Giustizia, pronta la riforma del processo penale

Palazzo di Giustizia

Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge di riforma del processo penale. Lo si apprende da fonti governative. Il provvedimento, che ha avuto l’ok da palazzo Chigi, contiene - a quanto si è appreso - cinque deleghe al governo a legiferare e punta a limitare i poteri del pm, attraverso una maggiore autonomia alla polizia giudiziaria, ampliando allo stesso tempo le prerogative della difesa.

Nella riforma del processo penale varata oggi dal Cdm, “manca una norma che sta molto a cuore a tutti noi e che ci farebbe andare sullo stesso piano con le altre grandi democrazie: quella in base alla quale un cittadino assolto da un tribunale della Repubblica non possa essere più chiamato ad un secondo o terzo grado dagli avvocati dell’accusa che magari solo per puntiglio o per perseverare nella giustezza della loro accusa perché pagati e in carriera per questo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. “Si tratta di un principio di democrazia a cui teniamo molto”, ha aggiunto il premier, “vedremo se sarà necessaria una riforma della Costituzione, ma riteniamo che la nostra riforma non sarà completata fino a quando non ci sarà anche questo tassello”.

Il provvedimento sul processo penale varato dal Consiglio dei ministri punta all’obiettivo di garantire il “giusto processo” con la “perfetta parità tra accusa e difesa, rendendo effettivo l’articolo 111 della Costituzione”. Lo ha detto il ministro della giustizia, Angelino Alfano, illustrando a grandi linee i contenuti della riforma. Il disegno di legge, ha aggiunto, prevede “una più efficace lotta alla criminalità” restituendo dopo 40 anni una serie di compiti alla polizia giudiziaria.

“Crediamo di aver fatto un buon lavoro per l’obiettivo di un processo giusto e rapido”. Ha aggiunto il ministro Alfano, al termine del consiglio dei ministri che ha approvato il ddl di riforma del processo penale. Nella conferenza stampa con il presidente del Consiglio Berlusconi, il guardasigilli ha detto che il provvedimento prevede cinque deleghe legislative che riguardano le notificazioni, le misure cautelari, la sospensione dei processi per gli irreperibili, la digitalizzazione, l’elezione dei vice procuratori onorari presso i giudici di pace.

“Le forze di sinistra e l’opposizione come l’Udc ma anche l’Anm potranno ritrovare in questo testo le proposte che hanno formulato in questi mesi, ha sottolineato ancora il guardasigilli. “Misure di importantissimo rilievo” sono inoltre contenute nel ddl di riforma a detta del ministro. Le novità, ha spiegato, riguardano l’introduzione della regola della comunicazione online nel processo penale e civile; la digitalizzazione della giustizia e “misure che sgraveranno il sistema di formalismi e consentiranno risparmi come le notifiche”. Alfano ha sottolineato, riferendosi alla elezione dei vice procuratori onorari presso i giudici di pace, che “per la prima volta abbiamo reso effettivo un principio previsto dalla Costituzione che è la partecipazione del popolo all’amministrazione della giustizia”.

Commenti

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Il 7 Febbraio 2009 alle 1:58 Zione ha scritto:

Finalmente si intravede il retto cammino, sulla via della Civiltà, che sta sbrattando il Legittimo Governo Italiano e pertanto si auspica che quanto prima si possa realizzare anche ciò che il Presidente Berlusconi, ben interpretando il desiderio della volontà Popolare, intende aggiungere a questa pagina di Storia; afferente la Riforma della Giustizia in atto.

Si ricorda che è necessario anche Revisionare in fretta qualche sciagurato processo; istituire una Commissione che faccia finalmente luce su nefasti avvenimenti giudiziari trascorsi e sanare definitivamente qualche annosa e iniqua questione che si trascina da troppo tempo; a cominciare dalla regolamentazione delle Case da Gioco “Regionali”.

Augurando Buon Lavoro al nostro Emerito Governo e sperando che qualche solito noto Manettone, molto invidioso del successo altrui, si astenga dal fare scherzi da prete, al fine di far perdere ulteriore tempo, si ritiene doveroso ringraziare in Alto e perciò : “Deo Gratias”, disse contento e giulivo il vecchio Zione.

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