Il Pd “in difesa della Costituzione”: tutti in piazza ad ascoltare Scalfaro

Oscar Luigi Scalfaro

A difendere la Costituzione: una piazza non tanto grande e non proprio gremita, le bandiere del Pd e un solo oratore, 90enne, l’ex presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Che, nel suo discorso a piazza Santi Apostoli per la manifestazione indetta dai Democratici, si è rivolto alla nostra Carta costituzionale come se fosse una persona, dandole del tu e chiedendole scusa “se in questi giorni sono tornati dei commenti che non servono al tuo onore”.
Da solo il Presidente emerito sale sul palco, si mette dietro un leggio, circondato da giovani e non dai vertici del Pd, che restano mescolati tra la folla. Da lì difende la Carta e avverte il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “In questi giorni ci ha fatto preoccupare, ma noi ci rivolgiamo a lui, con serenità, per non farci vivere giorni nel timore per la patria e la democrazia”. Un appello, quasi un avvertimento, che la piazza fa suo, scandendo i passaggi con applausi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e qualche fischio, subito sedato, verso il premier.

Non una manifestazione di partito in senso classico, insomma.
C’erano sì le bandiere del Pd, mischiate a quelle degli (ex) alleati dell’Italia dei Valori, ma non ci sono stati a piazza Santi Apostoli interventi di leader politici, che non hanno avuto neanche accesso al palco. “Abbiamo deciso di fare così, sali solo tu e un gruppo di giovani ti sta dietro”, spiega Veltroni accogliendo sotto il palco l’ex capo dello Stato. “Ma io non rappresento nessuno”, si schermisce Scalfaro e il segretario democratico pronto: “Sicuramente rappresenti me”. Scalfaro stringe la mano ad Armando Cossutta, inforca gli occhiali e sale sul palco per smantellare, per mezz’ora, in punta di diritto e di storia le affermazioni del premier. “Chi dice che la Carta è nata da una filosofia comunista lo fa per ignoranza”, è la prima ‘rettifica’ del ‘costituente’ in tono pacato ma deciso. Il refrain del suo intervento è che la Costituzione “è nata per unire e non per dividere e chi la usa per questo è come se la tradisse”.

L’ex presidente della Repubblica, e con lui il Pd, si muove su un crinale stretto: difendere Napolitano, ma non dare l’impressione di tirare per la giacca il capo dello Stato, trascinandolo nella battaglia politica. “Il presidente della Repubblica - dosa le parole il senatore a vita - è il supremo tutore della nostra Carta e noi gli rivolgiamo un saluto, ma ci fermiamo qui perché il suo ruolo deve essere di assolutà imparzialità”. Dalla piazza sale l’applauso così come fischi e qualche ‘buuh’ accompagnano l’altolà a Berlusconi. “Bisogna staccargli il sondino”, grida un militante dell’Idv, ma è un eccesso in una piazza tranquilla, in quella che sarà poi definita da Veltroni “una grande e civile manifestazione di popolo”. Tra la gente restano mescolati i vari big del partito: Massimo D’Alema da una parte, Pierluigi Bersani dall’altro lato della piazza, i capigruppo Antonello Soro e Anna Finocchiaro ai lati, Franco Marini un po’ più in là.
Un modo per celare le tante divisioni interne al partito: la manifestazione per una sera ricompatta tutti, in un momento non certo facile per la leadership veltroniana. Lui, il segretario, che ha rinviato la partenza per la Sardegna per essere in piazza, alla fine è soddisfatto: “Sono assolutamente d’accordo con Scalfaro. La Carta è ancora oggi un testo di straordinario valore e attualità e l’idea del presidente del Consiglio di trasferire nelle mani di una sola persona il potere legislativo è estranea alla Costituzione”.
Parere opposto quello di Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia: ”C’è stata troppa faziosità nel discorso di Oscar Luigi Scalfaro. Addolora vedere che un senatore a vita si dedichi a dividere il Paese, ma purtroppo per Scalfaro non è una novità: lo fece anche quando, da presidente della Repubblica, era invece chiamato ad unirlo”. Più netta la reazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: “Anche oggi Veltroni continua a delirare e spara la solita serie di falsità contro il presidente Berlusconi”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 13 Febbraio 2009 alle 1:29 shift ha scritto:

Di là di cosa dicono i soliti tromboni della politica e i “vecchietti”, il discorso sulla nostra Costituzione non più adeguata ai tempi e’ ormai accertato da situazioni che, nel loro marciume, finiranno per seppellirci tutti.

Tale Costituzione e’ sorta in un periodo in cui i contrasti e la spaccatura della nostra Nazione era al limite della Guerra Civile, visto che i marxisti imperversavano cercando lo scontro rivoluzionario, non attuato perché ebbero precise direttive da Stalin.

