Paolo Guzzanti: “Caro Silvio, mi dimetto dal Pdl”

Paolo Guzzanti con Silvio Berlusconi

Paolo Guzzanti lascia il gruppo del Pdl alla Camera e il partito e si iscrive al Pli. È lui stesso ad annunciarlo in una lettera aperta che ha come destinatario Silvio Berlusconi. “Caro Silvio, ti scrivo per annunciarti che oggi, 2 febbraio, rassegno le mie dimissioni dal gruppo Pdl della Camera per iscrivermi al gruppo misto. Contemporaneamente mi dimetto dal partito e ti annuncio la mia iscrizione al Partito Liberale Italiano in cui intendo candidarmi per responsabilità politiche al prossimo congresso di Roma”.
Guzzanti parla di due eventi che lo avrebbero spinto alla decisione: il primo “è stato il tuo sostegno entusiasta, personale, amicale al signor Vladimir Putin per la criminale invasione della Georgia”, mentre “il secondo motivo sta nella condizione pre-agonica della democrazia parlamentare italiana alla quale spesso tu alludi con insofferenza parlando di lacci e lacciuoli per sottolineare l’impaccio che provi di fronte alle regole e alle procedure che dovrebbero garantire autonomia e autorità del Parlamento nel suo rapporto con l’esecutivo”.
“Il Parlamento - continua Guzzanti - è oggi ridotto al rango di cane da slitta del governo, costretto a correre sotto i colpi di frusta dei voti di fiducia”. Il parlamentare lamenta “la totale assenza malgrado operazioni di facciata come i ridicoli gazebo, di una sia pur larvata forma di democrazia interna in Forza Italia” e anzi, dice, “il partito è diventato sempre più un organismo autoritario e piramidale, incapace persino di celebrare un vero Congresso in cui poter ascoltare e votare voci sia discordi che concordi. Nulla”.
“Molti amici” aggiunge Guzzanti “mi rimproverano dicendomi che avrei dovuto battermi dall’interno, ma sappiamo benissimo, sia io che te, che non esiste alcuna possibilità di democrazia interna nel partito di un monarca assoluto assediato da una corte osannante che tu poi porti in Parlamento o al governo con criteri che provocano in qualche caso imbarazzo e rossore”.
“L’augurio dunque che ti faccio” scrive ancora “lasciando il partito e il gruppo parlamentare, caro Presidente, è questo: che tu possa capire in tempo che la mia scelta non è capricciosamente personale e meno che mai casuale, ma che si muove in sintonia con una massa crescente di italiani in eterna attesa del rilancio della terra promessa della democrazia liberale e che invece si sono ritrovati di fronte alla prospettiva di una democrazia vuota di contenuti e tendenzialmente autoritaria. Poiché tu guidi un governo che ha una solida, anche se non molto visibile, maggioranza parlamentare, facendoti i miei auguri li faccio anche e prima di tutto al mio Paese. Sono infatti contento di essere venuto al tuo fianco nel momento più basso della tua fortuna politica, e di andarmene quando tu hai vinto tutto e anzi troppo.
La mia battaglia - conclude Guzzanti - prosegue nella stessa direzione che ho sempre seguito: quella della democrazia liberale parlamentare, che ancora non è compiuta e che deve essere instaurata con uno sforzo rivoluzionario che spero di saper onorare di fronte a chi ha fiducia nelle mie scelte. Ti saluto dunque con cordialità e ti formulo vivi auguri, primo fra tutti quello di comprendere la estrema gravità della crisi di valori, oltre che economica, che attraversa la nostra patria”.

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Commenti

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Il 2 Febbraio 2009 alle 18:05 nhico ha scritto:

Paolino Guzzanti va in cerca di esperienze nuove. Auguri. Che la nuova terra di approdo sia fertile e ottimi i nuovi compagni di viaggio. Mi piacerebbe conoscere le vere ragioni di questo divorzio. ma mi asterrò dal farlo per delicatezza. Anche se lui l’ha cacata proprio grossa, dicendo che lascia il Pdl e Berlusconi per esigenze di libertà.

Il 2 Febbraio 2009 alle 18:05 winfrank ha scritto:

E dovevano passare tutti questi mesi per accorgersene? Eppure i figli l’hanno capito subito.

