Addio a Eluana, sì all’autopsia. La procura: “Non c’è stato reato”

Fiaccolate e preghiere per l'ultima notte di Eluana Englaro

Si avranno in serata i primi esiti dell’autopsia sul corpo di Eluana Englaro, deceduta lunedì alle 19,35 per arresto cardiocircolatorio a seguito di insufficienza renale (secondo l’atto ufficiale di morte firmato dal direttore sanitario della clinica La Quiete, Stefano Santin) al quarto giorno senza alimentazione nella struttura friulana.

È stata la Procura di Udine a disporre l’autopsia sul corpo di Eluana Englaro. L’incarico è affidato anatomopatologo Carlo Moreschi coadiuvato da un collega di Padova. La decisione è stata presa al termine di un vertice svoltosi al Comando provinciale dei carabinieri di Udine, al termine del quale il procuratore Antonio Biancardi ha emesso una nota nella quale si piega che “saranno disposti ulteriori accertamenti ove sorgesse qualsivoglia dubbio sulle cause e sui mezzi che hanno prodotto l’evento”.
“Confermo che l’autopsia avverrà entro oggi”, ha annunciato il prof. Moreschi. Mentre l’avvocato della famiglia Englaro Giuseppe Campeis ha spiegato che prima di fissare la data dei funerali “vanno espletate tutte queste formalità”. Intanto Beppino Englaro e probabilmente anche la moglie Saturnia , gravemente malata, sono in partenza da Lecco per raggiungere Udine, dove secondo vorrebbero cremare la figlia e seppellirne le ceneri nel cimitero locale dopo una semplice benedizione in forma strettamente privata.

Da parte sua il procuratore generale della Corte d’Appello di Trieste, Beniamino Deidda ha assicurato che “per ora non c’è nessuna ipotesi di reato” e “sarà solo l’autospia a dirci con precisione le cause della morte”. Pronostici sui tempi che serviranno a saperne di più, il pg non ne fa: “i tempi” dice “dipenderanno dal ritmo dei periti incaricati e dagli accertamenti che saranno necessari. So che siamo nella routine e si seguirà la prassi che si segue in caso di persone ricoverate”. Commenti sulla vicenda, Deidda non ne vuole fare, si limita a dire: “Credo davvero che questo sia il momento della meditazione e del rispetto della famiglia”.
Intanto questa mattina la direzione de ‘La Quiete’ ha confermato che Eluana è morta per arresto cardiocircolatorio a seguito di insufficienza renale. Tuttavia, da quanto trapelato, le condizioni della donna ieri pomeriggio non facevano supporre un epilogo così rapido. Ieri sera, davanti a “La Quiete” ci sono stati dei momenti di forte tensione tra due schieramenti contrapposti: coloro che chiedevano che Eluana vivesse e quanti rivendicavano la libertà di scelta. Le forze dell’ordine sono intervenute a sedare gli animi, perché i manifestanti erano arrivati quasi alle mani.
“Mi aspettavo maggiore rispetto da tutti e invece ho ricevuto insulti brutali e minacce”, ha detto dal canto suo Ines Domenicali, presidente della casa di riposo. Il suo pensiero va alle difficoltà incontrate da quando ha deciso di accogliere la donna lecchese in stato vegetativo permanente da 17 anni per l’esecuzione del decreto della Corte d’appello di Milano, alle ispezioni e alle continue manifestazioni che si svolgevano davanti ai cancelli della casa di cura.
“Non sono assolutamente pentita, ho accolto Eluana in piena coscienza operando nella legalita, l’ho fatto perché era una circostanza particolare e ho cercato di rispettare il dramma del padre, della madre e di Eluana stessa”. Rispondendo all’Adnkronos salute, Domenicali si dice “ancora scossa e provata da tutto quello che è successo, da questa vicenda così dolorosa” e dal fatto che “ci hanno mancato di rispetto soprattutto quelle persone che si professano ‘difensori della vita’ e poi ci minacciano di morte”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 10 Febbraio 2009 alle 20:59 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Complimenti, Presidente Napolitano, ma dov’era, quando il mio amico Bettino Craxi grandissimo Statista fu ucciso a Hammamet? Certo c’erano Oscar Ciampi che fecero Ponzio e Pilato e com’è successo per Eluana ancora il Tribunale di Milano decretò la morte senza farlo rientrare in ospedale per curarsi. Ammonirlo che poteva tornare, poiché stava bene: io stessi gli reggevo la scatola dell’insulina, mentre se la iniettava accanto alla ferita diventata cancrena! Egli alzo la testa e guardandomi negli occhi, mi risposo alla mia domanda: ritorni: ” Vedi Vincenzo, io tornerei da libero cittadino per curarmi e difendermi, NO da latitante come un criminale con schiavettoni! Un giorno al telefono mi disse: “ Vincenzo mi chiamano. Ti devo lasciare, vado in ospedale.. ! Lo rividi al TG intervistato in auto, dopo le brutte notizie, telefonai e seppi che stava male! Ultimo, annuncio Il Presidente Bettino Craxi è morto!
vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.

Il 10 Febbraio 2009 alle 21:52 carlo.tosi ha scritto:

Ora che questa tristissima storia è arrivata al capolinea, speriamo che cali il sipario e la quella povera famiglia possa vivere con un po’ di pace e riservatezza questo momento di dolore. Speriamo che tutti gli sciacalli ed avvoltoi che in questi ultimi mesi si sono nutriti di questo argomento, rivolgano ad altre direzioni la loro morbosa attenzione. Ogni politico,giornalista, opinionista, benpensante, ha voluto dire la sua, in molti casi non perchè avesse veramente qualcosa da dire, ma solo per avere spazio in TV o sui giornali. Vorrei vedere la coerenza di tutti questi parlatori di professione, se si trovassero in una situazione simile, come si comporterebbero. Questa triste storia mette in evidenza un’altra cosa, l’eterna lentezza del nostro parlamento nel discutere e varare provvedimenti. Sono anni che vi è necessità di una legge chiara per casi così toccanti, ma li conosciamo bene i nostri politici, le uniche leggi che discutono ed approvano alla svelta, sono quelle per aumentarsi lo stipendio o per avere l’immunità giudiziaria. Per tutto il resto si continua a chiacchierare fino alle calende greche.
Comunque, ciao Eluana, speriamo che tu possa finalmente trovare la pace che meriti.

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