Morta Eluana, il Parlamento riparte dal testamento biologico

Il Senato Italia

Eluana è morta. Eluana si è spenta. Ma i toni dello scontro politico sono rimasti accesi. E alti. Mentre le massime cariche dello Stato si sono unite al dolore della famiglia Englaro, le polemiche scoppiate negli ultimi giorni non si sono placate. Anzi.
La morte di Eluana Englaro ha infranto il copione che la politica si apprestava a scrivere sulla falsarigha di quello di Terry Schiavo, la donna americana a cui fu più volte tolto e rimesso il sondino tra battaglie legali e politiche. La notizia del decesso è infatti giunta mentre il Senato aveva iniziato la discussione generale sul disegno di legge del governo in cui la maggioranza si apprestava ad inserire una norma che imponeva la ripresa della nutrizione artificale.

L’iter della legge aveva assunto in Senato i connotati di una corsa contro il tempo, con il centrodestra che ha esplicitato l’intenzione di approvare quanto prima il testo per “salvare la vita a Eluana”. La Conferenza dei capigruppo ha così deciso una seduta notturna, con l’approvazione definitiva del disegno di legge martedì mattina alle 9:30, in modo da trasmetterlo subito alla Camera.
Nel primo pomeriggio, in commissione Sanità, Sacconi ha annunciato la modifica al provvedimento visto che, così come era scritto, non sarebbe stato applicabile a Eluana. E infatti ecco arrivare un emendamento di Pdl e Lega, con l’appoggio dell’ Udc, che specificava non solo il divieto di “sospendere” l’alimentazione artificiale, ma anche di “ripristinarla” nei casi in cui era stata già interrotta.
Quando alle 19 comincia l’esame in aula, vengono respinte le pregiudiziali di costituzionalità presentate da radicali, da Idv e da alcuni senatori del Pd. Mentre è appena iniziata la discussione generale, ecco la notizia choc: il vicepresidente Vannino Chiti legge l’agenzia: Eluana è morta.
Arriva immediatamente il presidente Renato Schifani a guidare i lavori, e chiede un minuto di silenzio ad un’aula incredula. Interviene subito dopo un commosso ministro Maurizio Sacconi, che esprime il “dolore” del governo e la vicinanza al papà Peppino Englaro: “Da parte nostra” dice “c’è sempre stata comprensione delle sue scelte anche se non ne abbiamo condiviso lo scopo”. Queste parole di riconciliazione sono accompagnate dalla richiesta di andare comunque avanti con l’approvazione del ddl, in attesa di “una disciplina organica” sul testamento biologico.
Schifani si unisce al dolore a alla richiesta del governo, ma il clima dura un minuto. “Eluana” tuona in aula il solitamente mite Gaetano Quagliariello (vice capogruuppo Pdl): “non è morta, Eluana è stata ammazzata e noi non ci stiamo”.
A chiarire che l’obiettivo degli attacchi è il Quirinale ci pensa Maurizio Gasparri, che guida il gruppo dei deputati del Pdl: “Su questa vicenda peseranno le firme messe e quelle non messe”. Che replica le sue accuse dopo il comunicato di Napolitano che invita al rispetto e al silenzio: “Non può chiederci di tacere”. E anche il premier Silvio Berlusconi sembra alludere al Quirinale: “È grande il rammarico che sia stata resa impossibile l’azione del governo per salvare una vita”.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini, però, non ha intenzione di farsi trascinare su questo piano e bolla come “irresponsabile” Gasparri, “deve imparare a tacere”, lo attacca con inusitata durezza. E anche Schifani telefona al Quirinale. Per il Pd l’attacco del Pdl al Colle è troppo: Anna Finocchiaro parla di “sciacallaggio politico” e preannuncia che il Pd non parteciperà più all’esame del ddl, chiedendo invece di esaminare in tempi certi la legge organica sul testamento biologico.

