
L’occasione è la cerimonia per il “Giorno del Ricordo” sulle foibe, ma il pensiero è per Eluana. E non potrebbe essere altrimenti. Lo sa bene anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che infatti - dopo la nota di lunedì sera a pochi minuti dal decesso della donna - anticipa con un appello il suo discorso al Quirinale.
“Il momento di dolore e di turbamento nazionale” che l’Italia sta vivendo dopo l’epilogo del caso di Eluana Englaro deceduta nella serata di ieri, “può divenire anche un momento di sensibile e consapevole riflessione comune”.
Accanto al Capo dello Stato, il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, di esponenti parlamentari di maggioranza e opposizione come Piero Fassino, Rosy Bindi, Vannino Chiti, Carlo Vizzini e Sergio Cofferati.
Il silenzio, la riflessione, il passo indietro auspicati da Napolitano (e chiesti anche dal sottosegretario Letta: “È una giornata triste e di dolore, in cui forse il silenzio avrebbe reso più forte la celebrazione del Ricordo”) dovrebbero servire, nelle intenzioni del Capo dello Stato, per stemperare le grandi tensioni verificatesi nell’aula del Senato, sottoposto ad una corsa contro il tempo per approvare il disegno di legge su Eluana Englaro. Il Pdl si era scatenato in un crescendo di accuse e invettive che hanno investito il Pd ma anche il Quirinale, chiamato in causa da Maurizio Gasparri: “In questa vicenda peseranno le firme messe e quelle non messe…”, era stato l’attacco indiretto a Napolitano il capogruppo del Pdl davanti alle telecamere.
Oggi è lo stesso Gasparri a smorzare la polemica. “Le mie parole non erano offensive per nessuno, tantomeno per il Presidente della Repubblica che rispetto. Ma se qualche istituzione si fosse ritenuta offesa, me ne scuso. Ma ripeto: non credo ci fosse nulla di offensivo nelle mie parole», assicura il capogruppo del Pdl. “Ieri è stata una giornata di emozioni forti, di tensioni, c’è chi ha pianto, e in queste giornate possono essere usate espressioni forti. Ammiro chi riesce a dominare le proprie emozioni…”, aggiunge. Quanto al durissimo giudizio nei suoi confronti del presidente della Camera Gianfranco Fini, Gasparri è netto: “Io rispetto la libertà di opinione, vale per me e vale anche per Fini”.
Ma le reazioni politiche non si sono finite lì: “Non si può non sentire tutta la pena per la morte di Eluana, per la fine del suo lunghissimo calvario. Il nostro primo pensiero va a lei, alla sua famiglia che da 17 anni condivide amore e dolore” scrive invece in una nota Walter Veltroni, segretario del Partito democratico. “Ora” auspica Veltroni “credo che la riflessione e il silenzio siano le uniche reazioni umane davanti a quello che è successo, lasciando lontane speculazioni e grida”, perché “questa drammatica vicenda dimostra come sia necessaria, in tempi brevi, una legge giusta sul testamento biologico che il nostro Paese attende da troppi anni”.
Successivamente il Senato ha approvato la mozione della maggioranza sul fine vita che esclude la possibilità di sospendere l’alimentazione e l’idratazione dei pazienti non in grado di provvedere a se stessi. La mozione, su richiesta di Francesco Rutelli (Pd), è stata votata per parti separate. La premessa ha avuto 159 voti a favore, 104 contrari, 3 astenuti. Il dispositivo ha raccolto 164 voti a favore, 100 contrari, un astenuto: a votare il dispositivo della mozione di maggioranza, sono stati anche i quattro senatori del Pd Francesco Rutelli, Lucio D’Ubaldo, Emanuela Baio e Claudio Gustavino. I quattro si sono invece astenuti sulle premesse del testo messo a punto dalla maggioranza ed hanno votato a favore del documento promosso dal loro gruppo.
- Martedì 10 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 10 Febbraio 2009 alle 17:45 dogssa ha scritto:
ma lui ha riflettuto prima di compiere un atto al di fuori dei suoi poteri?
Il 12 Febbraio 2009 alle 10:22 Bossi: “La Costituzione non si cambia”. E Berlusconi tende la mano a Fini » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Silvio Berlusconi ci tiene a ribadire che per quanto lo riguarda con il capo dello Stato Giorgio Napolitano “non c’è stato nessun contrasto”, se non quelli inventati “come al solito” dai media. E lo stesso con il presidente della Camera Gianfranco Fini. Tanto che alla fine di venti minuti di colloquio a Montecitorio con la terza carica dello Stato, il premier dice: “è andata benissimo, con lui non c’era nulla da ricomporre, almeno da parte mia”. Eppure le tensioni istituzionali ancor più che politiche che hanno seguito lo scontro governo-Colle sul caso Englaro continuano a tenere banco e a chiamare in causa direttamente il tema della Costituzione e delle riforme. Non è sicuramente un caso se Gianfranco Fini, che negli ultimi giorni si è apertamente schierato in difesa del capo dello Stato, approfitti del ricordo di Pinuccio Tatarella nel decennale della scomparsa per rinnovare l’invito alla ricerca di una “responsabilità corale” per fare le riforme. Ma un altolà arriva anche dal leader della Lega, Umberto Bossi che da una parte, è vero, dice di non aver mai sentito parlare Berlusconi dell’intenzione di modificare la Costituzione per intervenire sul capitolo decreti, dall’altra però si spende a favore di Napolitano che ha sbagliato a inviare la lettera in Consiglio dei ministri, ma è “figura di garanzia”, che deve giustamente essere “argine verso l’Esecutivo e il potere di decretazione”. E poi avverte: la Carta non si cambia. Parole sintomatiche della preoccupazione degli uomini del Carroccio per l’acuirsi di uno scontro istituzionale che potrebbe mettere a rischio la trama del dialogo sinora tessuto sul federalismo. Difesa del Colle e condivisione per le riforme: stesse parole d’ordine, dunque, per il Senatùr e per Fini che, ricordando il ‘ministro dell’armonia Tatarella, invita la destra italiana a “rispettare gli avversari e le istituzioni”. “Oggi - sottolinea - il Paese ha bisogno di una corale assunzione di responsabilità da parte delle forze politiche, nel rispetto della distinzione tra maggioranza e opposizione, per realizzare le riforme che sono necessarie e, per certi aspetti, indispensabili per un miglior funzionamento della nostra democrazia”. L’opposizione apprezza la posizione del presidente della Camera e del ministro per le Riforme, ma si prepara a scendere in piazza domani in difesa della Carta Costituzionale e del capo dello Stato, con Oscar Luigi Scalfaro ospite d’onore. “La Carta - ha detto il leader democratico Veltroni - può essere innovata, ma ricordando sempre che è un documento straordinario, che va rispettato, di fronte al quale bisogna inchinarsi”. [...]
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