Archivio del 9 Febbraio 2009

Eluana, 17 anni tra la vita e la morte

Eluana Englaro

Diciassette anni “in bilico” tra la vita e la morte. Queste le tappe che hanno segnato la lunga e drammatica vicenda di Eluana Englaro:
18 gen 1992 - dopo un incidente d’auto, Eluana, 20 anni, entra in uno stato vegetativo. Viene ricoverata a Lecco.
1993 - dopo un anno, la regione superiore del cervello di Eluana è andata incontro a una degenerazione definitiva. I medici non lasciano alcuna speranza di ripresa.
1994 - Eluana entra nella casa di cura di Lecco “Beato L. Talamoni”, delle suore misericordine. Deve essere alimentata con un sondino nasogastrico e idratata.
1999 - Beppino Englaro chiede al tribunale di Lecco di poter rifiutare l’alimentazione artificiale della figlia. Ma i giudici dicono no.
2000 - Beppino si rivolge anche al presidente Ciampi, e dice che Eluana aveva detto che non avrebbe mai accettato di vivere in quelle condizioni.
2003 - viene ripresentata la richiesta di lasciar morire Eluana, ma tribunale e Corte d’appello la respingono. E così accadrà ancora nel 2006.
2005 - il 20 aprile la Cassazione avalla la decisione dei giudici milanesi presa nel 2003, ma apre uno spiraglio alla richiesta del padre, ritenendo che la stessa non poteva essere accolta perché, tra l’altro, mancavano “specifiche risultanze” sulle reali volontà della ragazza.
2007 - 16 ottobre la Cassazione rinvia di nuovo la decisione alla Corte d’appello di Milano, sostenendo che il giudice può autorizzare l’interruzione in presenza di due circostanze concorrenti: lo stato vegetativo irreversibile del paziente e l’accertamento che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento.
9 luglio 2008 - la Corte d’appello di Milano riesamina la vicenda e autorizza la sospensione dell’alimentazione.
16 luglio - Camera e Senato sollevano un conflitto di attribuzione contro la Cassazione, il caso finisce in Corte costituzionale.
3 settembre - la famiglia chiede alla Regione Lombardia di indicare una struttura dove eseguire quanto stabilito dalla Corte d’appello, cioè interrompere definitivamente l’alimentazione artificiale e l’idratazione. Ma la Regione dice no.
8 ottobre - la Corte costituzionale dà ragione a Cassazione e Corte d’appello (che avevano stabilito le condizioni per l’interruzione dell’alimentazione).
11 ottobre - le condizioni di Eluana si aggravano a causa di un’emorragia interna.
16 dicembre - Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi firma un atto di indirizzo per le Regioni al fine di “garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e idratazione” in tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale, precisando che lo stop a tali trattamenti nelle strutture del Ssn è “illegale”.
22 dicembre - La Corte europea per i diritti dell’uomo respinge, giudicandolo “irricevibile”, il ricorso presentato da diverse associazione contro la sentenza della Corte d’appello di Milano che autorizza il distacco del sondino per l’alimentazione artificiale ad Eluana.
16 gennaio 2009 - La Clinica “Città di Udine” rinuncia ad accogliere Eluana, per il “groviglio di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni”. Secondo la clinica, alla luce soprattutto dell’atto di indirizzo, il ministro potrebbe prendere iniziative che metterebbero a repentaglio l’operatività della struttura e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone.
17 gennaio - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è indagato dalla Procura di Roma con l’accusa di violenza privata, in merito al caso di Eluana Englaro. Gli atti sono predisposti in seguito ad una denuncia dei radicali.
3 febbraio - Eluana lascia la casa di cura Beato Luigi Talamoni di Lecco, dove si trova da 15 anni. Alle 5.54 arriva l’ambulanza con cui Eluana arriva alla casa di riposo “La Quiete” di Udine e viene sistemata in una stanza al piano terra della struttura.
6 febbraio - Il governo in Consiglio dei ministri decide di varare un decreto che impedisce lo stop alla nutrizione e alimentazione della donna, ma il presidente della Repubblica non firma l’atto. L’esecutivo sceglie allora la via parlamentare con un disegno di legge da approvare a tappe forzate. Vengono sospese nutrizione e idratazione.
7 febbraio - Continua lo stop all’idratazione e alla nutrizione. Comincia la corsa contro il tempo del Parlamento per mettere a punto il disegno di legge. Si prefigurano le tappe forzate per arrivare a una votazione il prima possibile. Gli ispettori inviati dal ministro Sacconi visitano la clinica e verificano alcune irregolarità di tipo amministrativo sull’uso della stanza.
8 febbraio - Continua la sospensione di idratazione e nutrizione. Eluana è sedata. La procura di Udine indaga non solo sulle anomalie amministrative ma anche sugli esposti che sono pervenuti numerosi all’autorità giudiziaria.
9 febbraio - Si decide il voto al Senato per il giorno successivo e quello finale alla Camera per l’11. Regione e Procura decidono che non ci sono elementi per fermare il protocollo.

