Braccianti agricoli
È successo di nuovo. Come a Guidonia. Cinque romeni sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria dai carabinieri a Cassano allo Ionio con l’accusa di violenza sessuale di gruppo su di una donna romena di 21 anni. Le persone raggiunte dai provvedimenti sono Maricel Munteanu (33 anni), Vasile Muresan (21), Varel Muresan (33) Paul Cristian Tanaven (21) e Tiberiu Calin Lacutus (20): tutti celibi e occupati come braccianti agricoli in un’azienda della zona, sono stati fermati dai militari mentre si apprestavano a lasciare la zona per trasferirsi altrove. La vittima è sposata e madre di un bimbo che attualmente è in Romania: ha denunciato le violenze subite fornendo ai militari indicazioni sulle cinque persone che, a turno, avevano abusato di lei all’interno della sua abitazione, nella zona della stazione di Sibari. La donna, accompagnata dal marito, ha dato delle indicazioni precise ai carabinieri anche su particolari tatuaggi che hanno trovato riscontro nel corso delle verifiche effettuate nei confronti dei cinque romeni.
Sono circa duecento i cittadini romeni, come la giovane donna violentata dal branco di connazionali, domiciliati a Cassano allo Jonio e distribuiti nelle frazioni di Lauropoli, Doria e Sibari. Diverse decine, invece, quelli che svolgono lavori occasionali e si spostano secondo il periodo in altre zone della Calabria e del meridione. Quelli domiciliati nella zona della Sibaritide lavorano in particolare nel settore dell’agricoltura, dell’edilizia e dei servizi alle persone. Quasi tutti i lavoratori romeni provengono dalle zone piu’ povere della Romania, Botosani, Bucarest, Jasi, Cluj e Alba. Di queste ultime due città sono originari quattro dei cinque fermati. Nella zona di Sibari, dove soprattutto nel periodo invernale c’è un patrimonio immobiliare che rimane sfitto, si concentrano molti dei lavoratori stagionali che svolgono la loro attività nelle aziende agricole.
- Sabato 31 Gennaio 2009

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Commenti
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Il 31 Gennaio 2009 alle 15:56 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Considerare la collera.
Una ragazza romena di 21 ha subito un nuovo caso di violenza sessuale di gruppo da parte di connazionali ed intanto degli stupratori di Guidonia 2 sono stati scarcerati perché incensurati.E’ mai possibile che dietro questa immoralità troviamo troppo spesso cittadini romeni come si fosse innanzi a Vandali. Prima o poi, potrebbe accadere che la rabbia e l’insicurezza potrebbe mescolare le idee a tal punto di confondere gli onesti agli ingiusti.
Il 31 Gennaio 2009 alle 16:36 carlo.tosi ha scritto:
Ed i radicali brontolano se in carcere queste “bestie” ricevono qualche sberla??? Dovrebbero lasciar fare finchè non hanno più un ossicino intero, solo questo meritano. Dato che loro non hanno alcun rispetto per la vita altrui, non meritano rispetto. E dato che che la “legge” ufficiale è incapace di presentare il conto, se c’è chi fa loro pagare molto caro per quello che hanno fatto, ben venga. Non si lamente nessuno anzi, tranne qualche buonista benpensante.
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