- Tags: Beppino, clinica, come, ddl, Eluana-Englaro, fame, Giorgio Napolitano, idratazione, La-Quiete, legge
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E adesso che prende il via l’iter parlamentare il disegno di legge che vieta la sospensione dell’alimentazione, elaborato per fermare il protocollo in corso alla clinica “La Quiete” di Udine su Eluana Englaro (votazione finale, probabilmente segreta, prevista per martedì tra le 8.30 e le 9.30 a Palazzo Madama e alla Camera, a scrutinio segreto già mercoledì nel primo pomeriggio) è Walter Veltroni a sbandierare le sue certezze: “Io voterò no con assoluta convinzione e dopo una lunga meditazione perché su una materia del genere né lo Stato né la politica possono intervenire. È un disegno di legge su un caso e non su una legge che è in discussione alle Camere, un caso in cui lo Stato interferisce senza riconoscere che i genitori sanno veramente cosa è giusto fare”. Il segretario del Pd spiega così la sua pozione rispetto al ddl Englaro aggiungendo che “nei gruppi del Pd si discuterà e individuerà “l’orientamento prevalente fermo restando naturalmente la libertà di coscienza”.
Il disegno di legge sarà tra l’altro corretto nel passaggio in cui si vieta la sospensione della nutrizione. Ad annunciarlo è stato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, prima della riunione della commissione Sanità del Senato dedicata al ddl. Dal momento che il testo è stato scritto quando Eluana era ancora alimentata con un sondino, “lo correggeremo in modo da applicarlo a questo caso e agli altri casi come il suo”, ha detto Sacconi.
Ma le convinzioni del leader non coinvolgono il resto della truppa democratica. Perché mentre sottolinea: “La cosa peggiore è la insopportabile strumentalizzazione politica verso un dramma che riguarda una ragazza e la sua famiglia” - ricordando come alcune parole pronunciate da Berlusconi dimostrino “la sua grande distanza” da ciò che provano i genitori di Eluana: “quando ha detto che la famiglia sembra volersi togliere una scomodità” - il segretario del Pd si appella alla “libertà di coscienza” dei suoi, anche se “i gruppi esprimeranno il loro orientamento prevalente, mentre non si riconosce il fatto che e’ la famiglia l’unica a sapere qual è la scelta giusta da fare”.
Scelta fatta per non andare alla conta rendendo ancor più evidenti le fratture interne ai democratici? Si vedrà. Di certo c’è che l’ “orientamento prevalente” del coordinamento del Pd è per il no al ddl Englaro. Ma, al termine di una discussione che ha visto posizioni diverse, il vertice del partito ha deciso, a quanto si apprende, che è meglio lasciare comunque libertà di coscienza.
Esclusa la proposta, fatta dal costituzionalista Stefano Ceccanti prima e sostenuta poi da Rosy Bindi e Giorgio Tonini di non partecipare al voto, la discussione si è concentrata sull’opportunità o meno di prendere una posizione netta a favore del no, pur lasciando libertà di coscienza, dando mandato ai capigruppo di rappresentarla nelle assemblee dei parlamentari del Pd.
Su questa linea erano il capogruppo al Senato Anna Finocchiaro e Pier Luigi Bersani. Per il ministro ombra dell’Economia (e prossimo avversario di Walter al congresso), lo scontro istituzionale che ha preceduto il voto sul ddl fa sì che “si vota per lo stravolgimento della Costituzione e della giurisdizione con un’invadenza dello stato, mai accaduta, in dimensioni familiari con uno stravolgimento di secoli di civiltà giuridica”. Ancora più duro Ignazio Marino, medico e capogruppo del Pd in commissione Sanità: “Questa è una legge ridicola e spero che il suo contenuto non venga tradotto in inglese perchè è risibile dal punto di vista scientifico. Potevano almeno cercare un consulente scientifico per scriverla e poi è anticostituzionale”. Per quanto tutti i big del partito - fatta eccezione per Beppe Fioroni (Coordinatore dell’Area Organizzazione) e Enrico Letta (ministro ombra del Welfare, già in corsa contro Veltroni alle primarie del 2007) che voteranno sì, insieme alla folta pattuglia di cattolici (Paola Binetti, di ritorno da Lourdes, Pierluigi Castagnetti) - motivano il no prima di tutto per ragioni politiche, il rischio di un no esplicito, ha evidenziato il vicesegretario Dario Franceschini, è che “i cattolici democratici si sentano ospiti nel partito”. ormare la democrazia nei poteri conferiti nelle mani di uno solo”.
Nel merito del provvedimento, la maggioranza (Pdl+Lega) appare sostanzialmente compatta a Palazzo Madama, fatta eccezione per i “dissidenti” Ferruccio Saro e Antonio Paravia. “Non è escluso che alcuni senatori del Pdl intervengano in aula per esprimere il loro dissenso su una questione che è di coscienza” è stato inoltre l’avvertimento di Lamberto Dini. Sul ddl il governo potrebbe comunque decidere di porre la fiducia. L’Udc intanto si unisce al sì al disegno di legge, mentre l’Italia dei Valori fa sapere che lascerà a senatori e deputati libertà di coscienza, mentre il leader Antonio Di Pietro ha deciso per il no.
