Caso Genchi: nella rete di Interceptor

genchi8951

LEGGI ANCHE: Le toghe rilanciano: le intercettazioni sono fondamentali e partecipa al FORUM: “Silvio, sbrigati a vietare le intercettazioni telefoniche!”

Commenti

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Il 1 Febbraio 2009 alle 13:12 nhico ha scritto:

Su “ il Giornale. it” il 10.06.08 alle ore 9:01 scrivevo: La magistratura è ancora convinta di potere contare più del parlamento italiano. Di continuare ad amministrare la giustizia secondo i suoi tempi e le sue ideologie e di imporre i suoi desiderata al popolo italiano. E da dentro la sua torre d’avorio, sfogliando il ricco ventaglio dei suoi privilegi, dà la colpa della sua inefficienza, dei ritardi non più digeribili, degli errori madornali che sempre più spesso commette, al governo. A quel governo, di destra o di sinistra, che sempre ricatta e ammonisce tutte le volte che non accoglie le sue richieste. Ma i tempi sono cambiati e l’Anm e il CSM devono capire che l’Italia non può continuare ad essere intercettata sempre e comunque. Non solo per gli eccessivi costi, ma perché è anche anticostituzionale. Con le intercettazioni a tappeto, infatti, ciascuno di noi viene indagato non sull’ipotesi di un possibile reato commesso, ma a prescindere. La pesca a strascico deve finire. Invece, le intercettazioni a macchia d’olio si sono allargate fino a mettere sotto ascolto le più alte istituzioni. Perché? Semplice. I magistrati sono viziati, strapagati e senza responsabilità, ma pensarli soltanto come una casta di parassiti è riduttivo. La magistratura è un organismo infetto, i cui anticorpi non riescono a frenare l’avanzamento della malattia. E prima i politici, tutti i politici, se ne renderanno conto e meglio è. Per neutralizzare quest’arma letale che sta, forse anche con un pizzico di consapevolezza, portando la società a cominciare a pensare di farsi giustizia da sola. Una regressione che va scongiurata, pena il caos.

Il 3 Febbraio 2009 alle 0:04 100spiare ha scritto:

Caso Genchi: nella rete di Interceptor…

Può lo Stato essere messo sotto controllo? Eccome se può. Il ministero degli Esteri, per esempio: due utenze sottoposte a monitoraggio del traffico. Attività produttive: un’utenza. Trasporti: un’utenza. Comunicazioni: un’utenza. Difesa: due ut…

Il 4 Febbraio 2009 alle 14:14 Intercettazioni: Napolitano non firmi la legge » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “E’ a dir poco sgradevole il fatto che ancora una volta il signor Di Pietro stia cercando di intimidire il Capo dello Stato, o comunque di trascinarlo impropriamente nell’arena politica” ha detto Daniele Capezzone, Pdl, portavoce di Forza Italia, commentando l’invito alla riflessione rivolto dal leader dell’Idv al Capo dello stato. Sullo stesso tema è intervenuto stamattina il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di un’intervista a Youdem, la tv del Partito Democratico, sostenendo che “è giusto impedire ai giudici la cosiddetta ‘pesca a strascico’ e limitare il ricorso a questo strumento”. ‘Ad un magistrato - ha spiegato La Russa - è ora consentito di fare pesca a strascico, cioédi dire ‘io ho l’impressione che lì ci sia un reato ed allora mettiamo sotto intercettazione tutti i telefoni di tutte le persone che hanno contatti con questo ambiente e lasciamoli lì un anno per vedere cosa viene fuori’. Noi invece  pensiamo che sia giusto dire ‘io ho indizi che lì’ ci sia la possibilità di un reato, quelle persone sono indiziate, per un breve periodo di tempo intercettiamole’’. Il ministro ha poi sottolineato che ‘’la posizione di An, secondo cui, a fronte di un abuso delle intercettazioni, non fosse necessario toglierle come strumento di indagine, alla fine è stata ascoltata’’. LEGGI ANCHE: Intercettazioni, Berlusconi chiede una stretta - Caso Genchi, nella rete di Interceptor e partecipa al FORUM [...]

