- Tags: autopsia, clinica, coma, corpo, Eluana-Englaro, esame, morte, stato-vegetativo, Udine, vita
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“Eluana non è morta di incidente, né di protocollo, ma di sentenza” ha dichiarato durante la trasmissione Ballarò il ministro della Giustizia Angelino Alfano. E ha aggiunto: “Non faccio attribuzione di responsabilità ai giudici. Io rispetto le sentenze e quella su Eluana è motivata secondo diritto”.
Dal punto di vista clinico, la morte di Eluana Englaro è avvenuta per arresto cardiocircolatorio dopo una crisi di natura elettrolitica conseguente a disidratazione: è uno dei risultati ai quali sono giunti i primi esami dell’autopsia eseguita martedì sera a Udine, nell’ospedale Santa Maria della Misericordia sul corpo della donna morta lunedì 9 febbraio sera nella casa di riposo “La Quiete” del capoluogo friulano.
Secondo tali risultati - dei quali si è saputo da fonti sanitarie friulane - la morte può essere compatibile con quanto previsto dal protocollo definito sulla base del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione della nutrizione di Eluana. La conferma potrà venire solo dalla relazione preliminare che i periti consegneranno oggi alla Procura della Repubblica di Udine che ha disposto l’autopsia e, in una seconda fase, dai risultati degli esami chimico-tossicologici, per i quali saranno necessari alcuni giorni o anche due-tre settimane.
Durante l’autopsia gli anatomopatologi hanno completato tutti i prelievi di campioni di tessuti e organi per le analisi di laboratorio, compresi campioni di tessuti cerebrali. L’esame autoptico è stato coordinato dal medico legale friulano Carlo Moreschi, perito nominato dalla Procura della Repubblica di Udine insieme a Daniele Rodriguez, direttore della Scuola di specializzazione in medicina Legale di Padova, e Rino Fraldi, docente di tossicologia forense di Macerata; la famiglia Englaro ha nominato propri consulenti il medico legale Stefano Pizzolitto di Udine e il chimico Nelia Malusà di Trieste.
Sempre per mercoledì è atteso il nulla osta del Procuratore della Repubblica, Antonio Biancardi, per il trasferimento del corpo di Eluana dall’obitorio dell’ospedale, dove è rimasto per tutta la notte, sorvegliato da guardie private, fino a Paluzza, il paese della Carnia di cui è originaria la famiglia Englaro e dove sarà sepolta Eluana.
Proprio a Paluzza Beppino Englaro, che ieri ha abbracciato per l’ultima volta Eluana nella cappella dell’ospedale di Udine, ha trascorso la notte, insieme alla moglie Saturna e al fratello Armando, che vive tuttora nella casa di famiglia nel piccolo paese della Carnia. “Lasciate” ha detto il papà di Eluana “che io viva il mio dolore da solo. So benissimo che la vicenda è pubblica, però, arrivati a questo punto desidero proprio che, visto l’epilogo, rientri il più possibile nella dimensione privata”. Entrambi i genitori hanno raggiunta a Udine, ma solo papà Beppino è entrato nell’obitorio per l’ultimo abbraccio.
E mentre la procura fa sapere che non esiste notizia di reato, l’Ordine dei Medici di Udine avvia una procedura istruttoria nei riguardi dei medici che hanno assistito Eluana. Un atto dovuto dopo il clamore della vicenda.
Per Eluana non ci saranno i funerali, ha fatto sapere la curatrice speciale della donna, Franca Alessio, ma solo una benedizione al cimitero di Paluzza, in provincia di Udine, dove verrà sepolta accanto al nonno Giobatta. La volontà del padre è quella di far cremare la figlia e, prima della sepoltura nel cimitero del paese di cui è originario, di farla benedire. Una funzione molto semplice in forma privatissima solo con i parenti e gli amici più cari. Lo specialista che segue l’autopsia , Carlo Moreschi, è stato il consulente della procura che nei giorni scorsi ha seguito l’attuazione del protocollo per l’interruzione della nutrizione di Eluana e su incarico del pm Biancardi ha verificato la corrispondenza fra quanto avveniva nella casa di riposo friulana e quanto previsto dal decreto della Corte di appello di Milano che autorizzava la sospensione di alimentazione e idratazione. In tutta Italia non si contano le iniziative per ricordare Eluana.