Tale Costituzione, pertanto, si limita ad una vuota enunciazione di principi e valori, interpretabili in un senso e nel suo opposto, che a tuttora difficilmente sono applicati veramente, ma “interpretati” continuamente a seconda delle esigenze di chiunque voglia, tranne che del popolo italiano.

La sola parte della Costituzione meno vuota e con precise direttive e’ solo quella che riguarda le nostre Istituzioni, legandoli ad una “catena” che li immobilizzi indefinitamente, senza speranze di poterle cambiare, senza una maggioranza di due terzi (2|3) delle due Camere, cosa praticamente impossibile da farsi anche oggi, nonostante il crollo delle sinistre.

Tutto ciò e’ stato fatto allo scopo di “castrare” il Governo, togliendogli dalle mani il Potere Esecutivo, per passarlo al Parlamento che in tal modo può continuamente ricattare ed impedire di fare il suo lavoro a qualsiasi governo, lasciando tutte nelle mani del Parlamento.

In pratica e’ come se il Parlamento avesse nella sostanza sia il potere Legislativo che quello Esecutivo, mentre formalmente il Governo e’ solo un “uomo di paglia”, un paravento dietro cui operano tutte le forze oscure che comandano veramente l’Italia.

Questo ha fatto sì che in Italia comandassero tutti e nessuno, in una vera orgia d’anarchia e d’interessi celati al popolo italiano.

Tutti i mali attuali dell’Italia derivano proprio da questa situazione creata volutamente fin dal dopo guerra, per non permettere che un governo reale potesse agire diversamente dagli interessi dei partiti di allora.

Fin tanto che la Democrazia Cristiana aveva una maggioranza assoluta e unita gli Esecutivi in qualche modo hanno funzionato, seppure con ritardi più o meno grandi, permettendo all’Italia di uscire fuori dalle macerie della Guerra.

Appena ciò ha iniziato a mostrare la corda e’ iniziato il disastro italiano, che ormai sono diversi decenni che continua e a cui nemmeno Berlusconi, nonostante le sue indubbie capacità manageriali, riesce a porre rimedio, visto che non ne possiede i mezzi, ma permane sotto ricatto dei suoi stessi alleati.

Questa mancanza Costituzionale, oltre alle vuote enunciazioni di valori e principi buone solo per accontentare la gente con le chiacchiere ma non coi fatti, ha eroso e continua ad erodere tutto il nostro sistema economico, istituzionale e di valori sociali, portando ad una divisione sempre più marcata ed estesa di tutti contro tutti, in cui i vari gruppi di potere, non necessariamente politici, sguazzano dividendosi ciò riescono ad afferrare a danno dell’Italia e del popolo italiano.

Chi difende la Costituzione attuale in realtà difende l’anarchia e i propri interessi personali, passando sopra il corpo degli interessi di tutti.

Hanno già svenduto la sovranità dell’Italia, sia ad altre nazioni straniere con l’utopica Comunità Europea, sia con l’immigrazione selvaggia, sia con la fuga di capitali e di imprese produttive, sia con concessioni dispersive di attuazioni economiche e pian piano stanno svendendo tutti gli interessi economici nazionali a spizzichi e bocconi, per non farla troppo grossa e non farsi pizzicare dagli italiani.

Tutto il marcio deriva proprio da questa anarchia diffusa concessa dal nostro sistema costituzionale, che molti tendono a scambiarla per Democrazia, continuando ad usare un paravento di Governo che non ha alcun potere di governare.

Chiunque sia al governo non sarà mai in grado di governare veramente, perfino Berlusconi sta iniziando a prendere atto che si muove nelle sabbie mobili e che il suo tentativo di creare una maggioranza compatta, per poter governare tramite il Parlamento, e’ andato a farsi benedire e viene tenuto su artificiosamente dai suoi alleati solo con i soliti ricatti, che gli permettono di fare ben poco.

E’ quindi d’estrema urgenza cambiare la nostra Costituzione da cima a fondo altrimenti, Berlusconi o non Berlusconi, affonderemo lo stesso.

Sarebbe meglio farlo adesso che al Governo c’e’ un uomo capace e una maggioranza che si regge solo grazie a lui.

Solo così si potrà riuscire a risalire la china, altrimenti sarà la fine dell’Italia e degli italiani se perdiamo quest’occasione.

Non ci sarà un altro Berlusconi, ma tutti quaquaraqua’, che finiranno per portarci definitivamente nel disastro totale.

Anche se ci fossero uomini capaci si perderanno nel marasma generale del dopo Berlusconi e non riusciranno a creare nessuna valida maggioranza intorno a sé.

