Razzismo: l’allarme di Napolitano

Giorgio Napolitano
“Siamo dinanzi a episodi raccapriccianti che vanno ormai considerati non come fatti isolati ma come sintomi allarmanti di tendenze diffuse che sono purtroppo venute crescendo. Rivolgo perciò un forte appello a quanti hanno responsabilità istituzionali, culturali, educative perché si impegnino fino in fondo per fermare qualsiasi manifestazione e rischio di xenofobia, di razzismo, di violenza”. Lo afferma, in una dichiarazione diffusa dal Quirinale, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con un riferimento indiretto alla vicenda dell’immigrato indiano gravemente ferito a Nettuno.

LEGGI ANCHE: Nettuno: “L’abbiamo bruciato per noia”

Commenti

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Il 2 Febbraio 2009 alle 18:09 winfrank ha scritto:

Il nostro caro Presidente dovrebbe esprimersi anche su avvenimenti e scelte politiche che caratterizzano l’attuale governo anzichè farlo solo su normali fatti di cronaca.

Il 2 Febbraio 2009 alle 20:13 Adduso ha scritto:

Generazioni di Cervelli Scimmieschi - Ho trovato molto interessanti le parole del nostro Presidente, soprattutto quando parla di “… sintomi allarmanti …”. Infatti, non riesco a ridurre la questione a mera noia, mancanza di valori, vuoti morali o consapevole xenofobia. Credo che sia ora di andare dentro le nostre teste. A mio vedere, “qualcuno” o “qualcosa” sta esagerando con i suoi “messaggi” mediatici e politici irreali e strumentali, verso la gente e soprattutto all’indirizzo dei ragazzi. E così, le nostre “ombre” personali e collettive non impiegano molto a “riaffacciarsi”, soprattutto quando si è in un “branco”. Questo nostro sistema politico-istituzionale-mediatico-affaristico” che ci “comanda”, sta creando da alcuni anni intere nuove generazioni di “zombi”, la cui massima aspirazione deve essere non pensare, non criticare, non dibattere, ma solo consumare ed andare al grande fratello e cose simili. Ci sono conseguentemente degli innumerevoli celati cervelli “scimmieschi”, capaci di ogni atto imprevedibile, poiché preordinatamente “programmati” solo per soddisfare i propri “bisogni” essenziali sopra tutto e chiunque. Basta quindi nulla per trasformarsi in “carnefici”. La confusione di questi soggetti della realtà con le immagini dei modelli conclamati nel loro cervello inviate ripetitivamente dai mezzi mediatici, affaristici e politici, produce sintomi di ogni genere, anche quelli di bruciare vivo chiunque. Se non s’interviene, con urgenza, sia all’origine dei messaggi sbagliati, sia attraverso indispensabili ed urgenti psicoterapie mirate (non “sermoni” religiosi o moraleggianti) nei confronti dei ragazzi, a partire subito mediante la scuola, ed in generale verso tutta la popolazione, utilizzando anche la televisione ed internet (nessuno si senta al sicuro), questi episodi si ripeteranno sempre più, anche sotto altre forme di aggressività primordiale, dalla violenza sessuale a quella nei confronti di inermi ed invalidi, al bullismo, al coniuge che uccide l’altro e pure i figli, o questi ultimi i genitori, e così via. E poi, sarebbe ora che si cominci a dire, che se l’uccisione è l’atto finale più orrendo, anche l’aggressività verbale è un analogo sintomo, e si manifesta già ogni qualvolta che qualcuno, anche solo con le parole, prevarica un altro simile. E sarebbe anche ora che si cominci pure a diffondere la cultura che questo messaggio del “tutto e subito” non è conciliabile con la nostra corteccia di umani, bensì più consono a quella dei “rettili”. Mi stupisce infine e anzi m’inquieta, che la comunità dei psicologi, dei psicoterapeuta, dei psichiatri, non faccia pubblicamente in televisione sentire la sua “voce” sui tanti episodi che sono accaduti. Spero che anche queste categorie non siano state anch’esse definitivamente “prezzolate” dal “sistema”.

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