Addio a Eluana, eterna ragazza innamorata della vita

la morte di Eluana Englaro
Eluana se n’è andata. Dopo la prima notizia flash della sua morte data dall’agenzia Ansa, sono arrivate una alla volta le conferme da Udine, da parte dell’amministrazione comunale e regionale e delle forze dell’ordine. La donna era in stato vegetativo permanente da 17 anni e tutti gli italiani e non solo avevano imparato a conoscerla attraverso i racconti e le battaglie del papà Beppino e attraverso quelle foto che la ritraggono sorridente ma ferma all’età di vent’anni. Quella dell’incidente.

La conferma della morte di Eluana Englaro è arrivata anche dalla presidente della Quiete, Ines Domenicali. “È morta, non so dire l’ora. Non chiedetemi altro”, ha detto. Successivamente si è saputo che l’ora del decesso è stata intorno alle 20. In tutti questi anni Eluana si è tenuta aggrappata alla vita e ancora una volta, l’ultima, non ha lasciato che tribunali, medici e politici decidessero il momento del suo addio. Nella clinica in cui era stata portata per la sospensione dell’alimentazione era trascorso il quarto giorno di esecuzione del protocollo. Nessuno si aspettava che Eluana morisse così presto, si era ipotizzata una resistenza di sette-otto giorni. Ma il suo corpo provato da quasi vent’anni di stato vegetativo non ha retto tanto.

La notizia della morte di Eluana è arrivata mentre al Senato era in corso l’esame del disegno di legge del governo nato proprio per evitare la sospensione dell’alimentazione. L’aula si è raccolta in un minuto di silenzio. Il padre di Eluana, Beppino Englaro, ha detto poche parole: “Ho fatto tutto da solo, l’ho portata a questo livello e voglio finire da solo”. Englaro ha ricordato le parole di Eluana, quando nel pieno della giovinezza diceva che “la morte fa parte della vita”, e ha aggiunto: ”Non dovete preoccuparvi di me, ora voglio stare solo, non voglio parlare con nessuno. L’unica cosa che chiedo ai veri amici è di non cercarmi. Sono fatto così, chiedo che mi rispettino in questo modo”.
”Dinanzi all’epilogo di una lunga tragica vicenda, il silenzio che un naturale rispetto umano esige da tutti può lasciare spazio solo a un sentimento di profonda partecipazione al dolore dei familiari e di quanti sono stati vicini alla povera Eluana” ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo aver appreso la notizia.

Il VIDEO servizio:

Guarda la GALLERY: proteste e preghiere davanti alla clinica di Udine. LEGGI ANCHE: 12 domande e 12 risposte per capire il caso Englaro -
Eluana, 17 anni tra la vita e la morte

Ancora bordate di Famiglia Cristiana al governo: “Siamo alle leggi razziali”

