Si aggirano nei cortili delle università, chiedendo un contributo per gli studenti africani in Italia. Per mantenersi lontani da casa, per l’alloggio, per i libri. In cambio di qualche euro distribuiscono una busta bianca, all’interno un foglio timbrato con un simbolo tondo e la scritta “Asa - Associazione studenti africani”. Nessun indirizzo o riferimento di questo ente. Che non esiste. La raccolta di denaro ha tutta l’aria di essere una truffa, anche se ben organizzata, visto che il sistema è diffuso in diverse città del Nord Italia e che i giovani che partecipano sanno bene dove andare (per lo più nelle stazioni ferroviarie) per ricevere a pochi euro le buste, sempre le stesse.
Alcuni blog di studenti da tempo segnalano i membri della finta associazione, avvertendo di fare attenzione. Ma ieri tre di loro hanno osato di più e sono stati bloccati e indagati dagli agenti delle Volanti di Milano. Un nigeriano di 38 anni e due sudanesi di 31 e 25, tutti con piccoli precedenti penali, chiedevano soldi per i propri studi ai malati e ai visitatori dell’ospedale San Raffaele e del Niguarda.
La polizia gli ha trovato addosso le solite buste e 240 euro in totale, in banconote da 5 e da 10. Uno di loro, in trasferta da Vicenza, ha confessato che l’Asa non esiste e che i soldi gli servivano per le proprie spese personali visto che è stato licenziato da poco. Che aveva acquistato le buste alla stazione e che conosce diversi ragazzi africani che usano questo sistema ben collaudato per raggranellare denaro.
- Mercoledì 11 Febbraio 2009
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