Gheddafi e per Battisti un terrorista europeo che poteva e potrebbero oggi, colpire chiunque, ora per Battisti solista assassino, si tirano fuori! Quando una Forza Rapida d’Incursori UE? A quando UNITI e non come l’Unione Sovietica? Unione sì, ma non solo di facciata, come il bilateralismo Chiraq - Shroedher, mentre tolleravano questi assassini ospitandoli o peggio zampettine a farli fuggire in Brasile? vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.

Il 29 Gennaio 2009 alle 20:34 vincenzoaliascontadino ha scritto:

ALCUNI SOLONI KOMPAGNUZZI AFFERMANO CHE LULA E’ DEMOCRATICO PERCHE’ ELETTO…
Così parlò Bellavista alias er Baffino D’Alema di Hamas e guarda che danni al Paese di oltre un miliardo di euro e costosissimi missili lanciati su case di Ebrei! Voi avete visto qualche Democratico spedire missili milionari verso la Svizzera o facendo tunnel sotto il Vaticano? Eletti sì, ma con minaccia di Katiuska, kalashnikov, qassam, grad costosissimi! No, cari amici, questi erano e restano Comunisti con in testa, solo ODIO! Provare per credere andate in Cina, Cuba o a Mosca provate a fare un girotondo anche quelle del Grillo o Schiavettones er petrus!
Direi che una mentina, Scaramella al polonio 210 non ve la toglie nessuno!
vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.

Il 29 Gennaio 2009 alle 21:45 fercas ha scritto:

E’ semplicemente vergognoso! Italia fatti sentire e, per iniziare, non giocare l’amichevole visto che, proprio di amichevole Lula e soci nulla hanno! Cordialità.

Il 29 Gennaio 2009 alle 22:55 massimo_pattumelli ha scritto:

Il Brasile, un paese dove uno Stato Democratico diviene uno stato canaglia e un pluriomicida un eroe perseguitato. Proporrei uno slogan a tutti gli Italiani in cerca di mete esotiche per le vacanze o di affari: “Brasile? No, grazie”
Massimo Pattumelli

Il 30 Gennaio 2009 alle 10:03 » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] shift su Passa alla Camera il ddl anti-Stalking, pene da 4 a 6 anni massimo_pattumelli su Cesare Battisti: “I servizi francesi mi consigliarono di fuggire”fercas su Cesare Battisti: “I servizi francesi mi consigliarono di fuggire”fercas su Arrestato l’inventore dei semafori “intelligenti”vincenzoaliascontadino su Cesare Battisti: “I servizi francesi mi consigliarono di fuggire” [...]

Il 30 Gennaio 2009 alle 10:04 Latitanti italiani: Battisti e i suoi fratelli » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Cesare Battisti, i servizi segreti francesi mi consigliarono di fuggire [...]

Il 7 Febbraio 2009 alle 6:14 pietro berti ha scritto:

GIUSTIZIA NEGATA
In merito alle recenti vicende inerenti al terrorista pluriomicida Cesare Battisti giudicato colpevole con sentenza definitiva > [fonte Libero del 22.01.2008 in http://www.libero-news.it/adnk.....view/41157 ] . Egli è recentemente fuggito in Brasile dal cui Governo ha richiesto ed ottenuto l’asilo politico. Colui il quale ha materialmente riconosciuto tale status al sig. Cesare Battisti è stato il Ministro della Giustizia brasiliano sig. Tarso Genro. Tutto ciò premesso, oltretutto, deve essere tenuto presente anche l’autorevolissimo parere per la sua passata esperienza vissuta “nel panorama della delinquenza eversiva” del sig. Toni Negri , che, interpellato sulle reazioni dell’Italia in relazione al caso Battisti, ha detto alla stampa brasiliana che l’Italia vuole aggredire un paese più debole, cioè il Brasile, per coprire un’umiliazione subìta nell’ottobre del 2008 dal Presidente francese N. Sarkozy che ha negato l’estradizione in Italia per ragioni di salute all’ex BR Marina Petrella e esprime totale accordo sulla concessione di status di rifugiato politico al Battisti. Immediatamente sono arrivate dichiarazioni da parte del fior fiore della numerosa comunità dei rifugiati politici degli anni di piombo a cominciare da Achille Lollo e Pietro Mancini. Inoltre, L. Pessina sostiene infine che in Italia >. Tale atteggiamento di prospettiva pare a chi scrive inaccettabile, immorale, irrispettoso nei confronti di chi ha subìto la perdita dei propri cari. Anche nel loro nome noi siamo fermamente convinti che si debbano utilizzare tutte le metodologie di uno stato democratico di diritto per far in modo che, per questi pluriomicidi, si attuino le procedure di richiesta di estradizione e che finalmente sia fatta giustizia. Dulcis in fundo il Sig. Renato Curcio si lamenta di dover lavorare ancora per parecchi anni in quanto l’INPS non è intenzionata a dargli la pensione. E , continuando, la figlia del povero sindacalista CGIL dell’Italsider di Genova iscritto al PC Guido Rossa, Sabina, deputato PD, ribadisce che le minacce a Ichino dimostrano che certi pericoli possono tornare.
Alla luce di tutto quanto sopra esposto, oltre a tutti i mezzi giuridici in possesso dello Stato di diritto, accogliamo con plauso l’iniziativa del Ministro Frattini - che riteniamo opportuna – di richiamare l’Ambasciatore italiano in Brasile, per consultazioni, e proponiamo anche l’espulsione dell’Ambasciatore brasiliano dall’Italia con avvertimento che in caso di eventuale persistenza del rifiuto di estradizione del terrorista si verificherà la conseguente ed inevitabile rottura dei rapporti diplomatici e commerciali con il Brasile. A rafforzare questa nostra tesi vi è un ulteriore aspetto inquietante che rende inqualificabile ed ingiustificabile il Governo brasiliano ed i suoi rappresentanti. Questo atteggiamento consiste nel fatto che Lula e soci rifiutano l’estradizione perché ritengono che Battisti una volta ritornato in Italia sarebbe soggetto a incredibili persecuzioni politiche. Tutto questo lascia molto perplessi in quanto non possiamo certo dire che l’Italia non sia un’avanzata democrazia e che altrettanto non sia rispettosa dei diritti umani. Pietro Berti (Imola - BO)

Il 12 Febbraio 2009 alle 18:50 Il fratello di Battisti: “Chiedo a Napolitano la grazia per Cesare” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Cesare Battisti, così uccideva il terrorista dei salotti buoni- Battisti: “I servizi segreti francesi mi consigliarono di fuggire” [...]

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