Proteste di quartiere a Napoli per il rifiuto di sgombero degli immigrati

Con i medici “invitati a fare la spia e denunciare i clandestini” ed i cittadini che si organizzano “in associazioni paramilitari”, l’Italia “precipita verso il baratro di leggi razziali”. Accusa terribile quella di Famiglia Cristiana contro le politiche del Governo in materia di sicurezza ed immigrazione. E il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, contrattacca parlando di “dichiarazioni deliranti” ed annunciando il mandato ai suoi legali “di agire in ogni sede civile e penale per contrastare questa aggressione premeditata”.
Nell’editoriale dedicato agli ultimi provvedimenti sulla sicurezza, il settimanale dei Paolini spara ad alzo zero: “Il circo politico” si legge “ha dato prova, nei giorni scorsi, di manifesta incoerenza morale”, perchè “da una parte si batte, giustamente, per Eluana ma, al tempo stesso, approva agghiaccianti leggi discriminatorie. La tutela della vita e della dignità di ogni essere umano va assunta nella sua interezza, e vale per la vita nascente, per quella che si spegne o si vuole spegnere, ma anche per gli immigrati, i barboni e tutti i poveracci ai margini della società”. Nel mirino il Carroccio. “Il ricatto della Lega di cui sono succubi maggioranza e presidente del Consiglio” evidenzia Famiglia Cristiana “mette a rischio lo Stato di diritto” e “così l’Italia, già abbastanza ‘cattiva’ con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall’accanimento persecutorio”. Le misure del governo, rileva l’editoriale, rappresentano “il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane” e che “è stato sdoganato nell’aula del Senato della Repubblica”.
Non si fa attendere la replica furente di Maroni. “Sono profondamente indignato e offeso” scandisce “dalle deliranti dichiarazioni di Famiglia Cristiana che accusa me, il Governo e il Parlamento italiano di approvare vere e proprie leggi razziali”. Si tratta, osserva, di “un attacco di violenza inaudita nei toni e nei contenuti, tanto più inaccettabile in quanto si fonda su presupposti palesemente falsi: le norme del pacchetto sicurezza all’esame del Parlamento italiano sono già in vigore in molti Paesi europei, senza che i governi di questi stessi paesi siano mai stati insultati con tanta violenza come Famiglia Cristiana fa regolarmente con quello italiano”. Il ministro informa quindi che “per tutelare la mia onorabilità e quella della carica che ricopro ho deciso di dare mandato ai miei legali di agire in ogni sede civile e penale per contrastare questa aggressione premeditata da parte di chi usa consapevolmente la violenza di affermazioni false per combattere chi ha opinioni diverse dalle proprie”.
Già in passato c’erano stati scontri tra il settimanale dei Paloini e Maroni, in particolare quando è scoppiata la polemica sulle impronte digitali ai bambini rom. Ora l’ultimo atto, dopo che in mattinata il ministro aveva denunciato “pregiudizi” contro la Lega. E aveva difeso le due misure avversate dal settimanale: quella che consente ai medici di denunciare i clandestini e le ronde. Per quanto riguarda il primo provvedimento, aveva puntualizzato, “non abbiamo introdotto alcun obbligo di denuncia; abbiamo semplicemente eliminato il divieto della possibilità della denuncia introdotto nel 1998. Ora un medico che vuole segnalare un irregolare commette un reato, ma non è giusto punire chi magari vuole segnalare alla polizia un clandestino ferito dalla ragazza che ha stuprato”. Peraltro, aggiunge, in tutti i Paesi d’Europa è consentito ai medici di fare la denuncia ed in Germania, addirittura, c’è l’obbligo.
Quanto alle ronde, per il ministro, accrescono “il controllo del territorio e anche sindaci di sinistra hanno autorizzato questo strumento, solo che se lo fa la Lega diventa razzista”.

Il ddl su Eluana alla stretta finale. Opposizione in ordine sparso

Eluana Englaro

E adesso che prende il via l’iter parlamentare il disegno di legge che vieta la sospensione dell’alimentazione, elaborato per fermare il protocollo in corso alla clinica “La Quiete” di Udine su Eluana Englaro (votazione finale, probabilmente segreta, prevista per martedì tra le 8.30 e le 9.30 a Palazzo Madama e alla Camera, a scrutinio segreto già mercoledì nel primo pomeriggio) è Walter Veltroni a sbandierare le sue certezze: “Io voterò no con assoluta convinzione e dopo una lunga meditazione perché su una materia del genere né lo Stato né la politica possono intervenire. È un disegno di legge su un caso e non su una legge che è in discussione alle Camere, un caso in cui lo Stato interferisce senza riconoscere che i genitori sanno veramente cosa è giusto fare”. Il segretario del Pd spiega così la sua pozione rispetto al ddl Englaro aggiungendo che “nei gruppi del Pd si discuterà e individuerà “l’orientamento prevalente fermo restando naturalmente la libertà di coscienza”.
Il disegno di legge sarà tra l’altro corretto nel passaggio in cui si vieta la sospensione della nutrizione. Ad annunciarlo è stato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, prima della riunione della commissione Sanità del Senato dedicata al ddl. Dal momento che il testo è stato scritto quando Eluana era ancora alimentata con un sondino, “lo correggeremo in modo da applicarlo a questo caso e agli altri casi come il suo”, ha detto Sacconi.

