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A 48 ore dalla sfuriata e dalle dimissioni, immediatamente accettate da Mediaset che ha anche sospeso Matrix, Enrico Mentana rompe il silenzio e racconta la sua verità. Lo fa con una lettera a Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero.
“Mediaset mi cacci pure, ma non usi cavilli”, accusa l’ex direttore, dopo aver smentito in mattinata anche offerte o contatti “con Sky o con altri editori televisivi e non”. Dall’azienda replica il direttore generale informazione Mauro Crippa: il dissenso dalle scelte editoriali è legittimo, ma altra cosa è la “sconfessione pubblica e radicale”. Nella lettera a Feltri, Mentana ricostruisce i fatti della serata di lunedì, quella della morte di Eluana Englaro: spiega di aver avvertito “la direzione di Mediaset, nella persona di Mauro Crippa“, che gli chiese se era “in grado di andare in onda anticipatamente, nel caso si fosse modificata la programmazione serale di Canale 5″.
Tre le soluzioni suggerite da Mentana: aprire nel Grande Fratello “una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com’era previsto, ma un’ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto”. Ipotesi poi sottoposte da Crippa “al vertice aziendale”. “Dopo un pò” scrive ancora Mentana “Crippa mi richiamò sinceramente costernato, dicendomi che tutte e tre le proposte erano state respinte: la programmazione doveva proseguire come se nulla fosse successo. Gli espressi il mio giudizio estremamente negativo su quella scelta: così Canale 5 diventava l’unica rete italiana ad aver dedicato alla morte di Eluana solo sette minuti in tutto, in coda al Tg5 delle 20, e poi più nulla”.
Dopo le dimissioni “a mezzo stampa” - come ha più volte sottolineato l’azienda - Mentana spiega nella missiva di non aver “mai sentito, nè quella sera nè dopo, Confalonieri o Pier Silvio Berlusconi. Mi ha chiamato, invece, il direttore del personale, per preannunciarmi che l’azienda riteneva concluso il rapporto di lavoro con me, a causa delle mie dimissioni da direttore editoriale. Per la verità” precisa “la mia qualifica contrattuale è di direttore ad personam, quindi è evidente che la qualifica editoriale non ha alcun contatto con il mio ruolo operativo di responsabile e conduttore di Matrix.
Ma se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli. I soldi non sono un problema, la forma si”‘. Dopo aver definito “balle e veleni assortiti” alcune indiscrezioni sul suo futuro, “come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky”, Mentana conclude: “Non so se ho sbagliato, in tutta onestà non lo credo”.
“Quella di Enrico” replica Crippa “è una ricostruzione sostanzialmente vera ma certamente parziale. D’altronde, mentre lui si occupava solo di Canale 5, quella sera io ho tenuto conto dell’insieme delle tre reti. Resta il fatto che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni”.
L’azienda, in ogni caso, non intende rinunciare a Matrix: dopo la sospensione già prevista la prossima settimana in coincidenza con il festival di Sanremo, il programma tornerà in onda lunedì 23 febbraio, affidato a un conduttore ancora da definire, probabilmente anche un ‘internò. Sembrerebbero esclusi i nomi circolati in queste ore, come quelli di Maurizio Belpietro o Giuliano Ferrara: il nuovo volto del programma dovrebbe essere individuato agli inizi della prossima settimana.
A meno di sviluppi clamorosi, e al momento difficili da immaginare, come le scuse di Mentana, che oggi intanto incassa la solidarietà di Walter Veltroni. “È un giornalista di primissimo livello”, dice il leader del Pd, che definisce “esemplare” la vicenda: “Tutto ciò che non è organico al premier è un ostacolo, e quindi diventa intollerabile”.
- Giovedì 12 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 12 Febbraio 2009 alle 14:56 riyo stewart ha scritto:
Era ora che almeno uno della combricola Mentana, Fede & co. si dimettesse, liberandoci così della sua presuntuosa, tanto quanto inutile presenza! Sono stanco di vedere “edizioni speciali” su episodi come quello di Eluana! Speculare sul dolore, la storia e le disgrazie di una fimiglia è scandaloso!! E ancora più avvilente è il format con cui vengono proposte determinate questioni, che trasformano tragedie reali, in una sorta di “telenovela a puntate” con tanto di souspance e sequel (vedi il drammatico caso di Cogne - Olindo Romano e Rosa Bassi.. etc). Il sig, Mentana, anche se travestito da paladino del giusto e del moralmente corretto, non era forse anch’egli interessato a proporre in Matrix uno speciale sulla vicenda (l’ennesimo), diventato così, automaticamente, anch’egli cacciatore dello stesso audience raccimolato già dai concorrenti colleghi di altri giornali ? La questione che è lampante, agli occhi di chi non si lascia intorpidire la mente con le belle parole è che, come tutti gli altri .. non si stia battendo in onore del giornalismo o del diritto di cronaca.. ma per un’ interesse personale! E QUESTO E’ UNO SCHIFO!!!!!
Il 12 Febbraio 2009 alle 15:39 guardare lontano « lo scorfano ha scritto:
[...] 12/02/2009 di lo scorfano Si possono pensare molte cose a proposito delle dimissioni di Mentana da Mediaset. Tutte sono ovviamente lecite, molte sono pure fondate. Poi però uno legge la dichiarazione di Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione delle tre reti di Cologno, secondo cui quella di non variare per nulla il palinsesto è stata «una scelta editoriale … lungimirante», e gli cadono le braccia (e con esse tutte le parti del corpo soggette in qualche modo alla forza di gravità). [...]
Il 1 Marzo 2009 alle 20:54 behemot ha scritto:
In riferimento al primo commento, io credo che se anche Mentana avesse proposto il “suo Matrix speciale” solo a proprio vantaggio, la messa in onda del programma sarebbe stata ad ogni modo più adeguata del reality: sono d’accordo sull’esagerazione dello speculare sul dolore e sulla tragedia di una famiglia, ma certo l’evento è sicuramente uno spunto di riflessione per un campo molto più ampio della singola famiglia Englaro. Che giustamente non è seguito da un adeguato numero di persone in seconda serata. Personalmente ritengo che anche in altri molti casi sarebbe adeguato invertire l’orario di programmazione, ma certo il reality ha molto più successo e l’unico risultato è che è divenuto ormai insostituibile, soffocando sempre più l’informazione che ci serve e che vogliamo .
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