Schifani media, e dopo due ore di bagarre, il governo tramite il minsitro Sacconi definisce “accettabile” la controproposta, accantonando il suo ddl e passando a esaminare rapidamente un testo organico sul testamento biologico. Un provvedimento già incardinato in commissione Sanità a Palazzo Madama e che avrà tempi stretti e sul quale l’opposizione promette che non farà ostruzionismo. Martedì 10 intanto, annuncia Schifani, si discuteranno le mozioni, che verranno presentate sul tema del “fine vita” che, hanno, tra l’altro, come spiega il presidente dei senatori dell’Udc, Giampiero D’Alia, l’obiettivo di impegnare Palazzo Madama con “un pronunciamento politico chiaro” perché in breve tempo ci sia la legge sul testamento biologico.

Commenti

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Il 10 Febbraio 2009 alle 14:10 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Una diagnosi di morte, quale?
Nessun reato d’accordo: ma cosa dire che i medici non siano riusciti a dirci quando doveva morire? Una, due, tre settimane poi..scienza non esatta… Ora il Parlamento non aspetti altri 17 anni per fare una giusta Legge sul testamento biologico. vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.

Il 10 Febbraio 2009 alle 16:32 shift ha scritto:

Che dire?

Una massa di buffoni, tutti quanti, nessuno escluso, alcuni che ormai possono portare tranquillamente la nomea di assassino.

E poi parlano che vogliono rispetto per le istituzioni e i personaggi di prestigio?

Ma cerchino di non far ridere pure i polli!

Adesso che il recinto e’ vuoto possono pure continuare con le loro buffonate, tanto la poltrona non glie la toglie nessuno e di cazz… possono continuarne a fare tranquillamente.

Il 10 Febbraio 2009 alle 16:39 pietroancona ha scritto:

—– Original Message —–
From: pietroancona@tin.it
To: lettere@avvenire.it
Sent: Tuesday, February 10, 2009 3:06 PM
Subject: LETTERE

Accusate in modo pesante persone misericordiose e civili che hanno fatto cessare una pena che dura da diciassette anni.

Vi dovete dare una calmata. E’ un atroce tortura condannare a vivere un corpo già inerte a mezzo delle macchina. Ma voi di torture ve ne intendete: per secoli l’avete praticata con l’Inquisizione e la caccia agli eretici.
Vi ricordo che Papa Woitila è morto nelle stesse circostanze di Eluana senza averne la stessa necessità. Ma non potevate sopportare di avere un Papa nelle condizioni di inabilità,.Deve essere efficiente fino all’ultimo giorno di vita….
Vergognatevi!

Pietro Ancona

Il 10 Febbraio 2009 alle 17:28 toto47 ha scritto:

Al fine di evitare le stupide diatribe suscitate dal caso Englaro,io spero soltanto che il governo continui
a sentire l’urgenza di legiferare in merito.Non vorrem
mo ritrovarci a parlare di vita e non vita,di vita arti
ficiale e accanimento terapeutico in un prossimo malaugurato caso.Il testamento biologico è l’unico modo
di scegliersi la vita.E non lasciarsela imporre dalla
Chiesa o dai Comitati pro o contro vita.Il divorzio è
una legge,ma nessuno ci obbliga a divorziare.Il diritto
di aborto è una legge,ma nessuno obbliga le donne ad
abortire.Nessuno si scandalizzi per le scelte degli al
tri che,non sempre,corrispondono alle nostre.

Il 10 Febbraio 2009 alle 18:15 shift ha scritto:

Non ci sono scusanti di nessun genere da dispiegare, sono tutte false, ipocrisia allo stato puro, dialettica contorta della logica per salvarsi la faccia e la coscienza, usando senza scrupolo termini su valori umanitari che non competono a chi ha voluto questo assassinio.

Neppure gli assassini più incalliti hanno la faccia tosta di dire che hanno ucciso per umanità, a tutto c’e’ un limite, ed e’ stato abbondantemente superato.