Il 2 Febbraio 2009 alle 18:29 lapolide ha scritto:

Padova, 02 febbraio 009.

Paolo Guzzanti: “Caro Silvio, mi dimetto dal Pdl”.

“EUREKA” !

Finalmente una bella notizia che non potrà che allietare il martoriato mondo politico politacante italiano.
Tra stupri mai ripagati, Giustizia ingiusta, delinquenti alla Battisti, economia allo sbando, inciuci napoletani con Bassolini e Iervolini avvinti alla poltrona come l’edera, Romei e mazzette varie, invasioni a stufo di immigrati a Lampedusa, Beduini alla Gheddafi ed affini, questa lieta notizia ci voleva per risollevare gli spiriti e gli animi di noi cittadini votanti della seconda parte del cielo.
Un Deputato del Pdl, Paolo Guzzanti ( sic dicunt) che nulla ha prodotto in tanti anni di militanza e permanenza nel Parlamento Italiano. A seguito del vuoto più assoluto di proposte, di novità concrete mai accennate né realizzate a favore del proprio Partito di appartenenza, il Pdl appunto, dopo lunga militanza fra i Socialisti ( mi pare), Komunisti, giornali Sinistri come “Paese Sera”. Saltellando per anni come un “Pupo Siciliano ” su palcoscenici al di quà ed al di là del Piave, approdato non si sa come nel berlusconiano mondo. Coinvolgendo nella sua debacle ( forse non per sua diretta volontà ) altri elementi umani a lui molto vicini che hanno disonorato con una costante e becera satira- non-satira e gesta inconsulte, il decoro e la dignità del Presidente del Consiglio Berlusconi, sfociata in un continuo dileggio ( non me ne voglia l’interessato), si è dimesso da membro del Partito. Evviva.
Bisogna dargli atto, sebbene con un ritardo macroscopico, di aver compiuto un gesto che non potrà che fargli onore. Bravo.
La politica tutta del presente e del futuro, ha bisogno di queste defezioni e dimissioni.
Che sia di esempio a molti altri “peones” che si trovano nelle sue stesse condizioni. La Patria tutta, gliene sarà grata per gli anni futuri.
La mia sarà una voce nel deserto come sempre, ma porgo a Lui un grazie sentito e sincero per il nobile gesto. . Ad Maiora. Ne siamo, tutti noi del Pdl, più che lieti.
lapolide.

Il 2 Febbraio 2009 alle 19:24 Corrado Buccieri ha scritto:

Forse sperava in qualche incarico che non è arrivato.
Il caso è del tutto personale a mio avviso e non per
la salvezza della patria.

Il 2 Febbraio 2009 alle 19:38 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Sono convinto che fa sul serio, mi dispiace: ma un dissenso interno vale molto di più che iscriversi al PLI, sarebbe come grattare il culo all’elefante con uno spazzolino da denti! Dottor Paolo, ripensaci datosi che non hai più l’età, per fare il quartetto coi tuoi bravi figli!vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera

Il 3 Febbraio 2009 alle 12:31 shift ha scritto:

In parte approvo e in parte disapprovo Paolo Guzzanti, un uomo di tempra e di principi.

Il problema di sempre dell’Italia, dal dopo guerra in poi, e’ stata la debolezza dell’esecutivo di fronte al Parlamento, cioè al legislativo, che ha finito per ridurre l’Italia nelle attuali condizioni: comandata da tutti e da nessuno, senza alcuna linea programmatica nazionale sia interna che internazionale duratura, limitantesi a vivere alla giornata e dietro ai ricatti dei vari gruppi di forza economica e politica del momento.

Fin tanto che c’e’ stata la Democrazia Cristiana come partito di maggioranza assoluta, grazie alla paura del pericolo comunista, si e’ avuta una linea economica e internazionale abbastanza omogenea che ha permesso lo sviluppo iniziale dell’Italia dalle macerie del dopo guerra.