IL VERO PROBLEMA PRINCIPALE DELL’ITALIA E’ PROPRIO QUELLO DI CAMBIARE LA NOSTRA COSTITUZIONE AL PIU’ PRESTO POSSIBILE.

OCCORRE RIDARE I POTERI PIENI ALL’ESECUTIVO.

La Costituzione non e’ un testo sacro che debba essere considerato inviolabile, questo e’ ciò a cui tendono a far credere chi non ne vuole sapere di cambiare l’attuale andamento delle cose, per preservare i loro interessi di parte.

Negli altri paesi del mondo la Costituzione viene modificata tranquillamente, come hanno fatto più volte i francesi con maggioranze del 50% più UNO, proprio per renderla aderente alle situazioni attuali, altrimenti diventa un ingessatura indefinita che distrugge le possibilità di camminare di qualsiasi nazione.

Il 13 Febbraio 2009 alle 2:21 vincenzoaliascontadino ha scritto:

LO SBARCO DEI MILLE, PATRIOTI O NOSTALGICI?
Eran meno di mille, ma tutti da Oscar: sembrava un film di Capra del tanto belare: c’era mio nonno e il bisnonno persino l’anima del fu, anche Don Lolò Zirafa, che rimbrotta Berlusconi: “ Non ci faccia vivere con il timore per la libertà e la democrazia della nostra patria ” Pensaci Giacomino non fare il burlone come Zi’ Dima, resti ancora nella giara, cosi ci mettiamo il tappo ed uscirai, quando col piffero Mariano Apicella, ti richiama per Sanremo, ma non al Quirinale! Perché? Io non ci sto! vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera

Il 13 Febbraio 2009 alle 6:34 bruno1946 ha scritto:

Ma bravo Scalfaro, dopo esserti fregiato del distintivo di fascista, democristiano doc, devoto della Madonna doc, dopo un lungo iter sei approdato sulla spiaggia comunista, sia pure dopo 60 anni. Cosi’ oltre al distintivo di figlio di Maria, ti puoi fregiare anche del distintivo della stella rossa.
La tua campagna in difesa della costituzione e’ falsa quanto inutile perche’ l’attuale compagine governativa si regge sulla maggioranza e non c’e paese al mondo dove la maggioranza viene accusata di totalitarismo eccetto in Italia da gente come te e simili. Forse nella sinistra il concetto di democrazia non e’ ancora stato chiarito, e fa pena sapere che alla tua veneranda eta’ ti sei aggregato a quelle che definivi le forze del male.
Che la Costituzione sia un documeto senza valore lo provano i fatti e la storia. Infatti con oltre 50 crisi di governo della durata media da uno a due mesi, questo ha lasciato il paese senza governo per 5 anni complessivamente.
Nella Costituzione si e’ messo fuorilegge il fascismo e avvalorato il comunismo come forza democratica. Questo e’ stato smentito dal crollo a livello internazionale del comunismo.
Allora, compagno Scalfaro, fatti pure da parte, hai avuto tutto il tempo di farne di cotte e di crude, e c’e’ un limite a tutto.

Il 13 Febbraio 2009 alle 12:30 cini ha scritto:

Siamo alle solite, un´opposizione inutile assente e direi dannosa, che non rassegnandosi al fatto di non essere al Governo sono pronti a danneggiare l´immagine del Paese, descrivendolo come uno sotto un regime di tendenza sempre più xenofoba, razzista, neonazista e nel processo di lanciare leggi razziali. Stanno veramente delirando e stanno disgustando sempre di più l´intero Paese.Loro si che ci fanno paura, se dovessero disgraziatamente con quella mentalità riuscire a vincere le elezioni.Porterebbero l´Italia di nuovo allo sbaraglio infestandola di clandestini criminali, sotto un parlamento pieno di ex terroristi, trans, illiterati, usurpatori, mafiosi e opportunisti come nel recente passato. Il Presidente Napolitano dovrebbe richiamare all´attenzione e alla responsabilità verso la Patria che un´opposizione rispettabile dovrebbe essere in grado di dimostrare in una Repubblica democratica civile e non anarchica. La miserabile attendenza della manifestazione di ieri però parla da se.
“Gl´italiani non ci stanno”, illustre expresidente!!!