Il 25 Marzo 2009 alle 17:03 Tredici milioni di utenze telefoniche nell’archivio di Genchi » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nell’archivio di Gioacchino Genchi, il consulente dell’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris (sospeso in questi giorni dalla Polizia), i carabinieri del Ros avrebbero individuato 13 milioni di intestatari di utenze telefoniche, le cosiddette “anagrafiche”. Tra il materiale sequestrato nel corso delle recenti perquisizioni disposte dalla procura di Roma nell’ufficio di Genchi a Palermo, attualmente al vaglio degli investigatori, anche dati relativi a un milione e 160 mila persone ricavati delle anagrafi di Palermo, di Mazara del Vallo e di alcuni comuni calabresi ancora in corso di identificazione che sarebbero state letteralmente copiate, forse per consentire al consulente di effettuare dei collegamenti con gli intestatari delle utenze telefoniche. Il totale dei tabulati acquisiti da Genchi ammonterebbe, infine, a 350 milioni di righe di traffico telefonico, ognuna delle quali contiene un chiamante, un chiamato, data, ora, durata e ubicazione della cella telefonica. Durante le inchieste Poseidone e Why Not condotte dalla procura di Catanzaro, Genchi avrebbe acquisito - secondo gli accertamenti del Ros, citati nella relazione del Copasir sui “rischi per i servizi segreti derivanti dall’acquisizione e mancata distruzione di dati sensibili” - le ‘anagrafiche’ di circa 392mila soggetti, sia persone fisiche che giuridiche: un numero che ora lievita addirittura a 13 milioni, dopo l’esame del materiale sequestrato dai carabinieri a Palermo. Materiale, viene sottolineato da fonti investigative, che infatti non riguarda più solo le due indagini di Catanzaro, ma tutti i numerosi procedimenti penali di cui Genchi si è occupato come consulente. [...]

Il 22 Giugno 2009 alle 13:48 Politici emergenti: de Magistris il magistrato che fa ombra a Di Pietro » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Why not e la svolta politica Nel 2007 inizia il capitolo più noto della carriera di de Magistris. A marzo un’imprenditrice calabrese, Caterina Merante, dopo aver subito una perquisizione da parte dei carabinieri, decide di collaborare con la procura e redige un memoriale in cui rivela i meccanismi con cui un presunto comitato d’affari gestirebbe in modo illecito i finanziamenti dell’Unione Europea. [...]

Il 22 Giugno 2009 alle 20:07 de Magistris « Sottoosservazione’s Blog ha scritto:

[...] Why not e la svolta politica Nel 2007 inizia il capitolo più noto della carriera di de Magistris. A marzo un’imprenditrice calabrese, Caterina Merante, dopo aver subito una perquisizione da parte dei carabinieri, decide di collaborare con la procura e redige un memoriale in cui rivela i meccanismi con cui un presunto comitato d’affari gestirebbe in modo illecito i finanziamenti dell’Unione Europea. Il pm quando legge quelle pagine diventa impaziente: per lui il comitato è senza dubbio una loggia massonica. Nel documento si parla di Prodi e della Repubblica di San Marino. De Magistris chiede di incontrare subito la donna in un luogo segreto. Ma la signora rifiuta le accelerazioni. Solo alcuni giorni dopo, il 26 marzo, viene redatto un verbale con la testimonianza di Merante. Per de Magistris al vertice di questo giro di denari ci sarebbe una nuova P2. Decolla l’inchiesta Why not (qui tutti gli articoli che Panorama h dedicato alla vicenda e qui un blog sull’inchiesta), anche grazie alle prime perquisizioni: il capo di stato maggiore della Guardia di finanza Paolo Poletti riceve la visita degli investigatori nel giorno dell’insediamento del nuovo comandante generale. Ma il botto deve ancora arrivare, Il 13 luglio de Magistris iscrive Prodi sul registro degli indagati. Palazzo Chigi fibrilla, ma lui vola a Eurodisney con la famiglia. I giornali si accorgono di questo sostituto procuratore e gli dedicano pagine e copertine. Lui organizza conferenze stampa volanti in spiagge e giardini con alcuni giornalisti (uno ha scritto un libro con lui, un altro si è candidato alle europee nella stessa lista). Risultato: finisce sotto inchiesta per le fughe di notizie. L’accusa non gli è nuova e si smarca in fretta. Non riescono a fare altrettanto i suoi collaboratori, accusati in passato persino con lettere anonime. Negli anni un capitano e un maggiore dei carabinieri sono stati trasferiti, diversi militari si sono trovati indagati. De Magistris procede senza rallentamenti, sostenuto nelle indagini da Gioacchino Genchi, consulente esperto di tabulati telefonici e poliziotto in aspettativa (oggi indagato dalla procura di Roma per il suo database). Il pm gli concede persino di condurre parte degli interrogatori. “Sono stato sentito come persona informata sui fatti, ma sono uscito con la mente devastata” ricorda l’assessore all’Ambiente di Catanzaro Lorenzo Costa. “Le domande? Sì, le poneva anche Genchi”. L’avvocato generale Dolcino Favi avoca a sé l’inchiesta di de Magistris e lui si rivolge alla procura di Salerno da dove fa la guerra al suo vecchio ufficio, sequestri compresi (come ha appena riconosciuto la Corte di cassazione). Nel gennaio 2008 il Csm lo trasferisce al tribunale di Napoli come giudice del riesame. Termina qui la storia del pm moralizzatore (”interpreta il ruolo in modo distorto, in un’ottica missionaria” gli è stato contestato in un procedimento disciplinare) e inizia la sua seconda carriera. [...]

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