Inutile pure fare a scarica barile, come i nostri uomini politici sono abituati tranquillamente a fare.

Ci sono precise responsabilità per tutti, per chi ha perso tempo pur sapendo della situazione, per chi ha impedito ciò che non si impedisce a nessuno: di mangiare e bere, per chi ha impedito i provvedimenti d’urgenza con scuse politiche e di parte, che con il caso umano nulla hanno a che vedere, per chi non ha saputo e voluto redimere un contrasto tra Magistratura e Parlamento a favore della volontà maggioritaria degli italiani, come buon senso e regola vorrebbe.

Meritano solo due titoli: chi quello di buffone, e chi quello di assassino, senza alcun dubbio.

Se lo possono incorniciare, perché nessuno glie lo potrà più togliere, ne’ agli occhi di tutti ne’ alla loro stessa coscienza, qualunque cosa facciano d’ora in poi.

Il 15 Febbraio 2009 alle 0:24 Referendum sul testamento biologico? Così Marino divide il Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il referendum come arma, se non si riuscisse in Parlamento a modificare il disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico, rischia di far male soprattutto al Pd. L’affondo contro il ddl arriva da Ignazio Marino, senatore-medico del Pd che ha guidato fino a pochi giorni fa i democratici in commissione Sanità. Ma la prospettiva di una consultazione popolare, dalla quale gli esponenti della maggioranza dicono di ‘’non essere spaventati’’, spacca i democratici, con la nuova capogruppo in commissione Dorina Bianchi che bolla l’uscita di Marino come ‘’grave errore’’. Ospite di un convegno organizzato dai Radicali per ‘’smascherare tutte le menzogne raccontate su Eluana’’, Marino ha fatto un intervento lungo e appassionato, ricevendo più volte l’ovazione di una platea gremita da oltre mille persone. Dopo aver smontato pezzo per pezzo il testo al vaglio della commissione Sanità di Palazzo Madama e chiarito che si tratta di ‘’una battaglia per la difesa della nostra libertà di scelta sancita dalla Costituzione’’, Marino ha garantito di essere pronto a fare di tutto per ‘’cancellare’’ il provvedimento qualora diventasse legge. Fino a spingersi a prevedere la necessita’ ‘’di un referendum abrogativo’’ se il disegno di legge passasse cosi’ com’è. Allora ‘’si vedrà se valgono di più le parole di 400 parlamentari o del 90% degli italiani. Credo che per molti sarà un brusco risveglio’’. Se la proposta ha trovato subito l’approvazione dei Radicali, che il senatore aveva indicato come ‘’trasparenti e leali molto più di altri’’, non si è fatta troppo attendere una nuova spaccatura all’interno dello stesso Partito Democratico. In serata infatti Dorina Bianchi, che guida ora la compagine del Pd in commissione, ha fatto sapere di non condividere affatto la posizione del collega di partito: ‘’Spostare lo scontro dalle aule delle Camere e portarlo nelle piazze” ha detto “significa alimentare uno scontro sbagliato fra due radicalismi. Dovremmo impegnarci tutti per approvare una buona legge’’. E aggiunge la vicepresidente della Camera Rosy Bindi: ‘’Parlare ora di referendum è un regalo a chi non vuole fare la fatica di definire una buona legge sul fine vita’’. Pronta la replica di Marino: gli sforzi per ‘’lavorare su tutti gli emendamenti possibili si dovranno moltiplicare in questi giorni’’, ha assicurato, mantenendo però’ il punto: ‘’Se ci fosse veramente la volontà del Pdl di non recepire gli emendamenti, bisognerà utilizzare tutti gli strumenti che la Carta costituzionale mette a disposizione perché siano tutelati i principi in essa contenuti’’. La maggioranza, intanto, non si sente per niente scalfita dalla minaccia di una consultazione popolare: gli italiani, èil pensiero di Raffaele Calabrò, relatore del ddl in commissione, boccerebbero un eventuale referendum, perché il testo ‘’ricalca i valori più profondi della nostra civiltà’’. Anzi, per il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, il referendum si trasformerebbe in ‘’un’altra grande sconfitta’’ proprio per il Pd. ‘’La questione legata a nutrizione e idratazione artificiale” ha rilevato Roccella “è divenuta piuttosto la ‘guerra’ del senatore Marino, ma non credo sia una questione cosi’ dirimente per gli italiani’’. Il referendum, insomma, sarebbe una debacle per il Pd come accadde per ‘’il referendum sulla legge 40′’. E proprio perché non si ripeta ‘’lo schema della legge sulla procreazione assistita’’, Emma Bonino lancia un appello ‘’a tutti i liberali e i laici se ancora ci sono nel Paese’’ perché ci sia una ‘’mobilitazione preventiva. Altrimenti si perde questa battaglia, che non è di destra o di sinistra, ma per la libertà’’. [...]

