
L’imprenditore romano Giampaolo Angelucci, il “re delle cliniche”, è finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta dei Nas e dei carabinieri di Frascati sulle convenzioni con alcune case di cura.
Per il padre, Antonio Angelucci, deputato del Pdl, è stata chiesta l’autorizzazione a procedere: le misure sono state emesse dal Tribunale di Velletri, che hanno emesso anche misure cautelari nei confronti del direttore della Asl Roma H Luciano Mingiacchi e di altri due funzionari della Asl di Frascati.
Per tutti i coinvolti l’accusa, a vario titolo, è truffa e falso. Nel mirino della procura di Velletri le convenzioni di alcune cliniche della famiglia Angelucci con le Asl. Secondo quanto si apprende al centro dell’inchiesta ci sarebbe la clinica S. Raffaele Madonna della Letizia di Velletri. Le ordinanze emesse, oltre a quelle per gli Angelucci, riguarderebbero un dirigente della regione Lazio e due funzionari della Asl competente della zona dei castelli romani.
Le misure cautelari disposte dal Tribunale di Velletri sono “abnormi e sproporzionate”. Così gli impreditori Angelucci e la San Raffaele SpA commentano, in una nota, i provvedimenti cautelari che sono stati notificati loro oggi. “Pur ritenendo abnormi e sproporzionate le misure poste in essere”, si legge, gli Angelucci “sottolineano la loro totale estraneità ai fatti addebitati e confidano di poter dimostrare a breve termine l`infondatezza delle accuse loro rivolte.
- Mercoledì 4 Febbraio 2009
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