- Mercoledì 11 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 11 Febbraio 2009 alle 0:47 shift ha scritto:
Il Ministro Alfano e’ troppo “delicato” nelle sue dichiarazioni, e si che di cose strane e anomale ce n’erano da segnalare e sottolineare.
Si vede che e’ partita la gara al “seppellimento” di tutta la faccenda, tra lacrime di coccodrillo, lavaggi di mano alla Ponzio Pilato, e assassini che dichiarano la loro umanità per avere ucciso la loro vittima nella maniera più crudele possibile, che nemmeno i cani si meritano.
Una sentenza sula vita e sulla morte del tutto non prevista dalle nostre leggi e mai affidata dal popolo italiano a nessun giudice.
Una disputa del tutto anomala di attribuzioni tra Magistratura e Parlamento decisa in maniera altrettanto stramba da una Corte Costituzionale strabica, che invece di risolvere la cosa a favore del Parlamento come buon senso e regole costituzionali dovrebbero dettare, ha fatto qualcosa che non mi sembra molto costituzionale, visto che ha tolto il diritto d’attribuzione di tale potere al popolo italiano per darlo a qualche magistrato.
Non parliamo poi di tutti i restanti attori, veramente spassosi nella loro tragica recita.
Mi chiedo che cosa ci stiano a fare i Ministri se non sanno nemmeno prendere decisioni e farle rispettare da tutti, soprattutto quando sono urgenti.
Così come mi chiedo che diavolo ci stia a fare in Parlamento una maggioranza così assoluta, che non e’ nemmeno capace di passare sul volere opposto di un’opposizione senza testa.
Il 11 Febbraio 2009 alle 12:25 alman9000 ha scritto:
BERLUSCONI ha perso e si trova in evidente stato comatoso ed i suoi sostenitori si sono pure imbestialiti come bufali affamati e disidratati senza più l’aiuto del sondino che li tiene in vita nella desolata, spoglia e rinsecchita prateria della destra italiana.
L’ultima cavolata escogitata dal presidente del consiglio per ritornare in auge doveva servire a far sviare l’attenzione dai veri problemi e a far dimenticare tutte le disgrazie e le sventure che hanno colpito il paese in questo anno di governo.
Invece l’iniziativa è andata completamente a rotoli nel peggiore dei modi possibili e nella maniera più funesta che si potesse immaginare.
Colpisce fortemente la visione della bagarre infamante, indecorosa, vergognosa, ignobile, volgare, devastante, trucida e bieca accaduta nella camera quando la notizia del decesso ha colto tutti i parlamentari in sessione straordinaria di lavoro.
Anche il destino si è accanito contro questi poveri legislatori in seduta permanente straordinaria per approvare un decreto legge che doveva permette di salvare la vita di una persona moribonda da 17 anni.
Il più moribondo di tutti è il presidente del consiglio che si aggrappa ad ogni volgare meschinità dialettica per ritrovare il dialogo col popolo italiano che gli sta voltando le spalle in maniera sempre più massiccia.
Il 11 Febbraio 2009 alle 14:41 Procura senza dubbi: la morte di Eluana “compatibile con il protocollo” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La causa della morte di Eluana Englaro è “uno scompenso cardiorespiratorio” compatibile con il protocollo previsto per l’interruzione di alimentazione e idratazione. Questo ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, parlando con i giornalisti a Trieste dopo un incontro con il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi. “Le conclusioni” ha detto Deidda incontrando i giornalisti per pochi minuti “non sono ancora ufficiali, ma possiamo dire allo stato che i periti nominati dal Procuratore della Repubblica di Udine hanno concluso per una causa di morte, indicata in uno scompenso cardiorespiratorio, compatibile con il protocollo previsto e citato nella perizia”. Per quanto riguarda i tempi per il rilascio del nulla osta per il trasferimento di Eluana dall’ospedale di Udine al cimitero di Paluzza (il paese della Carnia di cui è originaria la famiglia Englaro), dove sarà sepolta, Deidda ha detto di credere che “si tratti di una questione di ore e” ha aggiunto “comunque sarà il Procuratore della Repubblica competente a darlo”. [...]
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