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Le intercettazioni telefoniche costano molto, ma sono strumenti di indagine essenziali. Lo ha detto il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. “Sono strumenti utili per il contrasto a diversi fenomeni criminali e ancora di più necessari per le indagini sulla criminalità organizzata o finalizzate alla cattura di latitanti, in un periodo storico in cui il contributo dei collaboratori di giustizia è estremamente ridotto. L’auspicio è che siano reperite risorse adeguate a un servizio più efficiente”.
Nel suo intervento il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ha spiegato che le riforme del processo penale a cui il governo sta lavorando avranno, tra l’altro, come obiettivo quello di porre un freno a una “gogna mediatica” che danneggia la dignità della persona. “Stiamo lavorando ad un diritto processuale autenticamente giusto, rispettoso al contempo delle esigenze investigative e della dignità della persona, soprattutto se estranea all’investigazione e, tuttavia, coinvolta in quella che troppo spesso diventa una gogna mediatica tanto invincibile quanto insopportabile”.
Nel suo discorso il Guardasigilli ha messo anche l’accento sulle polemiche circa i rapporti tra politica e magistratura, sottolineando che “esse suscitano l’interesse degli addetti ai lavori, ma non sempre coinvolgono quel popolo italiano nel cui nome ogni giorno, tra mille difficoltà che nessuno intende negare”. Secondo il ministro della Giustizia, inoltre, “vi è un nemico non convenzionale e occulto della giustizia: è la rassegnazione all’inefficienza, alle polemiche e allo status quo”. L’obiettivo dell’azione del governo a riguardo, ha spiegato Alfano, cui devono contribuire tutti gli attori del mondo della giustizia “facendo gioco di squadra è quello di ridare con urgenza dignità alla giustizia civile” che per troppo tempo è rimasta “la sorella povera del sistema giudiziario”.
Anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ha parlato della riforma della giustizia, sottolineando che deve essere “praticabile e condivisa. Quella che stiamo vivendo è una fase interessante per affrontare le riforme necessarie nel settore giustizia, come Lei, con grande equilibrio e riconosciuto senso delle istituzioni, puntalmente sottolinea auspicando capacità di ascolto e di dialogo fra le forze politiche e la magistratura” ha detto rivolgendosi al presidente Napolitano. Il Csm, aggiunge Mancino “è pronto a fare la sua parte, a dare il suo contributo”.
Il primo presidente Vincenzo Carbone ha sottolineato che in Italia i processi del settore civile avvengono a una velocità che ci pone - nella graduatoria dell’efficienza giudiziaria - al posto numero 156 (su un totale di 181 Paesi), attestandoci così dopo Stati come l’Angola, il Gabon, la Guinea e Sao Tomè. I dati sono tratti da un rapporto della Banca Mondiale. “Non possiamo andare avanti così”, ha aggiunto Carbone. “La crisi della giustizia ha conseguenze che vanno ben al di là dei costi e degli sprechi di un servizio inefficienti e si estendono alla fiducia dei cittadini, alla credibilità delle istituzioni democratiche, allo sviluppo e alla competitività del Paese. La crisi di fiducia da parte dei cittadini è la conseguenza più dolorosa dei dati appena esposti e l’incoraggiamento più forte a lavorare per modificarli”.
Al Palazzo di giustizia di Roma sono presenti, oltre al presidente Napolitano e al ministro Alfano, i presidenti di Senato e Camera Schifani e Fini, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta, i ministri degli Esteri Franco Frattini, della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, della Semplificazione legislativa Roberto Calderoli, il ministro ombra del Pd per la Giustizia Lanfranco Tenaglia, i vertici delle forze dell’ordine e militari.
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Il 1 Febbraio 2009 alle 12:00 Caso Genchi: nella rete di Interceptor » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Le toghe rilanciano: le intercettazioni sono fondamentali e partecipa al FORUM: “Silvio, sbrigati a vietare le intercettazioni telefoniche!” [...]
Il 17 Febbraio 2009 alle 12:36 Fino a 3 anni di carcere a chi pubblica intercettazioni da distruggere » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Primo via libera al ddl sulle intercettazioni. La commissione Giustizia della Camera ha completato l’esame di tutti gli articoli e gli emendamenti del provvedimento calendarizzato per l’Aula per la prossima settimana. Martedì ci sarà il parere delle altre commissioni competenti, tra l’altro la Cultura e la Bilancio, per poi passare al voto del mandato al relatore, l’azzurro Enrico Costa. Tra le novità approvate oggi, l’introduzione del carcere da 1 a 3 anni per i giornalisti che pubblicano intercettazioni per le quali è stata ordinata la distruzione e quelle “espunte” perchè riguardanti persone estranee ai fatti. Un giro di vite che ha l’obiettivo, si spiega dal centrodestra, anche di bloccare la pubblicazione di conversazioni ‘gossip’ che nulla hanno a che vedere con il processo. Vengono previste multe salate per gli editori, che rischiano di dover pagare fino a 370mila euro se i loro giornali pubblicano intercettazioni riguardanti la fase preliminare delle indagini e quindi secretate e un ‘tettò alle spese di ogni singola procura per le intercettazioni che verrà stabilito annualmente con un decreto del ministro della Giustizia. Pd e Idv vanno all’attacco di un provvedimento che hanno più volte definito “ammazza-indagini”. [...]
Il 12 Giugno 2009 alle 11:10 Intercettazioni, sì della Camera e momenti di democratica bagarre » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sì della Camera al disegno di legge in materia di intercettazioni, dopo che il governo ha ottenuto la fiducia. Il testo ora passa al Senato. I voti a favore sono stati 318, 224 quelli contrari. Un deputato si è astenuto. Chiesto dall’opposizione, lo scrutinio segreto con cui è passato il ddl intercettazioni sembra aver regalato 21 voti in più alla maggioranza. Almeno questo dicono i numeri sulle presenze nell’aula di Montecitorio. I conti sono presto fatti alla luce dei numeri che si leggono sui tabulati: il provvedimento è passato con 318 voti a favore e 224 contrari. Un solo astenuto (l’Svp aveva annunciato questa intenzione). Al momento del voto nell’emiciclo erano presenti: 188 deputati Pd, 27 Udc e 25 Idv per un totale di 240 parlamentari. Undici i deputati del gruppo misto, 5 schierati con la maggioranza e 5 con l’opposizione. [...]
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