Il 15 Febbraio 2009 alle 0:27 Referendum sul testamento biologico? Così Marino divide il Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il referendum come arma, se non si riuscisse in Parlamento a modificare il disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico, rischia di far male soprattutto al Pd. L’affondo contro il ddl arriva da Ignazio Marino, senatore-medico del Pd che ha guidato fino a pochi giorni fa i democratici in commissione Sanità. Ma la prospettiva di una consultazione popolare, dalla quale gli esponenti della maggioranza dicono di ‘’non essere spaventati’’, spacca i democratici, con la nuova capogruppo in commissione Dorina Bianchi che bolla l’uscita di Marino come ‘’grave errore’’. Ospite di un convegno organizzato dai Radicali per ‘’smascherare tutte le menzogne raccontate su Eluana’’, Marino ha fatto un intervento lungo e appassionato, ricevendo più volte l’ovazione di una platea gremita da oltre mille persone. Dopo aver smontato pezzo per pezzo il testo al vaglio della commissione Sanità di Palazzo Madama e chiarito che si tratta di ‘’una battaglia per la difesa della nostra libertà di scelta sancita dalla Costituzione’’, Marino ha garantito di essere pronto a fare di tutto per ‘’cancellare’’ il provvedimento qualora diventasse legge. Fino a spingersi a prevedere la necessita’ ‘’di un referendum abrogativo’’ se il disegno di legge passasse cosi’ com’è. Allora ‘’si vedrà se valgono di più le parole di 400 parlamentari o del 90% degli italiani. Credo che per molti sarà un brusco risveglio’’. Se la proposta ha trovato subito l’approvazione dei Radicali, che il senatore aveva indicato come ‘’trasparenti e leali molto più di altri’’, non si è fatta troppo attendere una nuova spaccatura all’interno dello stesso Partito Democratico. In serata infatti Dorina Bianchi, che guida ora la compagine del Pd in commissione, ha fatto sapere di non condividere affatto la posizione del collega di partito: ‘’Spostare lo scontro dalle aule delle Camere e portarlo nelle piazze” ha detto “significa alimentare uno scontro sbagliato fra due radicalismi. Dovremmo impegnarci tutti per approvare una buona legge’’. E aggiunge la vicepresidente della Camera Rosy Bindi: ‘’Parlare ora di referendum è un regalo a chi non vuole fare la fatica di definire una buona legge sul fine vita’’. Pronta la replica di Marino: gli sforzi per ‘’lavorare su tutti gli emendamenti possibili si dovranno moltiplicare in questi giorni’’, ha assicurato, mantenendo però’ il punto: ‘’Se ci fosse veramente la volontà del Pdl di non recepire gli emendamenti, bisognerà utilizzare tutti gli strumenti che la Carta costituzionale mette a disposizione perché siano tutelati i principi in essa contenuti’’. La maggioranza, intanto, non si sente per niente scalfita dalla minaccia di una consultazione popolare: gli italiani, èil pensiero di Raffaele Calabrò, relatore del ddl in commissione, boccerebbero un eventuale referendum, perché il testo ‘’ricalca i valori più profondi della nostra civiltà’’. Anzi, per il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, il referendum si trasformerebbe in ‘’un’altra grande sconfitta’’ proprio per il Pd. ‘’La questione legata a nutrizione e idratazione artificiale” ha rilevato Roccella “è divenuta piuttosto la ‘guerra’ del senatore Marino, ma non credo sia una questione così dirimente per gli italiani’’. Il referendum, insomma, sarebbe una debacle per il Pd come accadde per ‘’il referendum sulla legge 40′’. E proprio perché non si ripeta ‘’lo schema della legge sulla procreazione assistita’’, Emma Bonino lancia un appello ‘’a tutti i liberali e i laici se ancora ci sono nel Paese’’ perché ci sia una ‘’mobilitazione preventiva. Altrimenti si perde questa battaglia, che non è di destra o di sinistra, ma per la libertà’’. [...]

