
Tensione tra Quirinale e presidenza del Consiglio sul caso Englaro. Dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto che ferma l’attuazione della sentenza sulla sopsensione all’alimentazione di Eluana e dopo i dubbi in merito espressi da Napolitano in una lettera, Berlusconi ha chiesto al presidente della Repubblica di firmare comunque il decreto legge. “Altrimenti”, ha detto il premier, “ci rivolgeremo subito al Parlamento”.
E il presidente della Repubblica “ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto”. È quanto si legge in una nota della Presidenza della Repubblica.
Il consiglio dei ministri ha approvato poche ora fa all’unanimità il decreto che interviene sulla vicenda di Eluana Englaro, nonostante il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avesse espresso, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, della quale è stata data lettura in Consiglio dei ministri, un nuovo diniego. Contestualmente, a quanto si apprende da fonti governative, il capo dello Stato avrebbe sollecitato un rapido pronunciamento del Parlamento sul testamento biologico.
“Penso che tutto si stia svolgendo come previsto: da stamattina, infatti, si era stabilito di procedere alla riduzione dell’alimentazione” ha detto l’avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni e ricoverata da martedì mattina nella casa di cura ‘La Quiete’ a Udine.
“Il protocollo prevede che dopo tre giorni cominci lo stop all’alimentazione - ha aggiunto il legale - i tre giorni sono passati e non intervenendo fatti nuovi si procede come previsto”.
Eluana Englaro è in stato vegetativo persistente da 17 anni. La Corte di appello di Milano ha autorizzato la sospensione del trattamento di nutrizione artificiale. Secondo il protocollo stabilito dai medici, la riduzione dei nutrienti alla donna avverrà gradualmente, con una diminuzione progressiva delle sostanze nutritive somministratele giornalmente.
“Il cuore della questione sta nel fatto che l’ordinamento italiano prevede per tutti il diritto di rifiutare i trattamenti cosiddetti di sostegno, come la nutrizione e l’alimentazione”. Questa è la riflessione di Umberto Veronesi, in una lettera a La Repubblica, in cui mette in guardia dal fatto che “ora si vorrebbe calpestare questa norma fondamentale, violando il diritto di autodeterminazione delle persone”. Una legge che obbliga chi cade in coma ad una vita artificiale, “senza coscienza e senza risveglio per decenni, anche contro la sua volontà va contro i principi di libertà e non verrebbe mai sottoscritta da nessun presidente di una democrazia avanzata e tanto meno dal nostro Presidente della Repubblica”. Le leggi non dovrebbero essere mai fatte sull’onda delle emozioni, secondo Veronesi e se in Italia non viene applicata la sentenza della Corte di Cassazione “si mettono anche pericolosamente a rischio i principi sui quali il Paese ha fondato la sua esistenza e il suo sviluppo, si tratterebbe di violare il principio della separazione dei poteri, quello giudiziario e quello politico”.
LEGGI ANCHE: Dubbi di Fini e Napolitano sul decreto, che potrebbe saltare - Pronto il decreto contro lo stop all’alimentazione - 12 domande e 12 risposte per capire il caso Englaro - Napolitano sul caso Englaro: si faccia la legge per il testamento biologico
- Venerdì 6 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 6 Febbraio 2009 alle 17:13 artisticamente ha scritto:
Decreto non solo anticostituzionale (poichè la nostra legge fondamentale garantisce che si possano rifiutare le cure, amputazioni, trasfusioni, alimentazione forzata in caso di sciopero della fame, anche quando ciò porta alla morte) ma alla lettera MOSTRUOSO, poichè consente sadismo e tortura nei confronti dei malati terminali, e anzi rende sadismo e tortura obbligatori.
Il mio pensiero corre veloce a Beppino Englaro, alla sua battaglia, alle sue parole di padre, parole che non vogliono rappresentare un’identità , ma indagare che cosa davvero avvenga nell’animo di chi si trova a vivere un dolore profondo. Eppure le parole di Beppino trasformano la tragedia pensabile e comunicabile, lo investono, di un timbro affettivo e di rispetto, che rende alte e intense le esperienze umane, anche le più estreme.
Il 6 Febbraio 2009 alle 17:28 nhico ha scritto:
La procura di Udine non indaga sulla possibilità di potere fermare la mano che toglierà l’alimentazione ad Eluana, provocandone la morte. Ma allora su che cosa indaga la Procura? E perché tanto mistero? Chi vivrà saprà . Chi invece con un breve tratto di penna potrebbe fermare questa violenza è Napolitano. Resterà fermo nella sua assurda decisione o ci ripenserà ? Vuole davvero, Presidente, che sulla lapide di Eluana , a seconda delle proprie intrinseche convinzioni, ciascuno vi possa leggere un ’invisibile epitaffio che inevitabilmente porterà a lei? Ci ripensi, presidente, e scelga la vita. Anche se è una forma di vita di cui non riusciamo a capire il senso. Se no, Presidente Napolitano, il riverbero del suo gesto sarà scritto a lettere di fuoco su quella tomba. Per l’eternità .
Il 6 Febbraio 2009 alle 18:34 vincenzo.m. ha scritto:
E’ NEI CASI ESTREMI.
Non ritenendo di procedere alla emanazione del decreto, la popolazione italiana ha l’onore di riconoscersi nella figura del Capo dello Stato, il Presidente Giorgio sig. Napolitano, un alto rappresentante che onora la democrazia.
Benvenuto, primo giorno dell’Italia.
Il 6 Febbraio 2009 alle 19:20 Mcbert ha scritto:
Mi permetto di contraddire il Sig.Presidente della Repubblica , ma un decreto d’urgenza in questo caso ci sta alla grande.
L italia dopo 60 di vita civile sta mettendo a morte per sete e fame il piu debole , un simbolo della lotta eutanasista che viene considerato indegno di vivere (perchè Eluana vive se no l avrebbero sepolta già 17anni fa)
Se non è urgente impedire una barbarie come la pena di morte cosa è l’urgenza.
I giudici di cassazione hanno condannato di fatto una donna a morte.
pazzesco ma è possibile che nessun laico si sia accorto dell enorme zappa sui piedi che ci siamo dati come popolo moderno
Il 6 Febbraio 2009 alle 19:52 Scontro tra Berlusconi e Napolitano sul decreto per Eluana » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto-legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il Presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto“. È quanto si legge in una nota della Presidenza della Repubblica. “Se il Capo dello stato, caricandosi di questa responsabilità nei confronti di una vita, dovesse decidere e perseverasse nella sua decisone di non firmare la presentazione al Parlamento di questo decreto legge, noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas e ad approvare in pochissimo tempo, due o tre giorni, una legge che anticipasse quella legge che è già nel’itinerario legislativo”. Ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, a proposito del decreto legge varato dal governo sul caso di Eluana Englaro. E infatti il Consiglio dei ministri è convocato per stasera alle 20, a Palazzo Chigi, con all’ordine del giorno il disegno di legge. [...]
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