- Tags: Campidoglio, Cina, cittadinanza, dalai-lama, Gianni Alemanno, pace, Roma, Tibet
- 2 commenti

Il Dalai Lama è cittadino di Roma e la Cina insorge.
Da Roma è partito un appello, quasi una supplica corale, per rifiutare la violenza, per difendere i diritti umani, i diritti dei popoli e soprattutto quelli del popolo tibetano.
Queste parole sono diventate così un gesto concreto con il conferimento da parte del consiglio comunale della cittadinanza onoraria a Yeshe Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama. Un gesto “simbolico”, come ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ribadisce la richiesta dell’Italia e dell’Unione Europea nei confronti della Repubblica Popolare Cinese affinchè riprenda il dialogo con gli esponenti della nazione tibetana per ottenere l’autonomia del Tibet.
Il leader spirituale del Tibet entrando in Campidoglio nell’aula Giulio Cesare è stato accolto da un lungo applauso e grida: “free Tibet” ed in molti hanno esposto bandiere tibetane, mentre in piazza del Campidoglio si sono radunate alcune centinaia di persone con cartelli e striscioni pro Tibet, tra cui uno di Foro 753, centro sociale di destra, “contro l’oppressione comunista boicotta il made in Cina”. L’aula era gremita, con un parterre d’eccezione con molti politici, tra i quali il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi e il capogruppo dei senatori Pdl Maurizio Gasparri.
Il Dalai Lama ha ammesso che “questi premi”, riferendosi alla cittadinanza onoraria di Roma e al Nobel, “sono un incoraggiamento a sostegno dell’azione non violenta e ciò mi dà coraggio. Penso che i tibetani sapendo che io sono qui a Roma a prendere la cittadinanza onoraria non si sentiranno abbandonati”. Il leader spirituale del Tibet ha detto che sono tre gli impegni a cui si dedicherà fino alla sua morte: “Promuovere il valore umano, l’incontro e l’armonia interreligiosa e risolvere la causa del Tibet”. Tenzin Gyatzo ha ricordato che sta invecchiando ma che non può ùritirarsi perchè andrà il mio sostegno al Tibet finché vivrò”.
Una presenza quella del Dalai Lama in Campidoglio che rappresenta” ha sottolineato Alemanno “la nostra rivolta morale di fronte all’ingiustizia, alla violenza, all’oppressione. Una rivolta morale a difesa dell’identità dei popoli e del diritto che ha ognuno di noi di esprimere la sua spiritualità e la sua cultura”.
Un messaggio non violento lanciato dal colle capitolino che acquista ancora più valore in un momento in cui la repressione della Cina in Tibet è sempre più dura, come ha detto lo stesso il Dalai Lama durante un incontro svoltosi prima della cerimonia in Campidoglio con l’intergruppo parlamentare per il Tibet. Un segnale di pace e di dialogo che parte “dal centro ideale della romanità”, come ha affermato il sindaco, proprio in vista del cinquantesimo anniversario dell’insurrezione pacifica del popolo tibetano, avvenuta a Lhasa il 10 marzo 1959.
Un messaggio di pace non compreso, anzi respinto, da Pechino. Il conferimento al Dalai Lama, il leader tibetano in esilio, della cittadinanza di Roma “offende il popolo cinese” e costituisce “un’interferenza” negli affari interni di Pechino, ha detto oggi la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Jiang Yu. La Cina ha annunciato conseguenze nelle relazioni con l’Italia per la decisione del Comune di Roma di conferire la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. L’anno scorso Pechino cancellò una summit franco-cinese dopo che Nicolas Sarkozy aveva incontrato il leader spirituale tibetano. La concessione della cittadinanza onoraria di Roma al Dalai Lama, ha detto Jiang Yu, “ferisce profondamente la sensibilità del popolo cinese. Manifestiamo il nostro forte malcontento e la nostra contrarietà”.
- Martedì 10 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 10 Febbraio 2009 alle 22:25 pietroancona ha scritto:
Il Dalai Lama è portatore di una cultura negatrice
dei diritti civili. Quando il Tibet era amministrato dai feroci monaci la gente moriva come mosche per fame,malattia, percosse, torture ed altro.
La Cina ha portato in Tibet i valori della civiltà, del rispetto umano, ha portato l’istruzione pubblica prima negata e riservata solo ai monaci ricchi.
Non condivido e considero una scelta di parte la cittadinanza data ad un individuo che oltretutto considera la donna e gli omosessuali con disprezzo
Il 6 Luglio 2010 alle 12:15 Notizie dai blog su Dalai Lama, al via festeggiamenti per 75 anni ha scritto:
[...] Il Dalai Lama è “civis romanus”. La Cina: “Offeso il nostro popolo” Il Dalai Lama è cittadino di Roma e la Cina insorge. Da Roma è partito un appello, quasi una supplica corale, per rifiutare la violenza, per difendere i diritti umani, i diritti dei popoli e soprattutto quelli del popolo tibetano. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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