Ma le convinzioni del leader non coinvolgono il resto della truppa democratica. Perché mentre sottolinea: “La cosa peggiore è la insopportabile strumentalizzazione politica verso un dramma che riguarda una ragazza e la sua famiglia” - ricordando come alcune parole pronunciate da Berlusconi dimostrino “la sua grande distanza” da ciò che provano i genitori di Eluana: “quando ha detto che la famiglia sembra volersi togliere una scomodità” - il segretario del Pd si appella alla “libertà di coscienza” dei suoi, anche se “i gruppi esprimeranno il loro orientamento prevalente, mentre non si riconosce il fatto che e’ la famiglia l’unica a sapere qual è la scelta giusta da fare”.
Scelta fatta per non andare alla conta rendendo ancor più evidenti le fratture interne ai democratici? Si vedrà. Di certo c’è che l’ “orientamento prevalente” del coordinamento del Pd è per il no al ddl Englaro. Ma, al termine di una discussione che ha visto posizioni diverse, il vertice del partito ha deciso, a quanto si apprende, che è meglio lasciare comunque libertà di coscienza.
Esclusa la proposta, fatta dal costituzionalista Stefano Ceccanti prima e sostenuta poi da Rosy Bindi e Giorgio Tonini di non partecipare al voto, la discussione si è concentrata sull’opportunità o meno di prendere una posizione netta a favore del no, pur lasciando libertà di coscienza, dando mandato ai capigruppo di rappresentarla nelle assemblee dei parlamentari del Pd.
Su questa linea erano il capogruppo al Senato Anna Finocchiaro e Pier Luigi Bersani. Per il ministro ombra dell’Economia (e prossimo avversario di Walter al congresso), lo scontro istituzionale che ha preceduto il voto sul ddl fa sì che “si vota per lo stravolgimento della Costituzione e della giurisdizione con un’invadenza dello stato, mai accaduta, in dimensioni familiari con uno stravolgimento di secoli di civiltà giuridica”. Ancora più duro Ignazio Marino, medico e capogruppo del Pd in commissione Sanità: “Questa è una legge ridicola e spero che il suo contenuto non venga tradotto in inglese perchè è risibile dal punto di vista scientifico. Potevano almeno cercare un consulente scientifico per scriverla e poi è anticostituzionale”. Per quanto tutti i big del partito - fatta eccezione per Beppe Fioroni (Coordinatore dell’Area Organizzazione) e Enrico Letta (ministro ombra del Welfare, già in corsa contro Veltroni alle primarie del 2007) che voteranno sì, insieme alla folta pattuglia di cattolici (Paola Binetti, di ritorno da Lourdes, Pierluigi Castagnetti) - motivano il no prima di tutto per ragioni politiche, il rischio di un no esplicito, ha evidenziato il vicesegretario Dario Franceschini, è che “i cattolici democratici si sentano ospiti nel partito”. ormare la democrazia nei poteri conferiti nelle mani di uno solo”.
Nel merito del provvedimento, la maggioranza (Pdl+Lega) appare sostanzialmente compatta a Palazzo Madama, fatta eccezione per i “dissidenti” Ferruccio Saro e Antonio Paravia. “Non è escluso che alcuni senatori del Pdl intervengano in aula per esprimere il loro dissenso su una questione che è di coscienza” è stato inoltre l’avvertimento di Lamberto Dini. Sul ddl il governo potrebbe comunque decidere di porre la fiducia. L’Udc intanto si unisce al sì al disegno di legge, mentre l’Italia dei Valori fa sapere che lascerà a senatori e deputati libertà di coscienza, mentre il leader Antonio Di Pietro ha deciso per il no.