Il 20 Febbraio 2009 alle 15:54 Caos nel Pd, dubbi nel centrodestra: e adesso con chi trattiamo? » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Tuttavia l’agenda della realtà, e anche del governo, è irta di scadenze che richiedono la sponda dell’opposizione. Immediata è la questione del consiglio d’amministrazione Rai e del giro di nomine in viale Mazzini. Poi c’è la riforma dei regolamenti parlamentari: tradotto dal burocratese significa riconoscere al governo la possibilità di mettere in calendario le leggi in base alla propria superiorità elettorale. Attualmente ogni sigla presente a Montecitorio e Palazzo Madama ha una sorta di veto, il che espone l’esecutivo a imboscate in aula e costringe ad agire per decreto, facendo arrabbiare il Quirinale. Già in Parlamento sono la legge sul testamento biologico (che i moderati del Pd vorrebbero votare assieme al centrodestra), e quella firmata da Angelino Alfano sulle intercettazioni telefoniche: battistrada di un intervento più ampio sulla giustizia per arrivare alla parità tra accusa e difesa. Sullo sfondo, il federalismo fiscale, cavallo di battaglia di Umberto Bossi, e le modifiche istituzionali che invece stanno più a cuore al Pdl: “La diversificazione di Camera e Senato con la fine del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, il rafforzamento dei poteri del capo del governo” elenca Cicchitto. “Sono riforme per modernizzare il Paese chiunque sieda a Palazzo Chigi. O si fanno con la maggioranza di due terzi delle camere, oppure si va pure stavolta incontro ai rischi di un referendum sempre strumentalizzabile”. Insomma, una sponda dell’opposizione serve, e servirà ancora di più nella seconda parte della legislatura. Quando, superata l’emergenza economica, Berlusconi e i suoi alleati leghisti vogliono lasciare un segno duraturo. Che cosa accadrebbe se il Pd uscisse di scena, se ci fosse una scissione con nuova frantumazione delle opposizioni? “In politica i guai sono sempre dietro l’angolo, ma quando si vince è meglio” scherza Quagliariello. “Non perderemo le europee per semplificargli i problemi. E poi non sottovalutiamo i rapporti civili e collaborativi che abbiamo tra gruppi parlamentari”. [...]

Il 9 Giugno 2010 alle 7:30 Notizie dai blog su Bavaglio, berlusconi blinda il testo e attacca: «la sovranitÀ È in man ha scritto:

[...] Morta Eluana, il Parlamento riparte dal testamento biologico Eluana è morta. Eluana si è spenta . Ma i toni dello scontro politico sono rimasti accesi. E alti. Mentre le massime cariche dello Stato si sono unite al dolore della famiglia Englaro, le polemiche scoppiate negli ultimi giorni non si sono placate. Anzi. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]

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