
di Bianca Stancanelli
Dall’11 settembre 2001 sono più di 100 gli estremisti islamici condannati in Italia per reati legati al terrorismo internazionale. Nomi, accuse e condanne sono raccolti in un dossier elaborato dal procuratore aggiunto Armando Spataro, coordinatore del dipartimento antiterrorismo della procura di Milano, e pubblicato dall’Anm, l’Associazione nazionale magistrati.
Il dossier elenca 104 condanne, emesse soprattutto fra Milano, Brescia, Bologna e Napoli. Solo una su tre, 36 in tutto, riguarda la violazione dell’articolo 270 bis, il reato di terrorismo internazionale entrato ufficialmente nella legislazione italiana dopo il crollo delle Torri gemelle, mentre la gran parte delle sentenze fa riferimento ad associazioni a delinquere semplici. “Ma nella motivazione” annota Spataro “si può spesso leggere che i giudici hanno descritto quelle associazioni come finalizzate al terrorismo internazionale e riconducibili, in gran parte, a sigle conosciute come Gspc e Gia”.
Il numero delle condanne è in continuo aggiornamento, anche perché la maggioranza di quelle citate nel dossier si riferisce a processi per inchieste avviate prima dell’attentato alle Torri. Un dato curioso è la provenienza degli estremisti condannati. Due soli paesi, Tunisia e Algeria, riuniscono quasi i due terzi delle sentenze: sui 104 casi citati, i tunisini sono 49 e gli algerini 24.
- Venerdì 13 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 14 Febbraio 2009 alle 15:18 shift ha scritto:
Solo 104 i terroristi islamici trovati in Italia in ben otto (8) anni?
Una tale cifra esigua sta a dimostrare che da noi di terroristi ne circolano sicuramente di più, e alcuni sicuramente ben più pericolosi di quelli presi, dediti probabilmente al terrorismo spicciolo.
Calcolando che ne siano entrati in Italia solo trecento (300) l’anno dall’attentato alle Due Torri, il totale attualmente presente da noi dovrebbe esser di almeno 2.400 terroristi.
In pratica ne sono stati presi e condannati meno del Tre per cento (3%), una notizia poco confortante.
Considerato, poi, che la maggior parte sono tunisini e algerini, mancano all’appello proprio quelli di provenienza più pericolosa, perché più vicini ai santuari del terrorismo di massa.
Sicuramente sono terroristi “dormienti”, cioè gente pronta ad entrare in azione a tempo e a luogo, sicuramente ben inseriti nel nostro tessuto sociale e difficilmente sospettabili.
Non credo che siano dei poveri ignoranti come quelli presi, ma persone con lavori rispettabili e conoscenze rispettabili, ma che magari sono in possesso di qualche arma di distruzione di massa o ne possono essere forniti in seguito.
Addirittura potrebbero essere italiani neo convertiti all’islam.
Spero proprio che il nostro Ministro degli Interni e le forze di sicurezza non abbassino la guardia e li scovino prima che possano fare danni reali, perché quel 3% scarso ufficialmente comunicato non e’ molto rassicurante.
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