Il 13 Febbraio 2009 alle 12:47 Cgil in piazza: lo sciopero di Epifani (con Bersani) imbarazza Veltroni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Ma da Veltroni e il suo entourage nessuna presa di posizione: il partito ha preferito andare in piazza a difesa della Costituzione, giovedì 12. Sarebbe stato “troppo” chiedere di riempire una seconda piazza: meglio lasciare l’iniziativa ai singoli deputati sì. Il segretario si è limitato a scrivere una lunga lettera alla Cgil invitando tutte le forze sociali a unirsi, a partire dalle diverse sigle sindacali, come avvenne nel 1992 e spiegando che il Pd ‘’è vicino’’ a chi scenderà in piazza. E invece: “Dobbiamo essere presenti”, ha spiegato Bersani “perché la piattaforma che viene presentata per lo sciopero del 13 febbraio mi sembra ragionevole, non mi pare affatto estremistica”. Bersani ha poi snocciolato i temi “sui quali anche il Pd è impegnato e sui quali mi sembra giusto portare la nostra presenza: riduzioni fiscali per salari, pensioni e stipendi, misure possibili e ragionevoli sul sistema degli ammortizzatori sociali, il tema di investimenti nelle infrastrutture locali e così via”. Forte della sponda dell’anti-Veltroni, il segretario Epifani ha così deciso di aumentare l’intensità del pressing sui democratici invitandoli ad avere sui grandi temi “una voce chiara”. La crisi economica, che avrà il picco “più devastante” tra marzo e giugno, secondo il segretario della Cgil durante un’intervista a Radio 3, impone a tutti di tenere i “nervi saldi”, perché il malessere è tanto e “può anche esplodere”. E ancora: “Chiedo al Pd che abbia proprie radici nel mondo del lavoro, recuperi una sua capacità di lettura dei processi che riguardano la condizione dei giovani, dei precari e degli anzini ed elabori delle proprie proposte perchè solo così si potrà avere una capacità di confronto” incalza Epifani. Che con Walter ha in sospeso il conto sulla riforma del modello contrattuale, sottoscritta da Cisl e Uil: allora il segretario del Pd aveva invitato la Cgil a non essere “un sodalizio settario”, ad “accettare l’innovazione riformista” e in sostanza a non rimanere isolata dalle altre forze sindacali. “Di fronte ad uno strappo di queste dimensioni, un grande partito deve dire, con forza, quello che ha detto l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi: che non si possono fare accordi senza la Cgil”. E l’autonomia tra il sindacato e il Pd”, rincara Epifani “non può essere indifferenza, perchè le ragioni del lavoro non possono stare a cuore solo al sindacato”. E infatti stanno a cuore anche a Bersani, che venerdì sfilerà accanto a Epifani e nel prossimo congresso d’autunno sfiderà proprio Veltroni per la segreteria dei democratici… [...]

Il 13 Febbraio 2009 alle 13:39 vincenzoaliascontadino ha scritto:

CARO DIRETTORE, TU HAI DIMENTICATO UNA COSA!
“ In avanti tu che mi vien da ridere ” ove vedevi un Weltromarx sì, ma mancavano i fondi per la riuscita, si proprio quelli che Woterloò, buttava dal World Movie Enterprise for action che, anche qui toccava il fondo, mai un film di successo, ma da Sindaco piaceva al Ministro degli Esteri, Cristian Diaconescu: evidente che sotto i ponti di Tor di Quinto, loculi cimiteriali e sotto Roma vivevano da Nicolai Ceasescu! Oltre a Petrus mancava il Commissario Bellachioma, ma Lino Bamfi nei panni del nonno Libero con L’Unità aperto: per incartare il pesce? No, perché il Ministro delle Politiche Agricole alimentari e forestali Luca Zaia, l’avrebbe segnalato come non idoneo ad incartare oltre pericoloso per incendi per querce e uliveti.Ultimi assenti quei moralista da 100 milioni il mese della CGIL che spendono milioni per spot su La7, sarà ancora flop da Oscar? Pazzesco che dall’unità Sindacale Unitario a Sindacalisti da sponsorizzarsi per la prossima tornata elettorale? A quanto spot per dire a tute blu e pensionati che sarebbe meglio evitarli questi soloni Politicizzati?
vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera

Il 13 Febbraio 2009 alle 17:33 Napolitano e la Carta: teniamoci stretta la Costituzione » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Teniamocela stretta”. Cosa? La Costituzione. Visto che, dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inaugurando lo Spazio Europa nella sede italiana della Commissione Europea: “In Italia per fortuna l’abbiamo”. Tirato un po’ per la giacca, in questi ultimi giorni, con questo intervento il custode della Carta, il garante della Legge delle leggi, entra nel dibattito sulla Carta che sta infiammando la politica negli ultimi giorni. Napolitano lo ha detto rispondendo alle domande di alcuni studenti, che chiedevano in particolare se l’Europa ha una Costituzione e come si collega con quella italiana. Il capo dello Stato ha ricordato che il parlamento europeo dal 2001 al 2004, quando lui era presidente della commissione Affari costituzionali a Strasburgo, esaminò un progetto di Costituzione europea che fu anche ratificato dai capi di governo dei paesi membri, ma poi non superò la ratifica da parte di due parlamenti nazionali, quello francese e quello olandese, mentre altri tardavano a pronunciarsi. [...]

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