Il testamento biologico? È un video su YouTube o una nota su Facebook

Eluana Englaro

Il testamento biologico non ha valore legale, ma alcune persone lo stanno comunque pubblicando su internet. L’onda emotiva generata dalla vicenda di Eluana Englaro, in stato vegetativo da 17 anni, pone domande. Che spingono a riflettere. E, in alcuni casi, a decidere.
Le scelte sono differenti: in alcuni casi l’esplicita rinuncia alla nutrizione e all’idratazione forzata nel testamento biologico è accompagnata dalla donazione degli organi. Dice Carlo Miccio di Latina su YouTube: “Credo nel diritto di autodeterminazione. L’unica persona autorizzata a prendere decisioni sarà mia moglie”.

Prevale il desiderio di lasciare una prova della propria volontà e comunicarla agli altri: “Nell’eventualità di una malattia che danneggi irreversibilmente le mie capacità psicofisiche e mi impedisca di comunicare la mia volontà ai familiari, agli amici, al personale sanitario”.

Due amici, Aldo Santoro di Creazzo e Caterina Franchina, si affidano a vicenda il compito di “rendere edotti i medici”. Ma un utente commenta il loro video osservando: “Personalmente non saprei se l’esposizione completa dei dati personali su youtube sia imprudente o meno. Certo è che come al solito, sono le iniziative dei cittadini come loro che fanno partire la spinta verso prese di posizione concrete da parte di altri cittadini”

Su Facebook più di mille persone hanno aderito al gruppo “Lascia su Faccialibro il tuo testamento biologico: Niente macchine grazie”. E duecento iscritti hanno lasciato nei commenti le loro volontà. Spesso i testi sono ispirate dai documenti pubblicati sui siti dell’Aduc, dell’Uaar (Unione atei razionalisti agnostici) e della Fondazione Veronesi. Intanto alla Camera e al Senato i progetti di legge presentati dall’inizio della legislatura continuano il loro iter.

Stuprata a 14 anni dal branco di coetanei. Il gip: “Atti di violenza animalesca”

La vittima di uno stupro

Parla di “pulsioni animalesche” nella sua ordinanza il gip del tribunale dei minori di Brescia, a proposito dei quattro minori bresciani arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Una terribile vicenda che ha portato la Procura, sulla base delle indagini dei carabinieri della compagnia di Salò (Brescia), a chiedere ed ottenere quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti ragazzi. Del branco farebbe parte almeno un altro minore che, però, avendo meno di 14 anni, non è imputabile. I militari hanno notificato loro un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
I ragazzini, tutti di Sabbio Chiese (Brescia), con la complicità di un tredicenne ritenuto coinvolto nella vicenda ma non imputabile per l’età, nel dicembre scorso, durante una festa in una casa privata, avrebbero violentato una quattordicenne con il manico di un badile, dopo averla costretta a bere. Lei di certo non poteva immaginare che, dietro i suoi compagni di scuola, gli amici della comagnia, si nascondessero dei violentatori in erba. Li ha seguiti entusiasta ad una festa privata, avrebbe detto alle altre ragazze prima di seguire i suoi futuri baby carnefici. Ma la festa si è trasformata in incubo e gli amici in un branco, senza scrupoli: tanto che hanno immortalato gli abusi sui cellulari, come fossero un trofeo. All’alba, sconvolta, la ragazzina è stata trovata su un divano completamente spogliata, in uno stato di semi-incoscienza, da due amiche che l’hanno riportata a casa. In seguito alla violenza, di cui l’interessata inizialmente aveva un ricordo molto confuso (”tutto a posto, roba da niente”, avrebbe confidato a un cugino), è finita al pronto soccorso per delle perdite di sangue. Solo in un secondo momento la 14enne ha parlato con lo psicologo della scuola, che ha spinto i suoi familiari a rivolgersi ai carabinieri. “Una vicenda sconcertante, in cui mai mi sono imbattuto” ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Riccardo Galletta. “Gli arresti si sono resi necessari perché è stata ravvisata la possibilità di reiterazione dello stesso reato”.
Il sabato successivo, infatti, i ragazzini, vittima compresa, si sono rincontrati nello tesso posto - una casa in via di ristrutturazione messa a disposizione da un genitore di un minore non implicato - come se nulla fosse. Il gruppo, figli di famiglie all’apparenza normali, si era conosciuto chattando su internet, e frequentava le scuole della Valsabbia. “Siamo sprofondati in una sorta di anestesia etica” è il commento del procuratore dei minori, Emilio Quaranta. “Qui la violenza viene percepita come normale”, da parte di ragazzi “lasciati a se stessi, abituati a rapporti promiscui, al consumo smodato di alcol e soggetti a pulsioni animalesche”.

