Passa alla Camera il ddl anti-Stalking, pene da 4 a 6 anni

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Tutta la Camera (salvo rare eccezioni) d’accordo: lo stalking é un reato da punire con pene piú severe. Stalking, ossia persecuzione, pedinamento, ossessione. Quegli atteggiamenti insomma, tenuti da chi affligge un’altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola e generando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianitá. I casi sono migliaia, dalle stupidaggini tipo sms ossessivi alle vere e proprie persecuzioni che spesso sfociano in casi da cronaca nera (il 5% degli omicidi é preceduto da atti di questo tipo). E’ proprio per evitare di arrivare a quel punto e dare la possibilitá alle forze dell’ordine di intervenire prima, che è stato necessario arrivare a una legge. Il ministro Mara Carfagna incassa così un successo personale su un tema su cui la convergenza con l’opposizione è stata totale. 379 i voti a favore, 3 astenuti e 2 contrari. ”Votiamo sì non per l’emozione suscitata dagli atroci recenti fatti, ma perché è una legge attesa che colma una grave lacuna.” ha spiegato l’ex ministro delle Pari opportunitá Barbara Pollastrini, del Pd “Tuttavia non possiamo accontentarci” ha aggiunto “Non rinunciamo a traguardi piú ambiziosi”.
Il testo approvato alla Camera con gli emendamenti introduce pene severe per i molestatori: Chiunque minacci o compia atti persecutori nei confronti di qualcuno rischia il carcere fino a quattro anni. Se poi a molestare è il coniuge (anche separato o divorziato), il convivente o il fidanzato e se la molestia ad oggetto una donna incinta la detenzione puó durare fino a sei anni. Nel codice penale, se il ddl proseguirá il suo cammino al Senato, lo stalking sará inserito nell’articolo 612-bis, con il nome di “Atti persecutori”. Per le vittime di stalking sará istituito un numero verde nazionale per fornire una prima assistenza psicologica e giuridica e per indirizzarle presso gli sportelli allestito nelle questure.
Protagoniste in Parlamento, senza distinzioni di parte, le donne: dalla ministra Carfagna alla relatrice Giulia Bongiorno, da Pina Picierno, ministro ombra delle politiche giovanili del Pd, ad Alessandra Mussolini che ha chiesto e ottenuto l’aggravante per le molestie alle donne incinte. E Carolina Lussana, della Lega, dice che ora il parlamento deve pensare a ”rendere ancora piú incisivo il contrasto alla violenza sessuale”. Gli unici due no al ddl sono venuti dal piccolo gruppo dei Liberaldemocratici (centrodestra) il cui presidente Daniela Melchiorre ha così commentato: “Si tratta di un provvedimento illiberale perché lascia al magistrato una eccessiva discrezionalià e introduce delle pene che non sono proporzionate rispetto al fatto che costituisce reato. Non avevamo bisogno di una nuova norma, ma si sarebbe dovuto invece lavorare affinché le norme già contenute nel nostro codice penale potessero trovare una piú puntuale e corretta applicazione”.

Commenti

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Il 30 Gennaio 2009 alle 2:43 shift ha scritto:

Non sono per niente d’accordo con il tipo di pena scelta per il cosiddetto stalking.

Hanno perfettamente ragione i liberal democratici, la pena e’ eccessiva per il tipo di reato, soprattutto si da troppa discrezionalita’ ai giudici su una materia cosi’ poco chiara da determinare.

Dare dai 4 ai 6 anni per un reato che sara’ anche fastidioso ma non comparabile ad una violenza sessuale o ad un furto, c’e’ troppa sproporzione tra questi ed altri reati.

Pene da un minimo di un anno ad un massimo di due anni erano piu’ congrue.

In questo modo si alterano i valori tra le varie pene e i vari reati, rendendo ridicolo tutto il sistema dei delitti e delle pene del nostro paese.

Qui si rischia di mandare in galera che non ha combinato grandi danni e lasciare andare a spasso chi di danni ne combina di ben piu’ gravi.

Il 30 Gennaio 2009 alle 11:22 Kagliostro » Blog Archive » Facci fare un paio di risate ha scritto:

[...] Io non ho capito perché si incaxxano tutti quando Di Pietro parla. Soprattutto non lo capisco quando il dibattito politico potrebbe incentrarsi su “cose concrete” (come la legge sulle intercettazioni o quella sullo stalking, sui provvedimenti anti-crisi o sulle partite manipolate dall’Inter che tanti danni causano all’Italia e alla mia salute ), 3/4 del telegiornale devono essere riservati a ’sto rincojonito di Di Pietro. [...]

Il 30 Gennaio 2009 alle 21:22 vincenzo.m. ha scritto:

LA NATURA DELLO STALKING.

Ogni giorno, anzi giorno dopo giorno, dolci e amabili ragazze gareggiano per posare discinte con l’intento di conquistare uno spazio: spazio che finisce per essere allocato in modo tale da poter essere persistentemente visto da tutti. Non si allude esclusivamente ai calendari o a quelle trasmissioni di alta levatura culturale o abissalmente penose che vengono quotidianamente elargite con insistenza.
Lo spazio di cui sopra potrebbe essere identificato in un cartellone pubblicitario, una volta posizionato è sempre lì, insistentemente presente e posto in modo che non sia possibile evitarne la vista.
Vuoi vedere che anche questa tipologia di persistenza, studiata e scientificamente preparata, possa essere assimilita a stalking?.
O forse non lo è in quanto le ragazze che vi appaiono non esistono e sono solo il frutto di una elaborazione fotografica?

E nel caso di un politico, il quale avesse perso la fiducia e verso il quale dovessero convergere le richieste di dimissioni, che tuttavia decidesse di restare, questo politico non farebbe azione di stalking restando dove si trova?.

Lo stalking ha valore e natura esclusivamente sessuale?.

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