- Lunedì 9 Febbraio 2009
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Il 9 Febbraio 2009 alle 20:33 vincenzo.m. ha scritto:
L’ARDUA RICERCA DELLA VERITA’.
“La Chiesa difende la vita vissuta nella sua pienezza anche quando questa è debole e sofferente”.
Ispettori del Vaticano e consulenti dello Ior sono alla caccia di un tesoro la cui traccia, partendo da Loreto, passando per Milano, transitando da Lugano giunge in Brasile ove si è dissolta. Undici milioni di euro di cui nessuno è in grado di comprenderne la volatilità; denaro che potrebbe essersi incuneato in qualche paradiso fiscale, la cui possibile polverizzazione causata dalla crisi finanziaria, getta panico e fibrillazione ai ricercatori della verità: offerte dai poveri per i poveri.
I recenti accadimenti in un Istituto di bambini sordomuti, locato a Verona, pesa come un macigno: una denuncia per molestie e violenze inaudite tutta da essere ancora verificata e dimostrata. Il silenzio dettato dalle indagini in corso traccia la via per la ricerca della verità.
Il potente e poderoso richiamo della mente suggeritrice del ddl riesce laddove nessuno può: giovani, anziani, vecchi accorrono in massa per dare testimonianza del loro voto, è necessario essere presenti, il popolo non deve supporre che altri possano muovere i fili che collegano i loro movimenti muscolari. Si risvegliano padri pronti a dichiarare che resisterebbero alla tentazione di non emulare il caso che si è incuneato nel vuoto costituzionale: nessuno chiede ai loro figli quale sia il loro pensiero. Il disegno di legge emesso in data 26.01.2009 a firma del relatore dott. Raffaele sig. Calabrò genera, negli interessati e nella massa degli incolti, l’ardua ricerca di una ricostruzione del tessuto diplomatico che ha inciso nella produzione del disegno di legge stesso: le rilevazioni del dichiarante nel contesto dell’alleanza terapeutica non sono vincolanti.
Alla lunga la verità emerge sempre.
Fagocitare nel proprio spazio etico alleanze con divorziati, inquisiti, condannati, ideatori di complesse triangolazioni off-shore a volte pone il dilemma se il fine ne giustifica il mezzo. Privare il mondo del lavoro della costante presenza necessaria per mantenere nella luce il faticoso cammino dei lavoratori che spesso necessitino di una guida; mantenere viva la presenza dei valori etici, un contribuito per far sì che il gregge affidato non si disperdesse in quella “mucillagine sociale” chiaramente enunciata in un recente rapporto.
Difendere la vita contempla la dotazione di strumenti di controllo finalizzati ad evitare che nell’ambito della stessa Istituzione possano verificarsi atti in contrapposizione a dichiarazioni facili e riduttive; esprimere pubblicamente azione e disgusto verso eventi che pericolosamente condizionano la della propria etica. Il diritto alla vergogna ed al silenzio sono atteggiamenti insufficienti per occultare al proprio interno le contraddizioni morali, essi sono in netta contrapposizione alla pubblicizzazione ed all’accanimento rispetto alle azioni esterne alla propria Isituzione.
L’ardua ricerca della verità rischia di interrompersi, oppressa da evidenze sempre più cupe e desolatamente deludenti; un sempre maggior numero di individui riflette, si informa, osserva ed analizza gli elementi non visibili che strutturano gli eventi, riflessioni che indirizzano un gregge verso un baratro, riflessioni che impongono una spinta brutale verso l’abisso ove si scorge una lama a doppio taglio: la verità è una mediazione di rapporti di forze, o peggio, è una collina profetizzata che divide la Chiesa di oggi in una profonda e silenziosa scissione.