Veltroni mobilita il Pd: “Berlusconi? Al Colle non andrà mai”

Walter Veltroni

Una manifestazione in piazza, per difendere la Costituzione. E un affondo duro del leader democratico al premier: “Se lo tolga dalla testa Berlusconi: al Quirinale non ci andrà mai”. Il Pd reagisce così alla volontà di Silvio Berlusconi di cambiare la carta costituzionale per modellarla, temono i democratici, a sua immagine e somiglianza.
In una intervista all’Unità Veltroni spiega che “in quella carica si sono succedute personalità che hanno garantito l’unità della nazione e il rispetto della Costituzione. Lui non è in grado di garantire unità ma solo divisione”. E ancora: per Veltroni quello del premier “è un disegno scellerato e autoritario, già l’anno scorso parlai del rischio di una trasformazione della nostra democrazia e ricordai il modello Putin…”. Comunque sia, aggiunge il segretario del Pd, “i cittadini sanno che indebolendo la Presidenza della Repubblica si renderebbe ancora più fragile il paese. Ci vuole un uomo di garanzia. Ci vuole un luogo dove tutto si possono riconoscere. Napolitano e il Quirinale lo sono e devono restarlo”. Di contro, da Veltroni giunge un plauso per il presidente di Montecitorio Fini: “Voglio sottolineare l’autonomia del presidente della Camera. Ci sono avversari politici che conoscono bene la differenza che corre tra le istituzioni e una sezione di partito. Fini lo ha dimostrato in diversi passaggi”.
Domani comunque il Pd sarà in piazza a Roma e a Milano “per difendere il Capo dello Stato e la Costituzione da chi vuole forzarla”. Il che non vuol dire che la Carta non possa essere cambiata: “Il parlamento” ricorda “aveva iniziato un ottimo lavoro. Dentro i confini dei grandi principi della Costituzione, possono realizzarsi interventi che rendano la macchina della democrazia più efficiente e veloce”.
L’appuntamento per la “mobilitazione democratica” e per esprimere solidarietà a Giorgio Napolitano è dalle 18 a piazza Santissimi Apostoli a Roma, dove l’unico a prendere la parola sarà il senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, uno dei superstiti dell’Assemblea Costituente.
Le correzioni di Berlusconi, che ha assicurato di non aver voluto attaccare la Costituzione (”Ho giurato sulla Costituzione, la rispetto. È la prima legge alla base dello Stato. Non ho mai pensato di attaccarla”, ha ribadito il presidente del Consiglio durante la sua visita a Mestre), non sono insomma bastate a chi teme che il premier, con la scusa della drammatizzazione del caso Englaro, voglia davvero cambiare le regole del gioco attribuendo al premier nuovi e più estesi poteri.
Berlusconi, del resto, ha ribadito di non considerare la Costituzione italiana “un Moloch”: la legge fondamentale dello Stato “può evolvere con i tempi”. Resta da vedere se le modifiche debbano essere approvate da tutti o solo dalla maggioranza. Berlusconi ha quindi attaccato l’opposizione, accusandola di aver travisato le sue parole, di aver fatto una mistificazione e di non aver capito che la sua richiesta di modifica riguardava solo l’articolo 77, quello sul potere di emanare decreti. E l’Unione Sovietica? Berlusconi non ha cambiato idea. “Che i valori costituzionali abbiano guardato alla carta dell’Unione Sovietica è una realtà storica”.
Di fronte a tutto questo, i democratici hanno mantenuto intatto il loro giudizio. Enrico Letta, (candidato alle primarie del 2007) che pure annuncia che, da cattolico, voterà sì al disegno di legge, ha detto di provare “sdegno” di fronte alle sortite dio Berlusconi. Altre accuse al premier sono arrivate dal capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro, secondo il quale “Berlusconi ha costruito una spregiudicata offensiva nei confronti della Costituzione e un pesante attacco al Capo dello Stato usando in modo cinico e pretestuoso la vicenda Englaro”.
A distinguersi il solito Antonio Di Pietro. Non rinunciando alla sua vis polemica, ha paragonato Berlusconi a Mussolini, perchè, come lui “vuole spaccare ulteriormente il Paese, renderlo ingovernabile e instabile per poi dire che ci pensa lui”.

