I medici denunceranno i clandestini. Sì all’emendamento nel ddl sicurezza

Fila di immigrat
Il Senato ha approvato l’emendamento della Lega al ddl sicurezza che cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. I medici potranno così denunciare all’autorità giudiziaria gli immigrati clandestini. Con la prima firma di Federico Bricolo, capogruppo del Carroccio, l’emendamento è passato con 156 sì, 132 no, e un astenuto. Viene così soppresso il comma 5 dell’articolo 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 che recita: “L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.
Prima che il Senato desse il via libera alla possibilità del medico di denunciare i clandestini, l’opposizione si è appellata al “buonsenso” per non introdurre una norma che “riduce il medico a fare il delatore”, costringendo i clandestini a “non farsi curare per paura”. “Questa norma” ha detto il senatore Daniele Bosone “straccia il codice deontologico dei medici” e si corre “il concreto rischio di incentivare una medicina parallela che gli illegali utilizzeranno per non trovarsi a essere denunciati se vanno in ospedale o da un medico”
Il testo approvato da Palazzo madama prevede anche il carcere fino a quattro anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l’espulsione. Inoltre è fissata da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno.
Il testo introduce novità anche per i clochard che vivono in Italia (articolo 44 del ddl sicurezza). Dovranno essere iscritti in un registro del ministero dell’Interno.
L’aula ha approvato anche le cosiddette “ronde padane”. Gli enti locali - si legge nell’articolo 46 del ddl - saranno “legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio ambientale”. Ma, grazie ad un emendamento del Pd, con primo firmatario Felice Casson, le ronde non potranno girare armate e non potranno “cooperare nello svolgimento dell’attività di presidio del territorio” così come era stato previsto invece nel testo licenziato dalla commissione Giustizia del Senato.

Commenti

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Il 5 Febbraio 2009 alle 15:40 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Lo trovo giusto come è giusto per un medico, prestare aiuto chi sta male, ma subito l’obbligo di denunciarlo, ma la cosa doveva essere gia recepita: persino per chi si trincera dietro il segreto deontologico o di ecclesiastico: un criminale e la criminalità va combattuta ad ogni costo esso è dovere per un essere umano senza tentennamenti avendo scrupoli, non è una buona ragione e scusa, porgere l’altra guancia, se poi l’altra sia proprio quello di vedere ammazzato un vostro congiunto?
Molto spesso cito in Pugliese “ Son cambiete le couse “ oramai, viviamo solo di visibilità: ricchi e poveri difficilmente è socievole per chi ha problemi a prestare attenzione ed amore! In poche parole, mecenati non ne vedo all’orizzonte, anche se ho letto che Berlusconi ha donato un padiglione alla Baggina ed aperto un centro per un totale di 5 mln in Asia (BKG) trovando ospitalità centinaia di bambini! Io stesso mi andavo spesso al Trivulzio di Milano, per rivedermi gia vecchio, ne uscivo sollevato e felice nel vedere quegli arzilli vecchietti, accuditi e rispettati, molto di più di qualche tempo prima.vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.

Il 11 Marzo 2009 alle 19:01 I medici in rivolta: “Obbligati a fare le spie”, denunciando i clandestini » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Non arriveranno a scioperare (almeno sperano non ce ne sia bisogno) ma useranno tutti gli strumenti legali: fino “alla Corte di giustizia europea passando per la Corte costituzionale“. È questa la posizione delle diverse sigle sindacali dei medici (Anaao assomed, Cimo asmd, Aaroi, Fp cgil medici, Fvm, Federazione cisl medici, Fassid, Fesmed, Federazione medici uil fpl), nel caso in cui dovesse passare la norma, contenuta nel Ddl sicurezza, sull’obbligatorietà di denunciare gli immigrati clandestini. Alzano la voce, insomma, rivendicano il loro ruolo professionale, si appellano al buonsenso dei politici ma, in attesa di segnali, lanciano l’allarme: “Non siamo spie, bisogna bloccare subito l’emendamento della Lega Nord che elimina il principio di non segnalazione degli immigrati clandestini da parte degli operatori del Servizio Sanitario Nazionale. Se diventa legge, il camice bianco avrà l’obbligo, e non la possibilità, di segnalare un clandestino che si rivolge per le cure a una struttura sanitaria pubblica, in quanto pubblico ufficiale incaricato di pubblico servizio”. [...]

Il 13 Marzo 2009 alle 13:19 Lo smarcamento di Fini: “Niente di male se mi dicono di sinistra” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Se da un lato continua ad alimentare dubbi e polemiche l’emendamento della Lega al decreto sicurezza che dà ai medici la possibilità di denunciare gli immigrati clandestini. Dall’altro continua a smarcarsi dalla maggioranza il presidente della Camera Gianfranco Fini. All’indomani dell’annuncio congiunto di numerose sigle sindacali di medici, pronte a ricorrere alla Corte Ue contro l’emendamento, è in numero uno di Montecitorio a esprimere perplessità a riguardo. “Non mi convince la norma, che forse non ho capito bene, che obbliga il medico a denunciare i clandestini” ha detto il presidente della Camera durante Porta a porta. “Il medico ha il dovere di curare le persone e non di guardare se sono clandestine o meno. Per questo ci sono polizia e carabinieri” ha aggiunto Fini, paventando “il rischio di patologie contagiose che si diffondono” se un clandestino che ne è affetto arriva in Italia e non può presentarsi a un pronto soccorso. “Non si può dar vita a delle norme che ledano il diritto della persona, al di là del colore della pelle e della razza” afferma Fini “perché questo è immorale e ingiusto. Altra cosa è il doveroso impegno delle istituzioni contro l’immigrazione clandestina”. [...]

Il 16 Aprile 2009 alle 16:51 Migranti: per il Consiglio d’Europa l’Italia fomenta la xenofobia » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il pesante giudizio è stato espresso da Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio. Rapporto che fa seguito alla missione compiuta dal commissario a metà dello scorso gennaio. Per Hammarberg “le autorità dovrebbero condannare in modo più fermo tutte le manifestazioni di razzismo o di intolleranza e assicurare una applicazione efficace delle legislazioni contro le discriminazioni”. Il commissario chiede inoltre che i vari gruppi etnici siano meglio rappresentati all’interno delle forze di polizia e che venga istituito un organismo nazionale indipendente, sul modello dell’Ombudsman (sorta di mediatore civico), per rafforzare la protezione dei diritti umani. Altro punto debole, secondo il commissario del Consiglio d’Europa, è quello dei rom. “C’è un persistente clima di intolleranza contro di loro e le loro condizioni di vista sono ancora inaccettabili in molti dei campi che ho visitato”, ha osservato, aggiungendo: “Le buone pratiche a livello locale esistono e dovrebbero essere più diffuse”. Hammarberg ha ribadito la sua profonda preoccupazione sull’appropriatezza de censimenti nei campi rom e sinti e rimane preoccupato della loro “compatibilità con gli standards europei che regolano la raccolta e il trattamento dei dati personali”. Inoltre il commissario ha ribadito la sua critica al decreto legge sulla sicurezza per i suoi possibili effetti negativi sui diritti degli immigrati. “Criminalizzare gli immigrati è una misura sproporzionata che rischia di fomentare ulteriori tendenze discriminatorie e xenofobe nel paese”, ha dichiarato. “Inoltre, i recenti provvedimenti introdotti dal Senato che consentono al personale medico di denunciare alla polizia gli immigrati irregolari che accedono al servizio sanitario è profondamente ingiusto e potrebbe ulteriormente marginalizzare gli immigrati”. [...]

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