Il 13 Febbraio 2009 alle 0:00 pietro berti ha scritto:
LO STRANO CASO DI DARIO FRANCESCHINI
In merito all’articolo apparso lunedì 9 febbraio a pag 6 sul corriere della sera fondo pagina a firma Alessandro Trocino dal titolo “Franceschini : sosterrò la volontà del padre, non sosterrò il DDL” pare opportuno fare qualche piccola riflessione. La prima riflessione è che non c’è stato bisogno che il Franceschini sostenesse o meno il DDL del Governo, in quanto la povera Eluana è passata all’Oriente eterno alle 20,10 dello stesso 9 febbraio e ora come un angelo cavalcherà per l’eternità le praterie celesti. Ebbene, Franceschini riteneva: “Non stiamo per stabilire le regole per il futuro. Qui si parla di un caso concluso con una sentenza e la decisione non può essere dello Stato ma della famiglia. Il mio voto sarà per rispettare la volontà del padre.” Dario Franceschini è il vice-segretario del PD; Dario Franceschini ha maturato la sua posizione da vice-segretario del PD; Dario Franceschini dice di aver maturato la propria decisione da cattolico; Dario Franceschini ha deciso secondo coscienza di votare “no” sul ddl del Governo sul caso di Eluana. Bene. Siamo molto preoccupati per il fatto che colui che dovrebbe rappresentare l’ala cattolica del PD provi “orrore nell’assistere ad una vicenda così drammatica utilizzata così cinicamente dal Presidente Berlusconi”; Franceschini (vice segretario del PD, cattolico) ritiene che Berlusconi usi la tristissima vicenda Englaro “PER STRAVOLGERE IL SISTEMA DEMOCRATICO E AFFIDARE IL POTERE ASSOLUTO AL PREMIER”. Il Franceschini si chiede, inoltre, come è possibile che nel centro-destra nessuno abbia dubbi e ancora una volta è terrorizzato per la minaccia ai Ministri “o votate sì, o vi dimettete”, continua “sono stupìto verso chi ha tante certezze e per chi manifesta”. Aggiunge che “le due coscienze laica e cattolica hanno gli stessi dubbi e si pongono le stesse domande.” Si dice certo che nemmeno tutti i cattolici voteranno nello stesso modo. “La Chiesa indica e ricorda i valori in modo del tutto legittimo” ma Franceschini, nel ruolo di legislatore cattolico, decide autonomamente nel rispetto della laicità dello Stato.
Per quanto riguarda il Vaticano, ovviamente non ci sono dubbi: interrompere l’alimentazione e l’idratazione con un sondino ad una persona che non è sottoposta a nessun tipo di terapia è considerata ben peggio dell’eutanasia; è considerata tortura che porta all’eutanasia senza se e senza ma, tanto è che nella tristezza immane che tutta questa vicenda ha avuto in Italia, il Santo Padre ha ribadito anche l’11 febbraio 2009, durante la celebrazione della giornata del malato che la vita è sacrosanta ed è un bene indisponibile, ed ha rincarato la dose ribadendo che dal concepimento allo sviluppo fino alla fine naturale non ci può essere nessuno al mondo che si possa arrogare il diritto di interromperla, dunque ribadisce il no all’aborto, il no alla pena di morte , il no all’eutanasia, il no alla tortura e nella tortura inserisce il caso di chi, pur non essendo malato ed essendo in una condizione irreversibile come quella di Eluana, gli venga negato un sondino per l’alimentazione e l’idratazione, venendo a mancare alla persona cibo e acqua: in tal caso è inevitabile per chi versa in tale condizione, come per qualsiasi altro essere umano, l’evento morte, attraverso atroci supplizi.
Tutto ciò premesso, rileviamo il fatto che Dario Franceschini non ci rappresenta in alcun modo come cattolici; che Dario Franceschini, nel ruolo di legislatore cattolico decide autonomamente nel rispetto della laicità dello Stato, ma in questo caso specifico non ci rappresenta perché il suo voto negativo legittima la fine di una vita umana. Il pdiano Franceschini, che esprime “orrore” per la vicenda utilizzata a suo dire cinicamente da Berlusconi, dovrebbe farsi un sano esame di coscienza, reputandosi cattolico, e pensare invece all’orrore che la sua scelta (che per la coscienza di noi cattolici appare mostruosa) gli permetta ancora di avere il coraggio di definirsi tale. Il Franceschini ha perso ancora una volta una fantastica occasione per stare zitto. Perché se almeno lo avesse fatto la maggior parte di quelli appartenenti all’area cattolica dei due schieramenti lo avrebbero rispettato e soprattutto, ancor più lo avrebbero tenuto in alta considerazione se avesse espresso il concetto che il cattolico è contro la cultura della morte e fa di tutto per non farla trionfare. Colui che si professa appartenente a una religione che come primo presupposto ha la tutela della vita dal suo primo concepimento fino alla sua fine naturale, e con dichiarazioni del genere viene meno a questo principio deve fare un profondo esame di coscienza. Forse sta perdendo la fede? Forse non ha ben chiare le idee di cosa significhi essere cattolico. Forse è bene che sappia che alla luce delle sue dichiarazioni può stare tranquillo sia lui sia tutti quelli che - appartenenti all’area cattolica nel PD - si sono espressi per il no al DDL del Governo e hanno espresso la loro opinione, ebbene, si diceva, possono stare tranquilli sul fatto che a cominciare dalle prossime elezioni sia amministrative sia europee non verranno votati nella misura in cui sperano. Con i princìpi non si scherza; con il diritto alla vita non si scherza: Franceschini, sei andato contro i principi fondamentali del cattolico in ordine al diritto alla vita. E per questo alle elezioni perderai una percentuale di elettori cattolici che proprio per quello che hai detto punirà severamente l’ala cattolica o pseudo tale del partito a cui appartieni. Pietro Berti
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