Il caso Eluana: è una corsa contro il tempo, a Udine e in Senato

Manifestazione per Eluana
È una corsa contro il tempo. Per Eluana. Per la politica.
Al Senato per l’approvazione del disegno di legge (qui il testo) del Governo sulla ripresa della nutrizione e dell’idratazione di Eluana Englaro. Dopo le anomalie amministrative denunciate dai Nas, secondo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi la struttura sanitaria La Quiete a Udine, dove si trova la donna, non sarebbe idonea.

I legali della famiglia Englaro replicano: “Non ci sono i presupposti per il blocco della procedura”. Berlusconi chiede qualche giorno per consentire al Parlamento di varare la legge e si appella al “buon senso della classe politica”.
Pesante la replica di Veltroni: “Il premier vuole tutto il potere, per questo martedì scendiamo in piazza a difesa della Costituzione”.
Sul voto sul disegno di legge del governo sul caso Eluana “decideranno i gruppi” parlamentari del Pd, spiega all’Unità il segretario del Partito democratico, lasciando di fatto libertà di coscienza alla truppa dei “democrats” (così evitando di affondare il coltello nelle fratture interne e palesi del partito). Veltroni sottolinea che comunque c’è già ora un “giudizio politico comune” sugli aspetti negativi della vicenda: “Dall’attacco sferrato alla Costituzione, alla denuncia della strumentalizzazione odiosa di Berlusconi, alla possibilità di affrontare in maniera seria, con una legge sul testamento biologico, un tema di grande rilevanza etica”. Per il segretario democratico, il premier “in realtà sfrutta” la vicenda di Eluana “come diversivo, perché rimanga sullo sfondo la crisi del Paese”.

È stazionaria e sedata, intanto, Eluana: da tre giorni le sono state sospese idratazione e alimentazione. Nella casa di riposo (che nel frattempo ha fatto sapere di essere in regola: ono state allestite sulla base del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 20 gennaio 2000 e hanno le caratteristiche strutturali, impiantistiche, organizzative per applicare il protocollo stabilito in base al decreto della corte d’Appello di Milano”, ha affermato il vicedirettore generale della clinica, Luciano Cattivelli), oggi cominceranno gli accertamenti che la Regione Friuli Venezia Giulia ha disposto a funzionari dell’Azienda per i servizi sanitari 4 Medio Friuli per “scongiurare ogni eventuale presenza di illeciti chiaramente identificabili”. Altri accertamenti saranno eseguiti anche da un consulente della Procura della Repubblica di Udine che, su delega del pm Antonio Biancardi, approfondirà le “anomalie amministrative” rilevate dai Carabinieri dei Nas che, sabato, hanno a loro volta fatto ispezioni e controlli.
Sono state poi smentite da ambienti di polizia giudiziaria di Udine le notizie riportate da alcuni giornali sulla richiesta della Squadra mobile e dei carabinieri che avrebbero chiesto con un rapporto al procuratore Biancardi di firmare un provvedimento di urgenza di sequestro della stanza della clinica dove è ospitata Eluana, con l’ipotesi di reato di tentato omicidio. Da quanto si apprende, sono state soltanto rappresentate al procuratore - come richiesto dalla stessa Procura - una serie di situazioni dopo che erano stati sentiti alcuni testimoni interrogati a Padova, Lecco e Milano. Nessuna richiesta e nessun atto specifico sono stati fatti da polizia e carabinieri, mentre si attende per la giornata di oggi una decisione da parte della Procura della Repubblica.

“Ci sono vicende per le quali la politica deve fermarsi sulla soglia di casa delle persone e quella di Eluana Englaro è una di quelle”. Così il senatore a vita Giulio Andreotti. Siete d’accordo?
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