(Credits: Lapresse)
Mentre Gennaro De Angelis, luogotenente di Francesco Schiavone, capoclan di Casal di Principe veniva arrestato dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Roma assieme ad altre 40 persone tutte legate alla più feroce cosca camorrista, la Guardia di Finanza di Frosinone gli sequestrava l’intero patrimonio: 80 milioni di euro. L’organizzazione gestita da De Angelis, aveva la centrale operativa nel basso Lazio.
Nella zona di Latina, Frosinone e Gaeta le fiamme gialle hanno sequestrato le 33 società, 22 immobili, numerosi ettari di terreno, 300 conti correnti intestati a vari esponenti del gruppo e 20 tra autovetture di lusso e camion. Il sodalizio criminale riciclava il denaro sporco in vari settori economici: dalla commercializzazione di veicoli all’abbigliamento, dall’arredamento alle piccole industrie agro-alimentari. “De Angelis e il suo uomo di fiducia, Aladino Saidi gestivano direttamente o attraverso prestanome una miriade di autosaloni, aziende che producevano formaggi e salumi come la Agrilat, tutte per lo più ubicate nei comuni di Sora, Cassino e Frosinone” spiega il colonnello Giancostabile Salato, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone”ma nel corso delle indagini abbiamo scoperto succursali ed uffici anche nel sud Pontino e nella Capitale”. “Tutte le attività sequestrate si sono rivelate lo strumento principale attraverso cui realizzare l’espansione economica e territoriale dell’organizzazione camorrista nel Lazio” prosegue il comandante Salato “nonché elemento indispensabile per riciclare denaro”.
Sigilli anche a tre magazzini di arredamento con una superficie espositiva di oltre 3 mila metri quadrati. L’operazione ha fatto emergere anche un secondo sodalizio criminale, meno strutturato ma altrettanto potente che operava nella Capitale, quello legato a Ciro Maresca. Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori tra le due organizzazioni c’era un’intensa attività di “collaborazione”, un vero patto in territorio laziale che gli permetteva di controllare in particolare il mercato dell’auto. Il collegamento tra i due gruppi, erano i fratelli Carmine e Massimo Morra che ormai da anni vivevano nel frusinate e lavoravano da sempre nel settore della compravendita di autovetture.
- Martedì 10 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 26 Gennaio 2010 alle 22:12 deangelis82 ha scritto:
COMUNICATO STAMPA
Con data 27/01/2010 vogliate consultare la lettura ufficiale della sentenza del GUP del Tribunale di Roma in data 26/01/2010 protocollo n 55690/2006 che assolve Carlo De Angelis di Cassino perchè il fatto nn sustiste inerente il procedimento penale CA-MORRA. Restituendo i beni sequestrati a lui e ai suoi famigliari (figli), sia società che beni immobili. La famiglia De Angelis Carlo era stata ingiustamente coinvolta nella vicenda per il fatto di essere il De Angelis Carlo originario di Casal di Principe, benchè trapiantato a Cassino da oltre 43 anni. I figli di De Angelis Carlo sono nati a Cassino (FR) e da sempre residenti a Cassino. Quindi vogliate concellare o smentire sul vostro sito il coinvolgimento di De Angelis Carlo con associazione di tipo mafioso. Distinti saluti e Grazie.
De Angelis Carlo
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