Appena tale maggioranza assoluta ha iniziato a mostrare le crepe e gli interessi all’interno iniziavano a divergere, ognuno ha fatto quello che gli pareva portando l’Italia al disastro attuale, economico, istituzionale, dei valori comuni, in pratica un vero arrembaggio alla diligenza portato da tutti, comunisti in testa, desiderosi solo di distruggere la Democrazia e il liberalismo o di fare solo i propri interessi di gruppo o personali, il tutto fatto nel disinteresse completo dei normali cittadini italiani e della nazione.

Tutto questo e’ stato ben capito da Berlusconi che ha creato un surrogato di governo forte, non riuscendo a farlo per via costituzionale dati i vincoli esagerati posti e voluti dai comunisti nel dopo guerra.

Il suo surrogato di governo forte regge, seppure spesso traballa e si deve assoggettare ai ricatti e interessi di parte dei suoi alleati, mi riferisco a Lega e AN.

Dato che per gestire un simile surrogato ha dovuto creare un sistema elettorale maggioritario improprio e, per avere uomini di fiducia, ha dovuto eliminare le Preferenze nelle elezioni dei rappresentanti parlamentari, in pratica ha irrigidito la dialettica parlamentare

Indubbiamente Berlusconi non e’ perfetto e non sempre fa cose perfette e desiderate dagli italiani, ma si affida ai suoi convincimenti, alle sue simpatie, ai suoi interessi.

Il caso della sua amicizia con Putin e conseguente apertura alla Russia , così come anche il suo sostegno all’ingresso della Turchia in Europa sono scelte discutibili e non apprezzate da tutti gli elettori, così come da alcuni rappresentanti parlamentari come Paolo Guzzanti che vuole sentirsi libero dai vincoli impostigli ed esprimere il suo dissenso a livello di rappresentanza parlamentare dei cittadini.

Il problema principale, però, rimane sempre quello di avere un governo forte che si potrebbe avere con un sistema Presidenziale o similare.

Un governo forte che per cadere deve essere posto in minoranza, ma con esso e’ altrettanto giusto che il Parlamento decada ripresentandosi agli elettori, assumendosi così la responsabilità della sua azione anche su sé stesso e chiedendo il giudizio degli elettori sulla decisione presa.

Solo così si avrebbe una vera democrazia, con gli elettori che possono giudicare e dirigere l’andamento nazionale, con i parlamentari che possono dibattere e criticare liberamente, visto che rispondono di persona di qualsiasi situazione anomala che creassero alla direzione del governo, e un governo libero di scegliere e di dirigere in maniera unitaria, rapida e lineare una nazione.

Il surrogato attuale di governo e di maggioranza parlamentare di Berlusconi ha due grossi difetti rispetto al modo descritto sopra.

Il governo decide senza critiche parlamentari, giusto o sbagliato che agisca, e il Parlamento e’ vincolato a non fare niente che possa distruggere il precario equilibrio creato in questo modo assurdo, quindi non possono esprimere alcuna rappresentanza veritiera degli elettori italiani.

Fin tanto che c’e’ Berlusconi al governo la sua azione possiamo considerarla tutto sommato benefica per il sistema Italia, anche se alcuni suoi errori non discutibili possono creare dei problemi, prima o poi.

Ma un domani c’e’ il pericolo di qualcun altro che con tale sistema potrebbe divenire asfissiante, senza contare che può cadere in pezzi da un momento all’altro lasciandoci tutti nella melma.

Ma tutto ciò incomincia a stare stretto a tutti, cittadini compresi, soprattutto ad un parlamentare vero come Guzzanti.

E’ quindi urgente che si crei un sistema elettorale e istituzionale con un governo forte riconosciuto dalla costituzione e dalle leggi, e non più un surrogato come l’attuale, e che si torni alle preferenze nelle elezioni dei parlamentari.

Di conseguenza approvo e disapprovo allo stesso tempo Guzzanti.

In ogni caso si e’ iscritto al Partito Liberale Italiano, non e’ che ha cambiato bandiera, si vuole solo sentire libero da vincoli e poter dissentire liberamente senza doverne rispondere al partito.

Il 3 Febbraio 2009 alle 15:48 fercas ha scritto:

Caro Guzzanti,mi permetto di sostituirmi a Silvio e ti rispondo: Ma chissenefrega!!! Cordialità.

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